In Mongolia una nuova area protetta per il leopardo delle nevi

Un esemplare di leopardo delle nevi Un esemplare di leopardo delle nevi
Il leopardo delle nevi avrà una nuova area per vivere libero e non rischiare quotidianamente di essere ucciso.

Oltre ottomila chilometri quadrati di habitat naturale che il governo della Mongolia ha deciso di far diventare Parco Nazionale, trasformando i Monti Tost in un corridoio tutelato fra le aree - già protette - del deserto del Gran Gobi e del Parco Nazionale di Gobi Gurvan Saikhan. Una vera e propria “ancora di salvezza” per i circa venti leopardi delle nevi censiti nella zona negli ultimi quattro anni, e che ora dovranno avere a che fare solo con le attività agropastorali tradizionali. Dopo quattro anni di battaglie, in quella zona l’estrazione mineraria, la costruzione e la caccia sono state vietate per legge. L’annuncio arriva dal Parco Natura Viva di Bussolengo, durante la presentazione della giornata di mercoledì 15 giugno, dedicata alla raccolta fondi per il leopardo delle nevi in collaborazione con il Quarto Reggimento “Ranger” Alpini Paracadutisti dell’Esercito Italiano, specializzato in operazioni ad alta quota.

“Il paesaggio che deriverà dalla continuità di questi ambienti naturali costituirà una delle più grandi zone tutelate al mondo per i leopardi delle nevi, che oggi resistono sugli altipiani dell’Asia centrale con quattromila esemplari sull’orlo dell’estinzione”. “Ma il lavoro non è finito qui”,  si legge in una nota, “ora, secondo la legge mongola, dovrà insediarsi un gruppo di lavoro governativo che trovi una soluzione alternativa alle dodici licenze di esplorazione mineraria e ai due siti di estrazione attualmente attivi in quella zona”.

Per i leopardi delle nevi, in testa alla lista delle minacce c’è ancora il bracconaggio, che alimenta il mercato della vendita delle pellicce e delle ossa, la cui polvere viene a tutt’oggi usata nella medicina tradizionale asiatica. Inoltre, l’aumento degli allevamenti e delle attività agricole diminuisce le prede disponibili e aumenta il conflitto con l’uomo, mentre le estrazioni minerarie distruggono l’ambiente, costringendo i leopardi a andare alla ricerca di nuove aree.

 

 

 

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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