Arte contemporanea e natura vibrano all’unisono a Chaumont-sur-Loire

Il nido dei sussurri di Stéphane Guiran Il nido dei sussurri di Stéphane Guiran © Cristina Biordi
Come ogni anno la magia della creazione si rinnova nella splendida cornice di Chaumont-sur-Loire. Lo conferma la nona edizione del Festival d’arte contemporanea che ospita, dal primo aprile al 5 novembre, dodici artisti - francesi e internazionali - le cui opere investono e vestono i diversi luoghi del dominio.

Tra gli artisti all’ “affiche” quest’anno, Sheila Hicks, che sarà presente anche alla Biennale di Venezia, ed esporrà al Centre Pompidou. «La regina del colore con la magia del filo di lino o di lana», come l’ha definita Chantal Colleu-Dumond, direttrice generale e commissario della stagione artistica di Chaumont-sur-Loire, venerdì 31 marzo in occasione del vernissage. L'artista, utilizzando con una virtuosità assoluta la materia tessile, presenta Glossolalia, un lavoro in situ. « A 84 anni, è fuori del comune», dichiara madame Colleu-Dumond. «È un personaggio di una grande femminilità e di una grande autorità. Sheila Hicks tesse, intreccia, accumula e compone, per mezzo di cuscini e di cascate favolose in filo, in fibre e in lana. Mi è sembrato che le sue creazioni potessero entrare in perfetta risonanza con la bella collezione di arazzi e tappeti del castello. Le sue installazioni tessili, le sue palle di fibre e i suoi cuscini tessuti dai colori cangianti formano un universo cromatico fuori del comune», ha aggiunto la direttrice anticipando che l’artista ritornerà l'anno prossimo al castello di Chaumont, per un intervento negli appartamenti.

Altro evento importante di quest’edizione è la magnifica esposizione della raccolta di acquarelli di Sam Szafran, Arborescenze, che occupa le ali sud e occidentale del castello, e la grande galleria al piano terra del castello. Con le sue giungle inestricabili di filodendri, i suoi flussi straordinari di strati finemente incisi, l’artista reinventa la natura, concentrata in giardini magicamente sospesi. Il rigoglio allo stesso tempo vertiginoso e misterioso di questi paesaggi interni cela una potenza incredibile poetica in cui l’elemento umano si inserisce quasi come suo custode.

Affacciato sulla Loira, abitato da alberi centenari, il giardino nasconde e rivela le opere d’arte contemporanea, tra cui una costruzione fantascientifica, un igloo in legno ricoperto di specchi, dove si riflette la natura circostante, e al cui interno vive un giardino incantato virtuale firmato Miguel Chevalier. In/Out Paradisi artificiali immerge il visitatore in un ambiente multisensoriale in cui si sviluppano diverse metamorfosi vegetali accompagnate dalla musica di Jacopo Baboni Schilingi. Quasi un’anticipazione del tema di quest’anno del Festival dei giardini di Chaumont-sur-Loire, che si aprirà il 20 aprile, Flower Power.

Continuando a camminare, estasiati dalla tranquillità del luogo come in una dimensione fuori dal tempo, si può ammirare un lavoro della star mondiale della Land Art, Andy Goldsworthy, a forma d’uovo. Una scultura evolutiva destinata a fondersi nella natura. Un’altra opera evolutiva è quella dell’italiano Giuseppe Penone, Trattenere 8 anni di crescita (Continuerà a crescere tranne che in quel punto), artista già presente nel dominio con il suo “giardino permanente” Albero-cammino 2012.

Per quest’edizione, nel maneggio delle scuderie, nasce un prato di 5000 fiori di quarzo bianco colti a mano nell’Atlante marocchino. Il nido dei sussurri, una poesia sublime di Stéphane Guiran. Come poemi raccolti direttamente da terra, questi cristalli di quarzo diventano i custodi dei sussurri. Al quarzo bianco si attribuisce la proprietà di rivelare e amplificare quello che siamo. Di far cantare le parole silenziose nascoste dentro di noi. Questa magnifica installazione è accompagnata dall’esposizione fotografica, sempre dell’artista francese, intitolata Immersione: scatti di alberi riflessi su specchi d’acqua accompagnati da sensazioni sonore: natura vibrante che diventa astrazione.

Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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