“Guida al cinema western”, viaggio attraverso il Far West sul grande schermo

Gary Cooper e Richard Widmark ne "Il prigioniero della miniera" di Henry Hathaway Gary Cooper e Richard Widmark ne "Il prigioniero della miniera" di Henry Hathaway
“Un volume così corposo per un genere cinematografico che oggi viene dichiarato morto potrà sembrare cosa strana. Un volume così corposo per un genere cinematografico che oggi “erroneamente” viene dichiarato morto suona molto meglio e giustifica già immediatamente l’esistenza del libro stesso, al di là del desiderio di tornare a parlare in Italia […] del western cinematografico, che da molti anni non ha più goduto di uscite editoriali importanti” ("Guida al cinema western", a cura di Michele Tetro, in collaborazione con Stefano Di Marino, Odoya, Bologna 2016) (dall’introduzione di Michele Tetro)

“Nessuno dovrebbe andare al cinema se non crede agli eroi” (John Wayne)

“Strano mondo questo. Se la terra fosse fatta d’oro, forse gli uomini morirebbero per una manciata di fango” (Gary Cooper ne Il prigioniero della miniera - 1954 - di Henry Hathaway)

Il cinema western è ancora vivo? Senz’altro sì, ma quando è nato? Al di là dei più noti, chi sono i suoi protagonisti? Perché nel corso dei suoi oltre cento anni si storia è stato così amato?

Il western classico, il western crepuscolare e revisionistico, la contaminazione western (si veda ad esempio quella con il noir, che ha avuto i suoi massimi risultati in film quali Notte senza fine - 1947 - di Raoul Walsh, Sangue sulla luna - 1949, conosciuto anche con il titolo Vento di terre selvagge - di Robert Wise, Cielo giallo - 1949 - di William A. Wellman), il western italiano e internazionale, la parodia western.

Queste e molte altre le tappe di un lungo percorso che porta il lettore alla scoperta/riscoperta di un genere cinematografico incentrato sull’avventura, sul confronto con l’ambiente circostante e con l’ignoto, sulla ricerca dell’affermazione personale.

Il cinema western in un racconto vivo ed articolato, un racconto che conquista sia i cinefili più appassionati di western sia i neofiti, suggerendo nuove piste da esplorare, fra Storia, mito e leggenda.

Tale pista immaginaria, interrotta da quattro “bivacchi” che permettono di approfondire l’analisi su alcuni protagonisti della Frontiera realmente esistiti, segue l’evoluzione del genere western fra registi ed interpreti che del West hanno dato la loro personale lettura.

I due autori invitano il lettore a “fare una sosta” ed a sedersi con loro “intorno al fuoco”. Raccontato di duelli infuocati, di cowboy, di pellirossa ribelli, ed è come perdersi in un mondo polveroso su uno sfondo nostalgico e poetico come il tramonto nella celebre Monument Valley in cui John Ford ha realizzato molti suoi film (Ombre rosse - 1939 -, Sfida infernale - 1946 - Il massacro di Fort Apache - 1948 - In nome di Dio - 1948, conosciuto anche con il titolo Il texano -, I cavalieri del Nord Ovest - 1949 -, La carovana dei mormoni - 1950 -, Rio Bravo - 1950 -, Sentieri selvaggi - 1956 -, Soldati a cavallo - 1959 -, I dannati e gli eroi - 1960 -, Cavalcarono insieme - 1961 -, L’uomo che uccise Liberty Valance - 1962 -, Il grande sentiero - 1964) e in cui Sergio Leone ha girato alcune scene di C’era una volta il West (1968).

Numerosi i riferimenti a grandi registi, interpreti (Yul Brynner, James Coburn, Gary Cooper, Kirk Douglas, Clint Eastwood, Henry Fonda, Glenn Ford, Clark Gable, Stewart Granger, Sterling Hayden, Van Heflin, Richard Harris, Charlton Heston, Dustin Hoffman, William Holden, Alan Ladd, Burt Lancaster, Fred MacMurray, Joel McCrea, Ray Milland, Robert Mitchum, Paul Newman, Gregory Peck, Robert Redford,  Robert Ryan, Randolph Scott, James Stewart, Robert Taylor, John Wayne, Richard Widmark) ed a grandi classici quali Jess il bandito (1939) di Henry King, Il fiume rosso (1948) di Howard Hawks, Gli amanti della città sepolta (1949) di Raoul Walsh, L’amante indiana (1950) di Delmer Daves, Romantico avventuriero (1950) di Henry King, Mezzogiorno di fuoco (1952) di Fred Zinnemann, Là dove scende il fiume (1952) di Anthony Mann, Il grande cielo (1952) di Howard Hawks, Hondo (1953) di John Farrow, Il cavaliere della valle solitaria (1953) di George Stevens, L’assedio delle sette frecce (1953) di John Sturges, Il prigioniero della miniera (1954) di Henry Hathaway, Terra lontana (1954) di Anthony Mann, Vera Cruz (1954) di Robert Aldrich, Johnny Guitar (1954) di Nicholas Ray, Wichita (1955) di Jacques Tourneur, Gli ostaggi (1955) di (e con) Ray Milland, Man Without a Star (1955) di King Vidor, L’ultima caccia (1956) di Richard Brooks, La pistola sepolta (1956) di Russell Rouse, I tre banditi (1957) di Budd Boetticher, La banda degli angeli (1957, conosciuto anche con il titolo La frusta e la carne) di Raoul Walsh, Sfida all’OK Corral (1957) di John Sturges, Quel treno per Yuma (1957) di Delmer Daves, Dove la terra scotta (1958) di Anthony Mann, Bravados (1958) di Henry King, Furia selvaggia (1958) di Arthur Penn, L’albero della vendetta (1959) di Budd Boetticher, L’albero degli impiccati (1959) di Delmer Daves, Ultima notte a Warlock (1959) di Edward Dmytryk, Un dollaro d’onore (1959) di Howard Hawks, La notte senza legge (1959) di Andre De Toth, Il meraviglioso Paese (1959) di Robert Parrish, I magnifici sette (1960) di John Sturges, Sfida nell’Alta Sierra (1962) di Sam Peckinpah, La conquista del West (1962) di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, Sierra Charriba (1965) di Sam Peckinpah, I professionisti (1966) di Richard Brooks, El Dorado (1967) di Howard Hawks, Hombre (1967) di Martin Ritt, Impiccalo più in alto (1968) di Ted Post, Il mucchio selvaggio (1969) di Sam Peckinpah, Butch Cassidy (1969) di George Roy Hill, Ucciderò Willy Kid (1969) di Abraham Polonsky, Rio Lobo (1970) di Howard Hawks, Un uomo chiamato cavallo (1970) di Elliott Silverstein, Piccolo grande uomo (1970) di Arthur Penn, Soldato blu (1970) di Ralph Nelson, Uomo bianco… va col tuo Dio! (1971) di Richard C. Sarafian, Nessuna pietà per Ulzana (1972) di Robert Aldrich, L’uomo dai sette capestri (1972) di John Huston, Joe Kidd (1972) di John Sturges, Corvo rosso…non avrai il mio scalpo! (1972) di Sydney Pollack, Pat Garrett & Billy The Kid (1973) di Sam Peckinpah, Lo straniero senza nome (1973) di (e con) Clint Eastwood, Il pistolero (1977) di Don Siegel, Il texano dagli occhi di ghiaccio (1977), Il cavaliere pallido (1985) e Gli spietati (1992), tutti e tre diretti e interpretati da Clint Eastwood.

