“Marcello Mastroianni on set” a Spazio5 a Roma

Marcello Mastroianni ne "Il bell'Antonio" di Mauro Bolognini Marcello Mastroianni ne "Il bell'Antonio" di Mauro Bolognini foto Carlo Riccardi
Verrà aperta al pubblico giovedì 7 settembre 2017 presso Spazio5 - via Crescenzio 99/d, a pochi metri da piazza Risorgimento - la mostra fotografica "Marcello Mastroianni on set", a cura dell’Archivio Fotografico Riccardi con le immagini del grande fotografo Carlo Riccardi (classe 1926), che con Mastroianni aveva stretto una solida amicizia.

Le fotografie, realizzate negli anni compresi fra il 1960 ed il 1965, raccontano cinque differenti set cinematografici: Il bell’Antonio (1960) di Mauro Bolognini, Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi, Fantasmi a Roma (1961) di Antonio Pietrangeli, I compagni (1963) di Mario Monicelli e La decima vittima (1965) di Elio Petri.

L’Archivio Riccardi conserva oltre cinquecento scatti realizzati nel corso delle riprese de Il bell’Antonio. Una raccolta inedita e dal valore inestimabile.

La stessa sera si svolgerà la presentazione del libro CUBAMIA di Ines Maria Lopez Hernandez.

Marcello Mastroianni (1924-1996) debutta a teatro nel 1946, sotto la guida di Luchino Visconti. Recita così insieme a grossi nomi del palcoscenico quali Ruggero Ruggeri ed altri promettenti attori come Vittorio Gassman, ma la celebrità - sia in Italia sia all’estero - arriverà dal cinema, dove sarà alter ego di Federico Fellini ed attore voluto da registi come Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Marco Ferreri, Mario Monicelli, Elio Petri, Dino Risi, ed il già citato Luchino Visconti.

Ottiene grande successo con la partecipazione a I soliti ignoti (1958), di Mario Monicelli, in cui interpreta il fotografo Tiberio. Tuttavia, la vera consacrazione la otterrà due anni dopo nel ruolo di Marcello Rubini, il cinico giornalista privo di carattere de La dolce vita (1960), di Federico Fellini.

A partire da quest’ultimo film la maggior parte fra le sue interpretazioni più significative, saranno il frutto di un accurato studio di composizione in varie chiavi: il patetico grande amatore imponente de Il bell'Antonio (1960) di Mauro Bolognini, - film  di cui l'Archivio Riccardi vanta la presenza di oltre cinquecento foto di scena - al quale può ricongiungersi per certi aspetti il galante e spaesato Andrea di Casanova '70 (1965) di Mario Monicelli; l'astuto e maniacale barone Fefè Cefalù di Divorzio all'italiana (1961) di Pietro Germi; Guido, il regista in crisi di Otto e 1/2 (1963) di Federico Fellini; il goffo e sciamannato rivoluzionario Sinigaglia de I compagni (1963) di Mario Monicelli; il biondo futuristico Marcello Poletti de La decima vittima (1965) di Elio Petri; il folle muratore fra farsa e tragedia di Dramma della gelosia - tutti i particolari in cronaca (1970) di Ettore Scola; il traditore Imbriani di Allonsanfan (1973) di Paolo e Vittorio Taviani; lo sfuggente don Gaetano di Todo Modo (1976) di Elio Petri, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia ed interpretato anche da Gian Maria Volonté e Mariangela Melato; il tormentato antifascista omosessuale di Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola; il malinconico commissario Baldassarre del giallo Doppio delitto (1977) di Steno, in cui lavora con Ursula Andress, Peter Ustinov, Gianfranco Barra, Jean-Claude Brialy, e Agostina Belli, i personaggi dei film di Marco Ferreri (La cagna - 1972 -, La grande bouffe/La grande abbuffata - 1973 - Touche pas à la femme blanche/Non toccare la donna bianca - 1974 - e Ciao maschio  - 1978 - nel cui acre e corrosivo umorismo è decisamente a suo agio.

Nel 1966 veste gli abiti di Rodolfo Valentino nella commedia musicale Ciao Rudy, di Garinei e Giovannini.

Lavora con attrici bellissime, italiane e straniere, ma solo con Sophia Loren, con la quale lavora in dodici film, si crea un'intesa davvero unica. Circa quarant'anni insieme. Da Peccato che sia una canaglia (1954) di Alessandro Blasetti fino a Prêt-a-porter (1994) di Robert Altman.

In mezzo, i film di Vittorio De Sica (Ieri, oggi e domani - 1963 - Matrimonio all'italiana - 1964 - I girasoli - 1970)., con cui la coppia ha conquistato le platee cinematografiche di tutto il mondo.

Nel corso della sua lunga e fortunata carriera cinematografica, pur non avendo mai vinto un Oscar, Marcello Mastroianni ha rappresentato con grande generosità insieme con pochi altri il cinema italiana a livello internazionale.

Dopo Sostiene Pereira (1995) di Roberto Faenza, tratto dall'omonimo libro di Antonio Tabucchi, torna in teatro con Le ultime lune di Furio Bordon, una commovente e amara riflessione sulla vecchiaia, poco prima della sua scomparsa, avvenuta a Parigi il 19 dicembre 1996 all’età di settantadue anni.

Anna Maria Tatò, sua compagna di vita negli ultimi vent’anni, nel 1997 realizzerà Mi ricordo, sì, io mi ricordo, in cui lui stesso racconta con auto-ironia e serenità le tappe più importanti e significative della sua vita e della sua carriera.

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

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