Carol,duello amoroso fatto di sguardi, sospiri e silenzi

Sogni, speranze, progetti di vita, una passione segreta nascosta dietro  una società puritana e perbenista.

Esce finalmente nelle sale italiane il 5 gennaio, “Carol”, il nuovo film del regista americano Todd Haynes, dopo i successi all’ultimo festival di Cannes e il suo passaggio all’ultima festa del Cinema di Roma.  In quest’ultima opera, Haynes torna a rappresentare i conflitti amorosi e personali dell’America degli anni ’50,  ricreando con la macchina da presa le atmosfere patinate, soffuse, eppure incredibilmente potenti di “Lontano dal paradiso”, realizzato nel 2002. Anche in questo caso lo sguardo del regista scruta e si insinua nel lato nascosto  del sogno americano.
Tratto da un racconto di Patricia Highsmith, con “Carol” Haynes filma la passione tra due donne  che si incontrano improvvisamente in un  grande magazzino della Grande Mela. Qui vediamo Rooney Mara  nei panni di Therese Belivet, una ventenne che lavora come impiegata in un grande magazzino di New York, che incrocia lo sguardo di Carol (Cate Blanchett), affascinante bionda,  incastrata in un matrimonio di convenienza e senza amore.
Come il click di una macchina fotografica, tra loro scatta immediatamente un'intesa, e il loro amore nascosto crescerà con il passare del tempo, sfidando non solo i i tabù della morale dell’epoca, ma anche l’animo, ferito e consumato delle due protagoniste.
Tra violini, auto d’epoca e costumi sgargianti, il film  di Haynes funziona perché è sincero, innanzitutto nei confronti dello spettatore: già nella suggestiva locandina, vediamo le due protagoniste guardarsi negli occhi, l’una davanti l’altra. Già il regista ci mette in guardia che quello che stiamo per vedere sarà un duello amoroso, fatto non di  parole, ma soprattutto di sguardi, sospiri e silenzi.
Un film che incede lentamente a piccoli passi, eppure incredibilmente intenso. Straordinarie le interpretazioni delle due protagoniste, così diverse tra loro. Se il fascino di  Cate Blanchett già lo conoscevamo, non altrettanto per quello discreto e timido di Rooney Mara, con una prova diametralmente opposta alla Lisbeth  Salander vista nel film di David Fincher.
Tra le due si accende una chimica che sullo schermo fa scintille. Andatelo a vedere per credere.

 

 

Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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