Il giallo del 'segnale alieno' captato dai russi

Un apparente segnale radio di origine extraterrestre è stato rilevato da un gruppo di astronomi russi che lavora nel Ratan-600, un gigantesco radiotelescopio che si trova tra le montagne del Caucaso.

Il segnale sembra provenire dalla stella HD 164595, un astro simile al nostro Sole che si trova nella costellazione di Ercole, a circa 94 anni luce da noi, già osservato dal telescopio spaziale Kepler che ha rivelato, nelle sue vicinanze, almeno un pianeta, grande più o meno come Urano. Gli scienziati, però, pensano, che nella sua cosiddetta "fascia abitabile" potrebbero esserci altri pianeti rocciosi, simili alla Terra, in cui potrebbe essersi sviluppata la vita, e questo segnale potrebbe essere la conferma di queste teorie.

La notizia segue di pochi giorni quella della scoperta di Proxima B, un pianeta che si suppone essere del tutto simile alla Terra, che si trova a "soli" 4 anni luce da noi, in orbita attorno a Proxima centauri, la stella più vicina al nostro Sole.

Il segnale era stato captato nel maggio del 2015, ma era stato reso noto solo recentemente a livello internazionale dall'italiano Claudio Maccone, che aveva assistito a una conferenza degli astronomi russi. La notizia, immediatamente rimbalzata sul web e rilanciata in Italia dal profilo Facebook dell'astronauta Umberto Guidoni, aveva fatto sognare gli appassionati di Ufo e fantascienza, mentre aveva lasciato perplessi gli esperti del programma Seti per la ricerca di intelligenza extraterrestre.

Ora gli astronomi russi cercano di riportare tutti alla realtà, affermando che ''il successivo processamento e le analisi del segnale hanno rivelato la sua origine molto probabilmente terrestre''.

''Così come per altre cose rilevate nel programma Ratan-600, è ancora troppo presto per parlare di risultati scientifici affidabili'', scrivono gli esperti russi in una nota. ''Si può dire con sicurezza che non sono ancora state trovate evidenze''.

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