“Ho adottato mio fratello” al Teatro de’ Servi

"Ho adottato mio fratello" "Ho adottato mio fratello"
Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia degli ultimi anni - pigra, litigiosa e un po’razzista - in “Ho adottato mio fratello”, in scerna al Tetro de’ Servi - via del Mortaro 22, all’angolo di via del Tritone - a Roma a partire da martedì 17 ottobre 2017.

Sbarcare il lunario con poca fatica e preferibilmente senza lavorare (seguendo la politica del “minimo sforzo, massimo rendimento”)? Affittare la camera d’appartamento dei genitori rimasta vuota in seguito alla loro morte. Questa l'idea all’origine della trama di Ho adottato mio fratello di Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino e Nazzareno Mattei, che sarà  in scena al Teatro de’ Servi  da martedì 17 ottobre a domenica 5 novembre 2017.

Una commedia divertente dal ritmo incalzante, scritta e portata in scena da una giovane compagnia che sul palcoscenico dimostra carisma e disinvoltura, affrontando con leggerezza - al limite dell’ irriverenza dissacrante -  tematiche drammatiche e molto attuali: lo smarrimento dovuto alla prematura perdita dei genitori, la piaga del gioco d’azzardo, la crisi economica. E su tutto aleggiano i pregiudizi, le banalità, le frasi fatte  contrabbandate per saggezza.

Si prefigura così il ritratto di Francesco e Bruno, interpretati da Mirko Cannella e Nicolò Innocenzi. Sono due fratelli che in comune hanno solo lo stesso cognome. Sono costretti a convivere nell'appartamento ereditato dai genitori, che è fonte di numerose divergenze, ma rappresenta anche una fra le poche sicurezze a cui ancorarsi, soprattutto quando si è in difficoltà economiche.

E proprio l’arrivo nell'appartamento di Rosario e Nicola - interpretati da Michele Iovane e Jey Libertino -  due “folkloristici” ragazzi del Sud Italia in cerca di una camera in affitto, innesca una reazione a catena dai risvolti comici e surreali. I due infatti devono accettare la strana richiesta di Bruno: fingersi del Nord Italia per far contento il fratello Francesco, il quale non sopporta i cosiddetti “terroni”.

La già difficile convivenza fra i due fratelli si trasformerà così in una burrascosa “navigazione” a quattro su un fragile imbarcazione che rischia ain ogni momento di naufragare. L’azione si svolge fra brillanti colpi di scena ed il rassicurante “lieto fine”, non risparmierà agli spettatori un po’ di amarezza, ad ulteriore conferma e dimostrazione del fatto che la commedia è davvero in grado di colpire nel segno.

Ho adottato mio fratello di Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino e Nazzareno Mattei (supervisione regia di Toni Fornari e Andrea Maia; voce off di Giancarlo Ratti; scenografia di Nazzareno Mattei; materiale scenografico: Art Store Agostinelli; luci e fonica di Alfredo Bellini; interpreti: Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino) rimarrà in scena al Teatro de’ Servi fino a domenica 5 novembre 2017.

La stagione proseguirà con  Nemico mio (in scena da martedì 7 a domenica 26 novembre 2017) di Clelio D’Ostuni, Daniele Locci, Daniele Trombetti (regia: Daniele Trombetti; interpreti: Federico Maria Galante, Carlotta Maria Rondana, Daniele Trombetti, Daniele Locci, Clelio D’Ostuni, Roberta Marcucci, Salvatore Rivoli).

Seguiranno Il club delle vedove (in scena da martedì 28 novembre a domenica 17 dicembre 2017) di Ivan Menchell (regia: Silvio Giordano; interpreti: Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Marina Occhiena; Luca Ricalzone, Carlo Ettorre);

39 Scalini (in scena da martedì 19 dicembre 2017 a domenica 7 gennaio 2018), versione teatrale (adattamento: Patrick Barlow, regia: Leonardo Buttaroni; interpreti: Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed, Marco Zordan) del celebre romanzo dello scrittore scozzese John Buchan, da cui, nel 1935, fu tratto l’omonimo film inglese (conosciuto anche con il titolo Il club dei 39) di Alfred Hitchcock interpretato da Robert Donat, Madeleine Carroll e Godfrey Tearle;

Prestazione occasionale (in scena da martedì 9 a domenica 28 gennaio 2018) di Francesco Brandi (regia: Francesco Brandi; interpreti: Antonella Questa, Massimo Brizi, Corrado Giannetti ed il resto del cast da definire);

La storia d’Itaglia (in scena da martedì 30 gennaio a domenica 18 febbraio 2018) di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi (regia: Marco Simeoli; interpreti: Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Maurizio Paniconi, Alessandro Tirocchi);

Freddy aggiustatutto (in scena da martedì 20 febbraio a domenica 11 marzo 2018 - oltre che in una tournée di circa cinquanta spettacoli in giro per l’Italia) di Lorenzo Riopi e Tobia Rossi (regia di Roberto Marafante), la commedia vincitrice della quinta edizione di “Una commedia in cerca di autori”, la competizione per gli under 40 ideata da La Bilancia Production. Nelle precedenti edizioni, a vincere il premio erano state Solo sei bottiglie di Federico Basso, Ti presento papà di Giuseppe della Misericordia, Il capo dei miei sogni di Sara Palma e Daniele Benedetti e, nella stagione 2016/17, Bedda maki di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano.

Si proseguirà con Prigionieri al 7 piano (in scena da martedì 13 marzo a domenica 1 aprile 2018) di Maria Letizia Compatangelo (regia: Donatella Brocco; interpreti: Gianna Paola Scaffidi, Rosario Galli, Elia Paniccia);

Che classe (in scena da martedì 3 a domenica 22 aprile 2018) di Veronica Liberale (regia: Marco Simeoli; interpreti: Veronica Liberali, Fabrizio Catarci, Antonia Di Francesco ed il resto del cast da definire);

Claustrofobia (in scena da martedì 24 aprile a domenica 13 maggio 2018) di Gianni Quinto (regia: Alberto Ferrari; interpreti: Gabriele Carbotti, Fabrizio D’Alessio)

La stagione si chiuderà con la girandola di colpi di scena, fra sospetti, amicizia e innamoramenti, de L’inquilino di Enzo Casertano (regia: Roberto D’Alessandro; interpreti: Enzo Casertano, Massimo Pagano, Maria Chiara  Cimini), che sarà in scena da martedì 15 maggio a domenica 3 giugno 2018.

Grande spazio agli autori italiani, che firmano dieci fra i dodici spettacoli in cartellone. Uniche eccezioni sono i già citati Il club delle vedove di Ivan Menchell e 39 Scalini di John Buchan.

Il teatro de' Servi, che nell’aprile 2017 ha compiuto sessant’anni, prosegue di slancio lungo la linea delle precedenti stagioni, non modifica il “menù” proposto al pubblico, ma lo rinforza e lo rinnova grazie a quella volontà di sfuggire alla “gravità” - intesa come “paura di sorridere” - che il teatro ha voluto rappresentare con l’immagine del cosmonauta. Un cosmonauta che sa - e vuole - guardare lontano. Deciso a conoscere, ma anche a divertirsi ed a far divertire.

 

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

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