21 anni senza Guido Alberti, ideatore del Premio Strega

Guido Alberti con Rossella Falk al Premio Strega 1965 Guido Alberti con Rossella Falk al Premio Strega 1965 foto Carlo Riccardi
Ventun anni fa, nell'agosto 1996, moriva a Roma Guido Alberti.

Nato a Benevento nell'aprile 1909, figlio del noto industriale Ugo Alberti, comproprietario della fabbrica di torroni Alberti e del Liquore Strega, entra fin da giovane nell’azienda.

A partire dal ’57, è Presidente del Consiglio di Amministrazione, ricoprendo la stessa carica anche nella IDA (Industria Dolciaria Alberti).

Amico dei coniugi Maria e Goffredo Bellonci, entra a far parte del loro salotto letterario romano ed insieme a loro, nel ’47, dà vita al Premio Strega (così chiamato per via dell’omonimo e già citato liquore di Benevento), che, nel corso dei successivi decenni, verrà assegnato ai maggiori scrittori italiani contemporanei.

Intrapresa la carriera di attore , all'inizio degli anni Sessanta viene diretto da registi del calibro di Federico Fellini ( - 1963) e Francesco Rosi (Le mani sulla città - 1963).

Negli anni successivi, lavorerà anche in film di  Mario Monicelli (Casanova ’70 - 1965), Valerio Zurlini (Le soldatesse - 1965), Eduardo De Filippo (Spara forte, più forte… non capisco - 1966), Francesco - “Citto” - Maselli (Ruba al prossimo tuo - 1969), Franco Rossi (Giovinezza giovinezza - 1969), Alberto Bevilacqua (La califfa - 1970), Premio Strega 1968 con L'occhio del gatto, Tonino Cervi (Il delitto del diavolo - 1970), Pier Paolo Pasolini (Il Decameron - 1971), Luigi Bazzoni (Giornata nera per l’ariete - 1971), Claude Chabrol (Dieci incredibili giorni - 1971), Roman Polanski (Che? - 1972), Duccio Tessari (Tony Arzenta - 1973), Umberto Lenzi (Spasmo -1974 -, Milano odia: la polizia non può sparare - 1974 -, Il giustiziere sfida la città - 1975 -, Napoli violenta - 1976 -, Il cinico, l’infame, il violento - 1977), Sergio Sollima (Il corsaro nero - 1977), Sydney Pollack (Un attimo, una vita - 1977 -, interpretato da Al Pacino e Marthe Keller e tratto da Il cielo non ha preferenze di Eric Marie Remarque), Lucio Fulci (Luca il contrabbandiere - 1980), Alfonso Brescia (Napoli, Palermo, New York - Il triangolo della camorra - 1981), Margarethe Von Trotta (Paura e amore - 1988).

Le sue ultime interpretazioni risalgono all’inizio degli anni Novanta, ne Il portaborse (1991) di Daniele Luchetti e in Donne in un giorno di festa (1993) di Salvatore Maira.

Nel corso della sua carriera ha lavorato con attori ed attrici quali Claudia Cardinale, Alain Delon, Massimo Girotti, Virna Lisi, Silvana Mangano, Elsa Martinelli, Marcello Mastroianni, Al Pacino, Anthony Quinn, Orson Welles.

Molto attivo anche in televisione, interpreta sceneggiati quali Resurrezione (1965) di Franco Enriquez, Luisa Sanfelice (1966) di Leonardo Cortese, Il circolo Pickwick (1968) di Ugo Gregoretti, Cristoforo Colombo (1968) di Vittorio Cottafavi, Oliver Cromwell: ritratto di un dittatore (1969), anch’esso diretto da Vittorio Cottafavi,  Il processo Cuocolo (1969) di Gianni Serra, I racconti di Padre Brown (1970) di Vittorio Cottafavi, Marcovaldo (1971) di Giuseppe Bennati, tratto dall’omonimo libro di Italo Calvino, Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico (1972) di Leandro Castellani, A come Andromeda (1972) di Vittorio Cottafavi, La signora Ava (1975) di Antonio Calenda, Alle origini della mafia (1976) di Ezio Muzii, in cui lavora anche con Lee J. Cobb (il quale otto anni avanti aveva interpretato il boss Don Mariano Arena de Il giorno della civetta - 1968 - di Damiano Damiani, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia), Storie della camorra (1978) di Paolo Gazzara, Lulù (1980) di Mario  Missiroli, Ahi giovinezza giovinezza di Edmo Fenoglio (1982).

Alcune foto di Guido Alberti sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi (n. 1926) degli anni compresi fra il 1957 ed il 1971, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

In quegli anni, l’ambito premio letterario fu vinto da autori del calibro di Giorgio Bassani (con Cinque storie ferraresi) Elsa Morante (vincitrice nel ’57 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (1958 con Sessanta racconti), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (vincitore nel ’59 con Il Gattopardo, da cui, quattro anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luchino Visconti interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Romolo Valli, Rina Morelli, Serge Reggiani, Mario Girotti - non ancora Terence Hill -, e dalla giovanissima Ottavia Piccolo), Carlo Cassola (vincitore nel ’60 con La ragazza di Bube, da cui, tre anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luigi Comencini interpretato da Claudia Cardinale e George Chakiris), Raffaele La Capria (vincitore nel ’61 con Ferito a morte, che batté per un solo voto Delitto d’onore di Giovanni Arpino, Ballata levantina di Fausta Cialente, e Le voci della sera di Natalia Ginzburg), Mario Tobino (1962 con Il clandestino), Natalia Ginzburg (vincitrice nel ’63 con Lessico famigliare), Giovanni Arpino (1964 con L’ombra delle colline), Paolo Volponi (vincitore nel ’65 con La macchina mondiale), Michele Prisco (1966 con Una spirale di nebbia), Anna Maria Ortese (1967 con Poveri e semplici), Alberto Bevilacqua (1968, con il già citato L’occhio del gatto), Lalla Romano (1969 con Le parole tra noi leggere), Guido Piovene (1970 con Le stelle fredde), Raffaele Brignetti (1971 con La spiaggia d’oro).

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

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