Addio a Franca Rame, teatro e impegno sociale

  • Marino Paoloni
  • Mercoledì, 29 Maggio 2013
  • Pubblicato in Attualità
Franca Rame Franca Rame Carlo Riccardi © Archivio RIccardi
L'attrice Franca Rame, moglie del premio Nobel Dario Fo e madre dell'attore Jacopo, è morta a Milano. Aveva 84 anni ed era malata da tempo. Il 19 aprile dell'anno scorso era stata colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al Policlinico di Milano.

Franca Rame fu più di una semplice, per quanto formidabile attrice. Fu soprattutto una donna coraggiosa, capace di affrontare le dure battaglie della vita con determinazione, fierezza e grandissima dignità. Una femminista nell'accezione più genuina del termine, al di là della militanza degli anni '70.

Al fianco di Dario Fo, che aveva sposato nel giugno del 1954 nella cattedrale di Sant'Ambrogio, abbracciò entusiasta l'utopia del Sessantotto, sbattendo la porta del circuito ETI e fondando il collettivo Nuova Scena. Ben presto però le divergenze ideologiche condussero lei e Fo a una scelta ancora più radicale. Insieme fondarono La Comune, e di quel fermento artistico e sociale beneficiò l'intera scena teatrale italiana. Gli spettacoli di satira e controinformazione politica prodotti dalla Comune si susseguirono tra aspre polemiche, sempre però acclamati dal pubblico progressista e dalla critica più aperta dell'epoca. Fecero grande rumore, soprattutto, piéce come "Morte accidentale di un anarchico" e "Non si paga! Non si paga" .

Sempre al fianco di Dario Fo, Franca sostenne pure l'organizzazione Soccorso Rosso Militante, sposando l'impegno sociale e politico in maniera netta. Sempre in prima fila nelle battaglie civili, nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta pubblicata sul settimanale "L'Espresso" sul caso Pinelli, l'anarchico morto a Milano dopo essere volato dagli uffici della Questura. Ne pagò pesantemente le conseguenze: nel marzo del 1973, infatti, l'attrice venne sequestrata da esponenti dell'estrema destra e costretta a subire violenza fisica e sessuale. Ebbe la forza e il coraggio di raccontare tutto in uno spettacolo, "Lo stupro", del 1981, che ha fatto epoca.

Nelle elezioni politiche del 2006 Franca Rame fu eletta senatrice per l'italia dei Valori in Piemonte e sempre quell'anno Antonio Di Pietro la propose come Presidente della Repubblica. Due anni più tardi, l'attrice che alla politica era solo prestata, abbandonò fragorosamente il Senato, un ambiente che non riusciva a sentire in sintonia con la sua onestà intellettuale e con la sua esigenza di concretezza.

Negli ultimi anni aveva pubblicato l'autobiografia "Una vita all'improvvisa", scritta a quattro mani con Fo, e con il marito era tornata a calcare il palcoscenico tra il 2011 e il 2012 riprendendo un loro classico amatissimo, e forse il più popolare, "Mistero buffo".

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