L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (rue de Livourne, 38), ospita, dallo scorso 9 luglio e fino al prossimo 8 settembre, un’antologia di opere rappresentative della fase più recente della ricerca pittorica di Corrado Veneziano sviluppata sui codici di comunicazione di massa e sui cosiddetti “no logo” come ulteriore sviluppo del lavoro sui “non luoghi”, già recensito da due fra i più importanti intellettuali europei: il critico d’arte Achille Bonito Oliva e l’antropologo Marc Augè.
Inaugurata il 16 luglio, presso Complesso del Vittoriano, la personale dal titolo “TRA TERRA E MARE – Opere 2001-2014” di Irene Petrafesa, in programma nella splendida cornice di Via di San Pietro in carcere fino al 7 settembre prossimo. 
Dal 17 luglio il Complesso del Vittoriano ospita Irene Petrafesa con la personale dal titolo “TRA TERRA E MARE – Opere 2001-2014”, in programma nella splendida cornice di Via di San Pietro in carcere fino al 7 settembre prossimo.
Manifesta, importante biennale mostra di arte contemporanea in Europa si attesta tra le più importanti, dopo quella storica di Venezia. In questa edizione del 2014 la rassegna d'arte è stata galvanizzata dall'acceso dibattito che, quasi fin dall'inizio, si è sollevato intorno alle vicende ucraine. La scelta delle sede caduta sul prestigioso museo dell'Ermitage, nella città russa di San Pietroburgo, per curatori e organizzatori ben presto si è rilevata una decisione dolente. In molti tra artisti, curatori e professionisti del settore, denunciando intrusioni russe negli affari interni ucraini, hanno invitato a disertare la manifestazione, che nonostante le moltissime polemiche è riuscita ad avere luogo. Sicuro è che le molteplici questioni sollevate non sono argomenti di facile confronto e, a ragione o meno, esse di Manifesta non avrebbero voluto vederne la luce, con oppositori che auspicandone il boicottaggio non hanno certo lesinato ad esercitare pressioni per questo. In questo clima decisamente caldo, Manifesta10 il 28 giugno ha, in ogni caso, aperto al pubblico con la sua decima rassegna d'arte contemporanea. Nelle due giornate riservate alle anteprime, e in particolare quella del 27 giugno, il calendario eventi tra le variegate attività culturali ha ospitato il dibattito Manifesta10_Dialogue#7: What Else? On the socio-political context of biennials and other major art events. (Che altro? Sul contesto socio-politico delle biennali e degli altri maggiori eventi d'arte). Tema sul quale si sono confrontati i partecipanti all'incontro, con giornalisti che più volte hanno chiamato gli artisti e i curatori di Manifesta10, in primo luogo, a rispondere sui fragili temi sociali, riportando il focus sulla vicenda ucraina, alla ricerca di risposte a domande spesso troppo difficili da liquidare in poche battute. Gli artisti Thomas Hirschhorn e Alevtina Kakhdaze, alla presenza del direttore dell'Hermitage Mikhail Piotrovskiï, con sentita partecipazione hanno fornito chiarimenti su cosa significhi per loro fare politica attraverso l'arte, spiegando quanto il loro partecipare sia stato più importante che non l'azione di boicottaggio, in quanto è il fare che si porge a testimonianza di fatti accaduti. Spaccature politiche e sociali, documentate dai media in ogni angolo del pianeta, grazie alle immagini testimoniano i gravi turbamenti globali. E' nell'Esserci che si porta testimonianza. E sono queste vicende politiche e sociali che, di giorno in giorno, diventano fonte di ispirazione per gli artisti di tutto il mondo. Dalle parole dei due artisti il confronto con le opere in esposizione è diretto. Si era, infatti, già testato, durante la visita dell'anteprima stampa, il potenziale emotivo esplosivo di alcune opere in mostra. In particolar modo, Abschlag, maestosa opera di Thomas Hirschhorn in grado di suscitare turbamenti, qui conferma la possente capacità espressiva del lavoro dell'artista. Sorprende per spettacolarità e monumentalità la gigantesca installazione che, ideata per Manifesta10, invade completamente la sala riservata esclusivamente al lavoro dell'artista svizzero. Situata al secondo livello, del General Staff Building, nuova ala che l'Ermitage dedica all'arte contemporanea, l'installazione riproduce la sagoma di un imponente edificio sventrato da violenti bombardamenti. Varcando l'ingresso, il visitatore entra immediatamente nella brutalità dell'odierna realtà di guerra, che ormai, quotidianamente, scuote il pensiero collettivo. Non solo l'immensa opera primeggia in assoluto per grandezza, essa è anche in grado di suscitare un'intensa commozione che funge da legame alle emozioni generate dalle altre opere in mostra, che affrontano lo stesso tema. Senza dubbio, Abschlag mostra il pensiero dell'artista, già più volte espresso, sul cosa significhi 'fare arte politicamente', riuscendo, in tal modo, a trovare molteplici parallelismi con i lavori di altri artisti, anche qui presenti. Istantanee scattate sui luoghi di barricate e di scontri, che scuotono il quotidiano contemporaneo e che imprimono tragedie nel pensiero della gente, ferendone profondamente la mente con una memoria che si colma sempre più di angoscia, è invece il focus su cui punta il lavoro dell'ucraino Boris Mikhailov, le cui opere sono magistralmente in mostra grazie ad una grandissima installazione fotografica che riproduce con un dettagliato reportage i drammatici momenti del Maïdan, la piazza centrale di Kiev, che ospitava il campo dei manifestanti, ma anche le barricate costruite dai contestatori e gli scontri con la polizia. Altro lavoro di penetrante impatto sensibile è quello presentato dall'artista russa Elena Lovylina, che attraverso i suoi due video Égalité, datati il primo 2007 e l'altro 2014, proietta una brutale satira sul concetto di democrazia nella Russia moderna, avvolgendo di malinconia la sala dell'Ermitage con la musica dell'Internazionale di sottofondo. La Biennale aperta al pubblico dal 28 giugno resta in mostra fino al 31 ottobre 2014. Espone quaranta artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo, tra cui opere di Joseph Beuys, Gerhard Richter, Louise Bourgeois, Henri Matisse e Kazimir Malevich. Stefania Brugnaletti
La mostra Nada y Todo, omaggio a San Juan de la Cruz, costituisce un evento speciale e unico; per la prima volta e in via del tutto eccezionale, l’Ambasciata di Spagna in Italia ha consentito a due grandi artisti italiani, Dante Ferretti e Oliviero Rainaldi, di presentare, nello straordinario scenario espositivo nel Tempietto del Bramante (adiacente all’Accademia di Spagna a Roma) una mostra - evento, curata da Otello Lottini.

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