"Star Trek" compie 50 anni

William Shatner, Leonard Nimoy, Deforest Kelley e Nichelle Nichols in "Star Trek" William Shatner, Leonard Nimoy, Deforest Kelley e Nichelle Nichols in "Star Trek"
Cinquant’anni fa, nel settembre 1966, andava in onda il primo episodio di Star Trek, la celebre serie televisiva di fantascienza ideata da Gene Roddenberry.

“Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima”. Son trascorsi ben dieci lustri da quando il pubblico americano ha sentito questo discorso per la prima volta.

Il primo episodio di Star Trek, intitolato The Cage (Lo zoo di Talos), scritto da Gene Roddenberry (1921-1991) e diretto da Robert Butler, viene realizzato all’inizio del ’65, ma non verrà trasmesso prima del ’68. Alcune scene verranno poi riutilizzate nell’episodio The Menagerie (L’ammutinamento).

L’episodio che avrebbe dovuto fare da pilot fu inizialmente rifiutato dalla NBC  perché considerato troppo lento e cerebrale. L’emittente decise così di ordinare la realizzazione di un secondo pilot che verrà poi trasmesso a fine settembre del ’66 come terzo episodio con il titolo Where No Man Has Gone Before (Oltre la galassia). In tale episodio viene presentato il capitano James Tiberius Kirk, interpretato dal canadese William Shatner (1931-), il quale nei dieci/dodici anni precedenti era apparso in ruoli secondari in numerosi film (fra cui il celebre Vincitori e vinti - 1961 - di Stalney Kramer, con Spencer Tracy, Burt Lancaster, Maximilian Shell, e Richard Widmark) e telefilm (fra cui Perry Mason e La parola alla difesa).

Anche se The Cage fornì le basi del telefilm, in questo episodio troviamo numerose differenze in confronto al resto della serie: il comandante dell’astronave USS Enterprise, non è il capitano Kirk bensì Christopher Pike, mentre il primo ufficiale non era il dottor Spock (interpretato da Leonard Nimoy, 1931-2015, con le note orecchie da vesuviano), bensì di Numero Uno, nome che verrà riutilizzato per un personaggio di Star Trek Discovery, il nuovo show (ambientato nell’anno 2256, ovvero due anni dopo gli eventi di The Cage) che andrà in onda a partire da gennaio 2017. In questo caso il pubblico troverà come comandante una donna tenente della quale, solo in un secondo momento, scoprirà il vero nome.

La primissima messa in onda di Star Trek fu un insuccesso e, a causa dei bassi ascolti, fu addirittura ipotizzato di sopprimere il telefilm dopo la fine della seconda stagione (’67/’68). Tuttavia, grazie alla caparbia campagna organizzata dai fan, la NBC decise di produrre una terza stagione (’68/’69) che si concluderà nel giugno del ’69 con il settantanovesimo episodio. In particolare il personaggio della tenente Uhura -, l’ufficiale responsabile delle comunicazioni, interpretata da Nichelle Nichols, prima attrice di colore in un ruolo da ufficiale “braccio destro” di un comandante - diventerà cara al pubblico americano a tal punto che lo stesso Martin Luther King intervenne personalmente affinché l’attrice che la interpretava non abbandonasse la serie.

Nei quarant’anni successivi, grazie alle numerose repliche, Star Trek acquisterà un successo sempre maggiore e il pubblico (americano e non) si affezionerà sempre di più ai suoi personaggi (oltre ai già citati capitano Kirk e dottor Spock, ricordiamo anche il dottor McCoy - interpretato da Deforest Kelley, 1920-1998, già apparso in alcuni film western fra cui Sfida all’Ok Corrall - 1957 - di John Sturges, con Burt Lancaster, Kirk Douglas, Rhonda Fleming e Jo Van Fleet  e Ultima notte a Warlock - 1959 - di Edward Dmytryk, con Henry Fonda, Richard Widmark, Anthony Quinn e Dorothy Malone - e la già citata tenente Uhura) e verranno prodotte quattro serie spin-off (Star Trek: The Next Generation, Star Trek: Deep Space Nine, Star Trek: Voyager, e Star Trek: Enterprise), una serie di cartoni animati, dodici film, alcuni documentari, libri e fumetti.

Nonostante il trascorrere degli anni e il cambiamento dei tempi, il contenuto di ciò che fu scritto da Gene Roddenberry rimane d’impressionante attualità, non solo sotto il profilo delle tematiche affrontate, ma anche sotto quello dell’innovazione tecnologica (si vedano tutti quegli oggetti che appaiono in vari episodi della serie e che poi, molti anni dopo, son divenuti realtà). I temi della guerra, delle battaglie sociali, del razzismo e della paura dell'ignoto (in epoche di piena Guerra Fredda fra Stati Uniti e l’allora Unione Sovietica, nel cast principale troviamo uno scozzese, un russo, un giapponese e una donna di colore in un importante ruolo di comando) sono alcuni fra i cardini del telefilm, poi ripresi dall’intera franchise.

Passando dalla televisione al grande schermo, Star Trek, nel corso degli anni è riuscito nel difficile obiettivo di rinnovarsi continuamente e, nello stesso tempo, di non perdere le sue radici. Attualmente la franchise sta proseguendo al cinema con la linea temporale Kelvin, instaurata con il reboot di J. J. Abrams e, a partire dal 2017, con la linea temporale Prime con lo Show Star Trek: Discovery, creato da Bryan Fuller.            

Storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie. 

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