Morta Hanako, l'elefantessa che viveva in cattività dal '49

un elefante indiano un elefante indiano
Hanako ha chiuso gli occhi per sempre. Solo la morte le ha restituito la libertà. Per oltre sessantacinque anni ha trascorso la sua vita in uno squallido spazio di cemento.

Rinchiusa nello zoo di Inokashira, in Giappone, mostrata per il piacere dei turisti, questa elefantessa indiana non ha mai visto la natura selvaggia, gli immensi territori di quello che avrebbe dovuto rappresentare il suo habitat. Per decenni non ha neanche avuto la possibilità di incontrare un altro esemplare come lei.  

Nel lontano 1949, quando aveva solo due anni, Hanako è stata donata dalla Thailandia al Giappone e trasportata nello zoo in cui è rimasta fino alla morte. La sua storia era venuta alla luce nel 2015, quando un turista, rimasto sconvolto dalle condizioni del pachiderma, aveva attivato una petizione online per chiederne la liberazione: “Hanako vive in una prigione senza confort”, raccontava l’uomo, “Trascorre le sue giornate se non fosse più in vita”. 

Nonostante il successo della petizione, che aveva raccolto circa quattrocentosettantamila adesioni, la direzione dello zoo si è sempre rifiutata di trasferirla altrove per la fase finale della sua vita. Al contrario, ha continuato a sostenere che l’elefantessa fosse “sana e felice”.

Una tesi decisamente contraria al comportamento di Hanako, che in più di un’occasione si è dimostrata piuttosto violenta, mentre gli elefanti sono generalmente animali sociali che, nel corso della loro vita, costruiscono rapporti con la famiglia e gli amici. Ma Hanako la sua vita l’ha trascorsa priva di legami affettivi e di amicizia. In queste condizioni, l’elefantessa era diventata violenta nei confronti delle persone con cui interagiva - nel ‘56 calpestò un uomo, quattro anni dopo aggredì un guardiano dello zoo e, negli ultimi anni, ha attaccato un custode, un veterinario e un altro membro dello staff -.

Anche fisicamente gli effetti di questo suo lunghissimo “ergastolo” erano evidenti. Negli ultimi anni aveva perduto i denti, non riusciva a mangiare correttamente e soffriva di varie difficoltà digestive. Ora è morta. In Giappone era l’elefantessa più anziana.

“Hanako era il simbolo della pace e della crescita del Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale”, ha avuto “il coraggio” di affermare il vicedirettore dello zoo.

Beh, cosa altro aggiungere?  Per quanto riguarda il trattamento riservato a questa elefantessa nel corso di circa tre generazioni (di persone), chi scrive preferisce fermarsi qui e lasciare ai lettori ogni altra considerazione.

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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