17 anni senza Giorgio Bassani, Premio Strega nel ‘56

Giorgio Bassani negli anni Sessanta Giorgio Bassani negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Diciassette anni fa, nell’aprile 2000, moriva a Roma il grande scrittore ferrarese.

Nato a Bologna nel marzo 1916 da benestante famiglia ebraica di Ferrara, trascorre l’infanzia e la giovinezza nella città estense. Nel ’26 viene ammesso al Regio Liceo Ginnasio “Ludovico Ariosto”, dove nel ’34, dopo aver frequentato i cinque anni di Ginnasio e i tre di Liceo, consegue la maturità classica. In quegli anni mostra un vivo interesse per la musica e per il tennis, ma presto rinuncerà a tali passioni per dedicarsi interamente alla letteratura. Nel ’35 si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, che frequenta viaggiando quasi ogni giorno da Ferrara e dove, nel ’39, nonostante le famigerate leggi razziali approvate la regime fascista, si laurea con una tesi su Niccolò Tommaseo discussa con Carlo Calcaterra, il quale, proprio nei due anni successivi avrà fra i suoi allievi anche Pier Paolo Pasolini - che, nel ’45, proprio con Calcaterra discuterà quella la tesi di laurea sul poeta Giovanni Pascoli che verrà pubblicata da Einaudi come Antologia della lirica pascoliana solo nel ’93, circa cinquant’anni dopo -. Negli anni dell’Università, Bassani fa amicizia con il poeta e critico letterario Attilio Bertolucci - futuro padre dei fratelli Bernardo e Giuseppe - e diventa ammiratore della pittura di Giorgio Morandi e dei saggi sull’arte di Roberto Longhi. 

Nel ‘40 pubblica - con lo pseudonimo di Giacomo Marchi - Una città di pianura, la sua prima opera. Nel ‘44 scrive le poesie Storie dei poveri amanti e altri versi, mentre, tre anni dopo, porta a termine Te lucis ante, una seconda raccolta di versi. Nel ‘48, Marguerite Caetani, fondatrice e curatrice della rivista “Botteghe Oscure”, propone al giovane autore ferrarese di lavorarci come responsabile di redazione. Nel ‘55 diventa anche redattore della rivista “Paragone”, fondata quattro anni avanti da Roberto Longhi e Anna Banti, e, lavorando in quella redazione conosce, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini. Nel frattempo, su “Botteghe Oscure” fa pubblicare scritti dell’amico Attilio Bertolucci, di Italo Calvino, Carlo Cassola, Mario Soldati e dello stesso Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno fonda l’associazione “Italia Nostra” e, in quel periodo, collabora ad alcune sceneggiature di film diretti da Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti e Mario Soldati.

Nel ‘56 pubblica Cinque storie ferraresi, con cui vince il Premio Strega. Dal ‘57  al ’67 è docente di Storia del Teatro all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico”. In veste di consulente e direttore editoriale della Feltrinelli, nel ’58 Bassani riesce a far pubblicare Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Fra gli autori stranieri ha il merito di far conoscere ai lettori italiani le opere di Jorge Luis Borges, Karen Blixen, Ford Madox Ford, Edward Morgan Forster e soprattutto del russo Boris Pasternak. Il dottor Živago - pubblicato in Italia nel ’57 e da cui, nel ’65, verrà tratto l’omonimo film diretto da David Lean e interpretato da Omar Sharif e Julie Christie - è un'anteprima mondiale e sarà un grande successo di vendite. Nell’allora URSS verrà pubblicato per la prima volta solo nell’88, trentuno anni dopo la morte dell’autore.

Il massimo successo editoriale di Bassani arriva nel ‘62, con la pubblicazione del romanzo Il giardino dei Finzi-Contini, scritto all'Hotel Le Najadi di Santa Marinella e con cui vince il Premio Viareggio. Nel '70, dal libro verrà tratto l'omonimo film di Vittorio De Sica, in una fra le sue ultime regie.

Diventato vicepresidente della RAI e, a partire dal ’65, presidente di “Italia Nostra”, si allontana dal Partito Socialista e si avvicina ai repubblicani di Ugo La Malfa. Nel ‘66 viene convocato come Presidente della giuria della Mostra del Cinema di Venezia. Con L'airone, del ''68, vince il Premio Campiello e, quindici anni dopo, con In rima e senza, il Premio Bagutta.

Nell ‘87 esce il drammatico Gli occhiali d'oro, film tratto dal suo omonimo romanzo del ’58, diretto da Giuliano Montaldo e interpretato da Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli e da un giovane Luca Zingaretti al suo esordio cinematografico. Dopo aver vinto anche il Premio Pirandello, nel ‘92 è insignito del Premio Feltrinelli assegnato alla carriera. Nel ’98, due anni prima della sua scomparsa, la sua opera omnia viene raccolta in un unico volume, pubblicato da Mondadori - nella collana “Meridiani” - a cura - e con un saggio critico - dello scrittore Roberto Cotroneo.

Autore “completo” e acuto, è stato una figura di primissimo piano nel panorama culturale italiano della seconda metà del Novecento.

Alcune foto degli anni immediatamente successivi a quello in cui Giorgio Bassani vinse il Premio Strega sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi degli anni compresi fra il ’57 ed il ’71, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Nelle foto della mostra, troviamo autori e autrici del calibro di Elsa Morante (Premio Strega 1957 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (Premio Strega 1958 con Sessanta racconti, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo - 1959 - da cui, quattro anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luchino Visconti interpretato d Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Romolo Valli, Rina Morelli, Mario Girotti - non ancora Terence Hill - e Ottavia Piccolo), Carlo Cassola (La ragazza di Bube - 1960 - da cui, tre anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luigi Comencini interpretato da Claudia Cardinale e George Chakiris), Raffaele La Capria (Premio Strega 1961 con Ferito a morte, che batté per un solo punto Delitto d’onore di Giovanni Arpino, Ballata levantina di Fausta Cialente e Le voci della sera di Natalia Ginzburg), Mario Tobino (Il clandestino - 1962), Natalia Ginzburg (Premio Strega 1963 con Lessico famigliare), Giovanni Arpino (L’ombra delle colline, 1964), Paolo Volponi (Premio Strega 1965 con La macchina mondiale), Michele Prisco (Una spirale di nebbia - 1966), Anna Maria Ortese (Poveri e semplici - 1967), Alberto Bevilacqua (L’occhio del gatto - 1968), Lalla Romano (Le parole tra noi leggere - 1969), Guido Piovene (Premio Strega 1970 con Le stelle fredde), Raffaele Brignetti (Premio Strega 1971 con La spiaggia d’oro).

Vita da Strega è anche un libro, intitolato Gli anni d’oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi (Archivio Riccardi/Istituto Quinta Dimensione, Roma 2016). Il volume, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto - una più ampia sintesi della raccolta presente all’interno dell’Archivio Riccardi - e si conclude con un commento di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.

 

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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