Migranti frustati sui gommoni nel mediterraneo

Il Times ha pubblicato, sul suo sito, un video ripreso a settembre, in cui si vedono chiaramente uomini con la divisa militare frustare con cordoni di plastica alcuni migranti, ancora nei barconi, da poco intercettati vicino Sabratha. Le immagini mostrano con quale brutalità la guardia costiera libica, che l’Unione Europea sta addestrando da Ottobre, tratta i migranti.

È questa la forza militare con cui il governo italiano ha da poco firmato un Memorandum che prevede il nostro supporto tecnico e tecnologico nelle operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina?

Secondo la testimonianza di uno dei medici che assistono migranti e rifugiati, la maggior parte di quelli che transitano dalla Libia riferiscono incarcerazione, torture o violenze: c'è chi ha perso un occhio o un orecchio a furia dei colpi ricevuti con il calcio di un fucile, chi l'uso di una gamba o di un braccio, chi presenta cicatrici più o meno recenti di ustioni e percosse, chi ha visto morire un amico, un fratello, un genitore. Molti soffrono di cefalea ricorrente, sono insonni o hanno incubi. Nell'attesa di venire imbarcati sui famigerati barconi, quasi tutti vengono stipati in stanze sovraffollate, bui e sporchi, pieni di insetti che pungono e mordono e non fanno dormire. Le donne raccontano violenze, e molte gravidanze ne sono la conseguenza. Alcune invece, pur di non rimanere incinta durante il viaggio, si sottopongono a trattamenti ormonali prima della partenza. I bambini, in particolare quelli di origine africana, quando arrivano in Italia hanno paura dell'"uomo bianco" perché hanno visto i genitori subire violenze per mano loro, o a volte ne hanno anche subite. I minori non accompagnati vengono spesso rapiti e picchiati finché le famiglie non mandano soldi per liberarli. Tutti infine, nessuno escluso, hanno cicatrici invisibili ma profondissime che porteranno dentro di loro per tutta la vita.

Ci troviamo davanti cambiamenti epocali, storici, e non possiamo sottrarci alla nostra storia. È forse questo il momento in cui dovremmo essere più europei che mai ed organizzare politiche di accoglienza ed investimenti reali, invece di nasconderci dietro muri e fomentare massacri, denunciati più e più volte dalle ONG e dai giornalisti.

Non dovremmo dimenticare che la Dichiarazione universale dei diritti umani fu firmata a Parigi, meno di cento anni fa, e che il suo primo articolo recita «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».

Il video fa parte del documentario “Ross Kemp: Libya’s Migrant Hell” che ripercorre le rotte migratorie di entrate e di uscita dalla Libia. 

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