Delzio: Opzione Zero, il virus causa del declino del nostro Paese

Marco Gay, Nicola Zingaretti, Sarah Varetto, Marianna Madia e Francesco Delzio Marco Gay, Nicola Zingaretti, Sarah Varetto, Marianna Madia e Francesco Delzio Agrpress ©
Qual è il “male italiano”? Cosa ci ha trasformato da Potenza mondiale a Paese senza speranza? Il virus che ha contagiato l’Italia e gli italiani, secondo il nuovo libro di  Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Marketing di Atlantia e di Autostrade per l’Italia, si chiama Opzione Zero.

Il virus si è impadronito delle nostre menti ed è così pericoloso da aver causato il declino del nostro Paese. Così invisibile che i suoi effetti si vedono soltanto nel lungo termine: dopo anni dalla sua entrata in azione, può accadere che un’intera comunità si blocchi, perda competitività e annulli le sue potenzialità di crescita. È esattamente ciò che è successo all’Italia.

Negli ultimi 20 anni, spiega l'autore, nella gran parte dei casi in cui un Ministro, un Sindaco, un dirigente pubblico, un grande imprenditore si è trovato di fronte ad una decisione strategica nel nostro Paese, ha scelto in realtà l’Opzione Zero. Ha deciso di non decidere. Per non rischiare. Per non assumersi responsabilità. Per abbattere i costi nel presente, ignorando il futuro. "E' una lettura molto provocatoria e cruda della realtà italiana - dice Delzio - soprattutto l'individuazione del vero virus che ha bloccato lo sviluppo e la speranza negli ultimi 20 anni: questo virus è l'opzione zero, quella somma di meccanismi che ha creato il mostro, il non decidere e investire sul presente piuttosto che sul futuro".
Nel libro viene offerta anche una ricetta per uscire da questa situazione di stallo: "Nel titolo - ha svelato Delzio - c'è anche una soluzione: opzione zero non è solo quella che i consulenti presentano alle aziende e alle PA per non fare nulla ma è anche l'accordo che eliminò le testate missilistiche nucleari in Europa e quindi nel titolo c'è l'indicazione di fondo, ovvero resettare in maniera brutale tutti i meccanismi che oggi in Italia incentivano il non-fare".

Durante la presentazione, avvenuta allo Stadio di Domiziano a Roma il 12 novembre, Francesco Delzio si è confrontato con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e Marco Gay, Presidente dei Giovani Imprenditori e Vice Presidente di Confindustria, moderati dal Direttore Skytg24, Sarah Varetto.

"Il filo rosso del libro di Delzio - ha dichiarato il Ministro Madia - è molto chiaro: la politica è innanzitutto la responsabilità di fare scelte e di farle fino in fondo, non a metà. Delzio dice che troppo spesso, negli anni passati, la politica non si è assunta questa responsabilità perchè ha preferito posticipare e aspettare un momento più opportuno. Ma quel momento è il presente e non bisogna mai rimandare le scelte". Una difesa, la sua, della buona politica dell'esecutivo Renzi: "Noi abbiamo messo in cantiere una serie di riforme: la riforma costituzionale, giustizia, legge elettorale, Pa, lavoro, scuola: vogliamo tutte insieme portarle avanti e fare delle scelte fino in fondo. È segno che non ricadiamo in quella strategia di rimandare che purtroppo ha caratterizzato troppo spesso gli anni passati".

Il Ministro Madia si è anche soffermata sulla riforma della Pa divisa in due fasi: "la prima con un decreto legge che è stato già convertito ed è già legge dello Stato e che ha avuto l'esito che dal primo settembre i permessi e i distacchi sindacali sono stati dimezzati. Così come c'è un tetto nelle retribuzioni che è già operativo: oggi nella Pa non si può guadagnare più di 140mila euro. Poi, nella seconda parte, - ha proseguito il ministro - c'è il cuore della riforma che è un disegno di legge che stiamo discutendo in Commissione Affari Costituzionali in Senato". 

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  • Autore: Marino Paoloni © Agrpress
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Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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