Fra gli scrittori (semisconosciuti in Italia - e, in generale, anche nel resto d’Europa - ma noti negli Stati Uniti) impossibile non ricordare nomi quali Burt Arthur (Il texano), John Benteen (Il sentiero di guerra), Matthew Braun (Kinch), William Riley Burnett (Cielo giallo), noto soprattutto come autore di libri gangster (su tutti La giungla d’asfalto), Lewis Byford Patten (Il cacciatore di uomini, Nelle mani di Geronimo, La patacca di latta, Pelle d’ossa), David Case (Terremoto), Walt Coburn (L’amico indiano), Al Cody (Spara fratello spara), William Robert Cox (Luna indiana), Zane Grey (Il ranger del Texas), Oakley Hall (Warlock), Ernest Haycox (Il magnifico Logan, Il mucchio selvaggio, Ombre sul fiume, Sei morto e non lo sai), Hunter Ingram (Fort Apache), Louis L’Amour (Fort Laramie, Hondo, Lo svelto e il morto, Il traditore sconosciuto), Paul Evan Lehman (Con la legge nelle sue mani, Dakota), Elmore Leonard (3:10 to Yuma, I tre banditi, Hombre), in Europa noto soprattutto come autore di noir, T. C. Lewellen (Gila), Robert MacLeod (Gringo), Chuck Martin (I due del Montana), Theodore Victor Olsen (Salvaje), Elmer M. Parsons (Fargo), Gordon D. Shirreffs (Il cacciatore di Apache, Le cinque tombe, Il forte della vendetta, Rio Bravo, La valle delle ombre), Luke Short (Gunman’s Choice).

Il West non esiste più, ma in fondo, grazie a coloro i quali lo hanno raccontato (in letteratura, in pittura e al cinema), non è mai finito.

Guida al cinema western, a cura di Michele Tetro in collaborazione con Stefano Di Marino, e pubblicato da Odoya, è disponibile in libreria e online a partire da luglio 2016.

Michele Tetro, scrittore e giornalista, ha pubblicato racconti sulle riviste “OMNI”, “Futura”, “L’Eternauta”, “Futuro Europa”, “Yorick Fantasy Magazine”. Ha curato l’antologia H. P. Lovecraft-Sculptus in Tenebris: saggi ed iconografia lovecraftiana (Nuova metropolis e, con Roberto Chiavini e Gian Filippo Pizzo, ha scritto Il grande cinema di fantascienza: da “2001” al 2001, Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero, Il grande cinema fantasy (Gremese), Mondi paralleli - storie di fantascienza dal libro al film (Della Vigna) e altri. A sua sola firma è uscito Conan il barbaro: l’epica di John Milius (Falsopiano). E’ fra gli autori della Guida al cinema di fantascienza, della Guida alla letteratura horror e della Guida al cinema horror (Odoya).

Stefano Di Marino, fra i più prolifici narratori italiani, attivo per le collane Mondadori “Segretissimo” e “Giallo”, da molti anni si dedica alla narrativa scrivendo romanzi e racconti di spy-story, gialli, avventurosi e horror. Per Fabbri ha curato Il cinema del Kung Fu e Il cinema Horror. Per “La Gazzetta dello Sport” le collane "Il cinema del Kung Fu" (da non confondere con la precedente) e "Gli indistruttibili - il cinema d’azione degli ultimi vent’anni". Fra i suoi libri sul cinema Tutte dentro - il cinema della segregazione femminile (Blodbuster Edizioni), Bruce e Brandon Lee (Sperling & Kupfer), Dragons Forever - il cinema marziale (Alacran), Italian Giallo - il thrilling italiano tra cinema, fumetti e cineromanzi (Cordero Editore) e Eroi nell’ombra - il cinema delle spie raccontato come un romanzo (Dbooks.it).

 

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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