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Quando il gotico diventa favola: Dark Shadows

  • Luigi Paolicelli
  • Martedì, 22 Maggio 2012
  • Pubblicato in Cinema
Nonostante la letteratura e la cinematografia abbiano declinato i vampiri nei modi più differenti, filtrandoli anche attraverso il prisma delle mode e delle culture giovanili, Tim Burton è riuscito, con il suo Dark Shadows, a fornirne la sua peculiare visione....

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Le ombre e l'oscurità sono da sempre associate ad un male ancestrale e primigenio, in cui si celano terrificanti creature da incubo: una consuetudine da cui sono scaturite le leggende folkloristiche più antiche e diffuse, tra cui una delle più interessanti, quella del vampiro; essere in bilico tra la vita e la morte che si nutre del sangue degli uomini. Nonostante la letteratura e la cinematografia abbiano declinato i vampiri nei modi più differenti, filtrandoli anche attraverso il prisma delle mode e delle culture giovanili, Tim Burton è riuscito, con il suo Dark Shadows, a fornirne la sua peculiare visione. In Dark Shadows il nero del racconto gotico, si alleggerisce di alcuni toni eccessivamente oscuri per divenire un grottesco giocoso: meno minaccioso di quanto si possa credere e aperto anche momenti di comicità. Protagonista indiscusso del film, Johnny Depp, che veste i fastosi e spettrali panni di Barnabas Collins: sventurato rampollo di una facoltosa famiglia inglese sbarcata nel Maine nel 1752 e trasformato in vampiro per aver rifiutato l'amore di Angelique; giovane al servizio nella magione dei Collins, nonché potente strega. Rinchiuso, incatenato e sepolto, Barnabas è condannato ad una angusta eternità e la vendetta della strega sembra compiersi definitivamente. Invece, per una fortuita quanto imprevedibile coincidenza, Barnabas viene liberato: facendo ritorno nel mondo dei vivi dopo quasi due secoli. Catapultato in uno psichedelico, bizzarro e incomprensibile, 1972, Barnabas trova la sua famiglia in rovina: composta ormai da soli quattro improbabili discendenti. Elizabeth, la matriarca, suo fratello, Carolyn figlia ribelle della donna e David, il più giovane, nipote di Elizabeth e capace di parlare con il fantasma della madre. Tuttavia, una sorpresa amara attende l'aristocratico vampiro: Angelique, la donna che lo aveva reso un mostro, si è arricchita a spese dei Collins divenendo la donna più influente della comunità. In più Barnabas, è costretto a fare i conti con la sua natura di vampiro, che gli impedisce di dichiararsi a Victoria: giovane istitutrice e sosia dell'amata Josette, suicidatasi a causa del maleficio lanciatogli. Burton imbastisce una narrazione complessa oscura, nera, ma venata di indubbie tonalità romantiche e umorisitche;  la cui efficacia è affidata al magistrale Johnny Depp, ormai consumato interprete di personaggi bislacchi, iperbolici e parodistici. Una commedia spietata, sotto alcuni aspetti, ma che riporta la legge costante dell'universo di Tim Burton: si può essere uno scherzo della natura senza necessariamente divenire un autentico mostro da incubo. Un microcosmo gotico, quello di Dark Shadows in cui tutti i personaggi sono strani, bizzari: dei freaks che ricordano da vicino i protagonisti del Rocky horror picture show e de La famiglia Addams. Il personaggio di Barnabas poi, vero trascinatore della narrazione, vive la propria condizione di vampiro tra autocompiacimento e rimorso. Sintesi riuscita tra il conte Orlock della pellicola Nosferatu, interpretato da Max Schrek, e il Dracula elegante e nobile di Bela Lugosi, questa nuova incarnazione del mito del vampiro, firmata da Burton, diverte e intriga. Alcuni colpi di scena forse sono troppo inaspettati e divengono il pretesto per dare senso a personaggi altrimenti ininfluenti nello svolgersi degli eventi; nel complesso assolutamente godibile. Di sicuro successo tra i fan del dinamico duo Burton -Depp.

Luigi Paolicelli

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