55 anni senza Libero Liberati,"Il cavaliere d'acciaio"

Libero Liberati nel 1957 Libero Liberati nel 1957
Cinquantacinque anni fa, nel marzo 1962, moriva all’età di trentacinque anni il grande motociclista Libero Liberati.

Nato a Terni nel settembre 1926, dopo aver lavorato alle acciaierie della sua città come autista, nel ’46 comincia a competere nel motociclismo in gare nazionali.

Nell’ottobre 1947 si tiene il secondo Circuito delle Ferriere che lo vede vincitore su una Moto Guzzi da 500 cm³. Nello stesso anno, nel velodromo di Terni, in occasione di una giornata motociclistica, si esibisce su una Alpino 100 cm³. Nel ‘47  sempre in sella a una Moto Guzzi vince anche a Chieti e Frosinone. Nello stesso anno riceve in dono una Moto Guzzi Dondolino, regalata dai suoi concittadini e compagni di lavoro con una sottoscrizione.

Nel luglio’ 48 cominciano le gare del Circuito dell'Acciaio, un anello stracittadino di circa dodici km che comprendeva viale Benedetto Brin, viale Campofregoso, Campomicciolo, Papigno (TR), di nuovo viale Brin e che venne considerato uno fra i circuiti più impegnativi (e pericolosi) d'Italia (verrà soppresso nel ’59, dopo dodici edizioni consecutive proprio a causa della sua pericolosità). La prima edizione della competizione lo vede vincitore sempre su Moto Guzzi 500.

Nello stesso anno vince anche il Circuito di Spoleto e si classifica al primo posto a Chieti e a Frosinone, arrivando secondo nella gara di Cattolica (RN, all’epoca Forlì) e ritirandosi nella corsa di Caracalla.

Nell’ottobre del ‘49 si svolge la terza edizione del Circuito dell'Acciaio (la seconda si era tenuta pochi mesi avanti), valida come sesta prova del campionato Italiano per piloti di seconda categoria, e viene vinta da Liberati. Arriva anche secondo ad Ancona e Urbino e terzo a Bologna.

Nel ‘50 partecipa alla sua prima gara del campionato Mondiale con una Moto Guzzi.

Nel luglio del ‘51, in sella ad una Gilera Saturno vince il quarto Circuito dell'Acciaio, valido come quinta prova del Gran Premio della F.I.M. per piloti di prima categoria. Nello stesso anno, sempre con la Saturno, si classifica primo a Casale Monferrato (TO) decimo a Codogno (LO), quinto a Senigallia (AN), terzo a Varese, quarto a Bergamo, mentre si ritira a Ferrara.

Nel ‘52 è vittima di un brutto incidente in gara a Berna -in Svizzera -, con un volo di molti metri. In tale stagione si classifica: primo a Parma, a Terni, ed a Voghera (PV), settimo a Berna, quinto a Casale Monferrato, secondo a Senigallia, ottavo a Monza.

Nel ‘53 e nel ‘54 arriva secondo al Campionato Italiano Seniores classe 500. Nel primo anno gareggia anche in altre classi utilizzando anche Moto Morini.

Nel ‘55  corre il suo primo Campionato Italiano classe 500. Vince le gare di Napoli (marzo), Sanremo (aprile) e Imola (aprile) finisce secondo classificato a Reims (maggio) ed a Genova (maggio), primo a Senigallia (luglio) e a Mestre (settembre).

Nel ‘56 vince il secondo titolo italiano consecutivo vincendo a Modena (marzo), secondo a Imola (aprile), primo a Monza (maggio), secondo a Faenza (maggio) e a Cesena (giugno), primo a Sanremo (giugno) ed a Senigallia (luglio).

In occasione del Gran Premio delle Nazioni a Monza del motomondiale ‘56 vince in classe 350 e in 500 giunge secondo alle spalle di Geoff Duke, suo caposquadra in Gilera.

La stagione ‘57 lo vede conquistare il titolo iridato in 500 con le vittorie ottenute in quattro fra le sei gare in programma. Nella stessa competizione ottiene anche il terzo posto finale in 350 con una vittoria e cinque piazzamenti sul podio su sei gare. Durante la stagione si verifica anche un episodio particolare: al termine del Gran Premio motociclistico del Belgio, in cui aveva tagliato il traguardo per primo, viene squalificato dai commissari per presunte irregolarità e la vittoria viene assegnata a Jack Brett. Tuttavia, per vedere la sua riabilitazione e il ripristino dell'ordine di arrivo originario dovrà aspettare l’inizio dell’anno successivo. Nello stesso anno la Gilera organizza anche un tour in Sudamerica e Liberati si classifica al primo posto in competizioni organizzate a Buenos Aires, a Montevideo, al Gran Premio di Mendoza e a quello di Mar de la Plata. Al termine dell’anno L'Unione Stampa Sportiva Italiana gli conferisce il premio di “Migliore Atleta dell'anno”.

Tuttavia, il ’57 è anche l'anno del patto di astensione firmato da Gilera, Moto Guzzi e FB Mondial con la casa motociclistica di Arcore che esce dalle competizioni e Liberati che si trova senza scuderia.

Correrà pertanto con una moto privata e, nel mondiuale del ’59,  farà una esperienza con una Moto Morini in 250, tornando in seguito a giudare la sua vecchia Gilera Saturno, senza però riuscire, fra il ’58 ed il ’60, ad ottenere risultati di particolare rilievo.

Nel ‘61 partecipò a cinque gare del campionato Italiano Seniores e internazionali, vincendo le corse di Modena (marzo), sbaragliando le più veloci Norton grazie ad un'intuizione di Liberati di cambiare i rapporti della Saturno, e Genova (giugno). Arriva secondo a Cesenatico e terzo a Sanremo. In quell’anno sfiora il titolo italiano della 500, battuto dalla Bianchi bicilindrica ufficiale di Ernesto Brambilla.

Nel ‘62 la Gilera ritorna alle competizioni e Liberati comincia ad allenarsi per essere in ottima forma per l'inizio della stagione sportiva. Tuttavia, il 5 marzo di quell’anno, uscito per un allenamento sulla Strada statale Valnerina, scivola sulla strada bagnata all'altezza della curva di Cervara, urtando violentemente contro la parete rocciosa. Inutili saranno i tentativi di salvarlo.

Ai suoi funerali parteciperà tutta la città. Nel luogo esatto dell'incidente verrà posta una lapide in ricordo del campione ternano.

Nel 2010 la lapide venne spostata di circa cinquanta metri più avanti dal luogo dell'incidente per via di modifiche alla viabilità.

Libero Liberati veniva anche chiamato “Il Cavaliere d'Acciaio” (nonché “Il ternano volante”), sia per sottolineare la sua rivalità con un altro grande campione di motociclismo (Duke, noto come il “Duca di Ferro”) sia per la sua appartenenza a Terni, “città dell'acciaio” la cui economia era (ed è) in parte fondata sulla produzione dell'acciaio.

Un monumento realizzato dal grande scultore Carlo Lorenzetti, si trova di fronte allo Stadio Comunale di Terni, il “Libero Liberati”, uno fra i pochissimi stadi in Italia intitolato ad un campione di uno sport differente dal calcio (ad ulteriore conferma e dimostrazione della grande importanza che Liberati ha avuto per Terni nei difficili anni del secondo dopoguerra e anche oltre).

In epoche più recenti, a Libero Liberati è stato intitolato anche il tunnel stradale (lungo circa un km) che collega la superstrada Rieti-Terni (svincolo Valnerina) alla statale 209 , non lontano dal luogo in cui il grande campione perse la vita.

 

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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