“Una coltre di verde” di Eudora Welty

"Una coltre di verde" "Una coltre di verde"
«Balla, vecchio spaventapasseri. Che io ballo con te» (Eudora Welty, "Una coltre di verde", Racconti Edizioni, Roma 2017)

Nel vecchio Sud, dove i pionieri danno il nome alle città e gli indiani alle piste, ci sono tante storie quante sono le increspature dell’acqua fra le sponde del Mississippi. Vagano errabonde come malconci commessi viaggiatori, come loschi autostoppisti e menestrelli, sorvolando impervi sentieri in cui le vecchie signore si perdono in convenevoli con spettri e caimani.

Tali storie si sentono frusciare fra i rami piangenti dei salici, oppure risuonare come la cantilena biascicata di uno zotico, o quella pettegola e ciarliera di un salone di bellezza. Alcune avanzano sincopate come un ritmo jazz, altre seguono l’inquieto ridondare di una sirena che annuncia la gelata. Addirittura ne esistono alcune che hanno il «rumore del silenzio» e della voce in grado di spezzarlo: quelle che incavano i volti come pennellate alla Courbet, trasformandoli in grottesche caricature che poco hanno da invidiare ai fenomeni da circo.

E poi esistono scrittrici come Eudora Welty che tali storie le registrano su nastro, che incorniciano il mondo fra le mani come ragazze innamorate, che aprono il sipario - una “coltre di verde” - al teatro dell’umano ed alle sue improvvisazioni.

Eudora Welty (1909-2001) è nata e morta a Jackson, nel Mississippi. Inarrivabile maestra della forma racconto, è stata fra le maggiori scrittrici americane del secondo Novecento. Nel corso della sua lunga vita ha ricevuto numerosi riconoscimenti: il Premio Pulitzer, quattro O. Henry Awards per i suoi racconti, PEN/Malamud Award per la short story, National Book Award alla Carriera.

Una coltre di verdedi Eudora Welty, pubblicato da Racconti Edizioni (Famiglie ombra di Mia Alvar, Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin,  Sono il guardiano del faro di Éric Faye, Albero di carne di Stephen Graham Jones, Lezioni di nuoto di Rohinton Mistry, Appunti da un bordello turco di Philip O Ceallaigh, Karma clown. Dispacci da una nazione iperreale di Altaf Tyrewala, Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose di Virginia Woolf ), la prima - e a tutt’oggi l’unica - casa editrice che pubblica esclusivamente short stories, traduzione di Vincenzo Mantovani e Isabella Zani, introduzione di Katherine Anne Porter, è disponibile in libreria e online da aprile 2017.

 

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

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