Auguri ad Anouk Aimée

Anouk Aimée con Marcello Mastroianni in "Otto e 1/2" Anouk Aimée con Marcello Mastroianni in "Otto e 1/2" foto Carlo Riccardi
La grande attrice francese ha spento ottantacinque candeline.

Nata a Parigi nel 1932, figlia d’arte (i genitori erano entrambi attori), Nicole Françoise Florence Dreyfus - meglio nota con il suo nome d’arte Anouk Aimée - dopo studi di danza e di recitazione, esordisce al cinema all’età di diciassette anni ne Gli amanti di Verona (1949) di André Cayatte e Jacques Prévert, in un ruolo ispirato alla Giulietta di William Shakespeare.

Tre anni dopo viene diretta da Alexandre Astruc ne La tenda scarlatta (1952) e, dopo il ruolo della ballerina di cabaret di Lola, donna di vita (1960) di Jacques Demy, raggiunge la fama internazionale grazie a Federico Fellini, il quale la dirige nella parte di Maddalena ne La dolce vita (1960) e in quella di Luisa in Otto e 1/2 (1963), in cui lavora con Marcello Mastroianni.

Attrice molto versatile e dotata di fascino magnetico, elegante e a volte sottilmente inquietante, viene candidata all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per la sua superlativa interpretazione di Anne in Un homme et une femme (Un uomo, una donna, 1966) di Claude Lelouch, in cui lavora con Jean-Louis Trintignant. Da Claude Lelouch verrà diretta anche in Vivere per vivere (1967), Chissà se lo farei ancora (1977), Viva la vita (1984), Un uomo una donna, oggi (1986), nuovamente con Jean-Louis Trintignant, Ci sono dei giorni… e delle lune (1990) e in Uomini e donne: istruzioni per l’uso (1996).

Nonostante il grande successo di pubblico di alcuni fra i film da lei interpretati, all’interno del cosiddetto “star-system” Anouk Aimée rimane una figura piuttosto “appartata” e seleziona le sue apparizioni, lavorando per Sidney Lumet (La virtù sdraiata - 1969 -, tratto dall’omonimo libro di Antonio Leonviola), Marco Bellocchio (Salto nel vuoto - 1980), Bernardo Bertolucci (La tragedia di un uomo ridicolo - 1981).

Nel corale Pret-à-porter (1994) di Robert Altman, interpreta il ruolo della stilista che lancia le sue modelle nude in passerella

Fra gli altri film ricordiamo La salamandra d’oro (1950) di Ronald Neame, Illusione (1952) di Harold French, Les mauvaises rencontres (1955) di Alexandre Astruc, Il viaggio (1959) di Anatole Litvak, in cui lavora con Yul Brynner, Deborah Kerr e con il piccolo Ron Howard al suo esordio cinematografico, La fossa dei disperati (1959) di George Franju, Don Giovanni ’62 (1961) di Philippe de Broca, L’imprevisto (1961) di Alberto Lattuada, Il giudizio universale (1961) di Vittorio De Sica, Sodoma e Gomorra (1962) di Robert Aldrich, Il baro (1963) di Christian Marquand, Il terrorista (1963) di Gianfranco De Bosio, in cui lavora con un giovane Gian Maria Volonté pre Sergio Leone (Per un pugno di dollari - 1964 - e Qualche dollaro in più - 1965) e pre Elio Petri (A ciascuno il suo - 1967), Liolà (1963) di Alessandro Blasetti, Le stagioni del nostro amore (1965) di Florestano Vancini, Una sera, un treno (1968) di André Delvaux, L’amante perduta (1969) di Jacques Demy, Rapporto a quattro (1969) di George Cukor, Il successo è la miglior vendetta (1984) di Jerzy Skolimowski, Cento e una notte (1995) di Agnès Varda.

Nel ’95 la rivista britannica “Empire” conduce un sondaggio secondo cui il suo stile di recitazione è sovente quello di una “femme fatale con un’aura malinconica”.

Nel 2003 Anouk Aimée riceve l’Orso d’Oro alla Carriera al Festival del Cinema di Berlino.

Ancora attiva (soprattutto a teatro) in età avanzata, i suoi ultimi film sono stati Celle que j’aime (2009) e Tous les soleils (2011).

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

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