30 anni senza Cary Grant, il gentleman della Hollywood classica

Cary Grant con Audrey Hepburn in "Sciarada" di Stanley Donen Cary Grant con Audrey Hepburn in "Sciarada" di Stanley Donen
Trent’anni fa, il 29 novembre 1986, moriva a Davenport - nell’Iowa - Cary Grant.

Nato a Bristol - in Inghilterra - nel gennaio 1904, all’età di quattordici anni fugge di casa per seguire una compagnia itinerante di saltimbanchi e al loro seguito abbandona l’Inghilterra e sbarca a New York.

Per molti anni lavora in teatri di secondo e terzo rango (eccezion fatta per un’apparizione a Broadway - nel 1930 insieme a Fay Wray, la futura protagonista de La pericolosa partita - 1932 - e del celeberrimo King Kong - 1933), fino a quando, nel ’32, si trasferisce in California e ottiene un ingaggio alla Paramount con un ruolo secondario in Questa è la notte (1932) di Frank Tuttle.

Nel film successivo, Il diavolo nell’abisso (1932) di M. Gering, gli viene affidato un ruolo di maggior peso: quello del secondo ufficiale di bordo a fianco del comandante interpretato da Gary Cooper. Alto, atletico, ha la stessa andatura dinoccolata di quest’ultimo, al quale, negli anni successivi, verrà sovente paragonato. Tuttavia, possiede anche una capacità d’introspezione psicologica e un’attenzione per le sfumature che rendono la sua recitazione ancor più profonda e incisiva.

Seguono alcuni film di notevole successo, quali Venere bionda (1932) di Josef Von Sternberg, in cui lavora con Marlene Dietrich, Lady Lou - La donna fatale (1933) di L. Sherman, in cui recita con Mae West, Non sono un angelo (1933) di Wesley Ruggles, anch’esso con Mae West, La signorina curiosità (1934) di Frank Tuttle.

Con L’orribile verità (1937) di Leo McCarey, comincia ad affiorare il suo grandissimo talento per la cosiddetta “sophisticated comedy”. È proprio in questo genere hollywoodiano (sottogenere della commedia) che ha l’occasione di misurarsi con l’eleganza e la bravura di Katharine Hepburn, con la quale, dopo aver già lavorato ne Il diavolo è femmina (1935) di George Cukor, girerà altri tre film: Incantesimo (1938), anch’esso diretto da George Cukor, Susanna (1938) di Howard Hawks, considerato quasi all’unanimità dalla maggior parte degli storici del cinema e dei critici cinematografici come la quintessenza della “screwball comedy” e Scandalo a Philadelphia (1940) di George Cukor, in cui i due recitano con James Stewart.

Tuttavia, paradossalmente, quello stesso humour che rende memorabili i suoi ruoli brillanti finirà per rendere ancora più verosimili le sue interpretazioni drammatiche. Se ne accorgerà Alfred Hitchcock, il quale intuirà nella velata ironia ed autoironia e nello sguardo beffardo dell’attore una tensione e un magnetismo in grado di conferire un tocco di grandi credibilità ai suoi personaggi più drammatici. Il grande regista lo dirige ne Il sospetto (1941), in cui lavora con Joan Fontaine (la quale, l’anno avanti, era già stata diretta da Alfred Hitchcock in Rebecca - La prima moglie, tratto dall’omonimo libro di Daphne du Maurier) e, qualche anno dopo, in Notorious - L’amante perduta (1946), in cui recita con Ingrid Bergman.

Negli anni Cinquanta girerà altri due film di Alfred Hitchcock: Caccia al ladro (1955), in cui lavora con Grace Kelly, e Intrigo internazionale (1959), uno fra i thriller più avvincenti dell’intera carriera del Maestro Hitchcock, e in cui recita con Eva Marie Saint, James Mason e con un giovane Martin Landau.

Fra gli altri film ricordiamo Gunga Din (1939) di George Stevens, Avventurieri dell’aria (1939) di Howard Hawks, La signora del venerdì (1940), anch’esso diretto da Howard Hawks, Un evaso ha bussato alla mia porta (1942) di George Stevens, Destinazione Tokyo (1943) di Delmer Daves, Arsenico e vecchi merletti (1944) di Frank Capra, in cui lavora con Priscilla Lane e Raymond Massey, Notte e dì (1946) di Michael Curtiz, Vento di primavera (1947) di Irving Reis, in cui lavora con Myrna Loy, La moglie del vescovo (1947) di Henry Koster, in cui recita con Loretta Young e David Niven, La casa dei nostri sogni (1948) di H. C. Potter, in cui lavora nuovamente con Myrna Loy, Ero uno sposo di guerra (1949) di Howard Hawks, il drammatico La rivolta (1950) di Richard Brooks (grande sceneggiatore al suo esordio alla regia), Il magnifico scherzo (1952) di Howard Hawks, Un amore splendido (1957) di Leo McCarey, in cui lavora con Deborah Kerr, Indiscreto (1958) di Stanley Donen, in cui recita nuovamente con Ingrid Bergman dodici anni dopo il già citato Notorious - L’amante perduta, Orgoglio e passione (1958) di Stanley Kramer, in cui lavora con Frank Sinatra e con una giovane Sophia Loren (al suo secondo film americano), Un marito per Cinzia (1958) di Melville Shavelson, in cui recita nuovamente con Sophia Loren, Operazione sottoveste (1959) di Blake Edwards, L’erba del vicino è sempre più verde (1960) di Stanley Donen, in cui lavora con Deborah Kerr, Jean Simmons e Robert Mitchum, Il visone sulla pelle (1962) di Delbert Mann, in cui recita con Doris Day, l'eccellente commedia gialla Sciarada (1963) di Stanley Donen, in cui lavora con Audrey Hepburn, Walter Matthau, George Kennedy, James Coburn, Ned Glass e Jacques Marin, Il gran lupo chiama (1964) di Ralph Nelson (futuro regista di Soldato blu - 1970), in cui recita con Leslie Caron, Cammina, non correre! (1967) di Charles Walters suo ultimo film, in cui recita con Samantha Eggar e Jim Hutton (il futuro Ellery Queen - 1975-76).

Nel biennio 1953-54 aveva rifiutato due ruoli, poi assegnati rispettivamente a Gregory Peck e Humphrey Bogart: quello del giornalista a caccia di scoop protagonista di Vacanze romane (1953) di William Wyler e quello di Larry Larrabee in Sabrina (1954) di Billy Wilder. Nel ’62 rifiuterà quello del professor Humbert (parte poi assegnata a James Mason) in Lolita (1962) di Stanley Kubrick.

Nel 1967 si ritira dal cinema. Quattro anni dopo, forse per compensare il fatto che nel corso della sua carriera non aveva mai ricevuto l’ambita statuetta, viene premiato dall’Academy Awards con un Oscar alla Carriera.

 

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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