7,2 milioni di Italiani in grave difficoltà

Dopo la firma, da parte del Governo Gentiloni, del Memorandum d’intesa sull’attuazione della legge 15 marzo 2017, n. 33 che introduce il Reddito di inclusione, il direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell'Istat Roberto Monducci, in un’audizione sul Def, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, ribadisce la necessità di fare del sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà economica, una delle priorità del Governo.

Sarebbe infatti, nel 2016, l’11,9% gli italiani in famiglie con sintomi di disagio. Un dato stabile rispetto al 2015 ma che non rincuora. In numeri assoluti vuol dire che 7 milioni e 209mila persone, in Italia, vivono in grave difficoltà economica, di questi, quasi la metà, risultano carenti in almeno 4 punti, su 9, degli indicatori del benessere equo e solidale. Questi indicatori sono stati selezionati da un apposito comitato e vengono usati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per predisporre un apposito allegato del Documento di Economia e Finanza. I punti riguardano la salute, l’istruzione e la formazione, l’occupazione, la qualità del lavoro, il reddito, le condizioni economiche minime, le relazioni sociali, la soddisfazione per la vita e l’ambiente.

Secondo il direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell'Istat, nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, nel 2016 non si è osservata una riduzione dell’indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio. La ripresa economica e del mercato del lavoro non sta riducendo alcuni sintomi di disagio”.

Un dato sempre più preoccupante, visto anche con uno sguardo al futuro, ed a ciò che questo comporterà negli anni, è la situazione lavorativa degli under 35. È infatti sempre più difficile per chi ha meno di 35 anni trovare un posto di lavoro. Si pensi che “il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo”, registrando così una tendenza negativa rispetto ai due anni precedenti. Ma è importante segnalare che, secondo i dati Istat, il 41,9% dei giovani ora impiegati hanno trovato lavoro affidandosi alla rete di parenti ed amici. Un dato altissimo rispetto al 2,5% che ha si è rivolta a Centri pubblici per l’impiego, o all’8% di chi ha scelto le agenzie interinali. Solo il 18,9% ha trovato lavoro facendo richiesta direttamente ad un datore di lavoro.

Infine, segnala Monducci, bisogna intervenire per rilanciare gli investimenti, in calo per il settimo anno consecutivo e che rientrano, nel 2016, tra “tra le principali voci di spesa che hanno segnato una contrazione” con un -4,5%.

Lascia un commento

Agrpress

AgrPress è una testata online, registrata al Tribunale di Roma nel 2011, frutto dell’impegno collettivo di giornalisti, fotografi, videomakers, artisti, curatori, ma anche professionisti di diverse discipline che mettono a disposizione il loro lavoro per la realizzazione di questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.

Newsletter

Privacy e Termini di Utilizzo
Rimani in contatto con Argpress.
Iscriviti alla nostra Newsletter