Nasce il Premio Fondazione Il Campiello Economia: al giornalista e scrittore Dario Di Vico la prima edizione.

Dario Di Vico Dario Di Vico
Per il primo anno la Fondazione Il Campiello ha istituito un premio destinato a un autore contemporaneo che si è particolarmente distinto nell’analisi e nella divulgazione di temi economici.

La prima edizione del Premio Fondazione Il Campiello Economia è assegnata al giornalista e scrittore Dario Di Vico che ritira il premio sabato 10 settembre, in occasione della finale della 54^ edizione del Premio Campiello al Gran Teatro La Fenice di Venezia. 

Il vincitore viene individuato dal Comitato dei Fondatori del Premio Campiello, costituito dai presidenti delle associazioni territoriali degli Industriali del Veneto. Il Premio Campiello, istituito nel 1962 dagli Industriali del Veneto, è promosso e gestito dalla Fondazione Il Campiello, composta dalle sette Associazioni Industriali del Veneto e dalla loro Confindustria regionale. Il premio è un caso di di successo di connessione tra due mondi apparentemente distanti: impresa e cultura.

“Stiamo vivendo una fase di grandi trasformazioni, che richiede sempre più una diffusa consapevolezza per affrontare le nuove sfide” – ha commentato Roberto Zuccato, Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto – “Per questo abbiamo istituito questo riconoscimento, per premiare chi è in grado di divulgare al grande pubblico temi economici complessi. Alla prima edizione è risultato vincitore Dario Di Vico, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano e tra i più profondi conoscitori del mondo del lavoro e dell’economia, capace di raccontare in modo chiaro ed efficace le trasformazioni e le problematiche socio-economiche del nostro Paese”.

Dario Di Vico è editorialista e inviato del Corriere della Sera. È stato tra i promotori del blog La Nuvola del Lavoro e del laboratorio di ricerca Percorsi di Secondo Welfare. Laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, ha iniziato a scrivere per il quotidiano la Gazzetta del Popolo e i periodici Mondo Economico e Panorama. Successivamente è stato assunto al settimanale Il Mondo con la direzione di Giulio Anselmi e dal 1989 è passato al Corriere della Sera, dove si è occupato da Roma e da Milano di economia e politica e dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore (2004-2009) con le direzioni di Stefano Folli e Paolo Mieli. Ha vinto Il Premiolino nel 2005. Ha pubblicato Industrializzazione senza sviluppo (edizioni Interconsult), Profondo Italia (Rizzoli, 2004), Piccoli. La pancia del Paese (Marsilio, 2010), Milano/Nordest: la troppa distanza(Marsilio, 2012) e Cacciavite robot e tablet (Il Mulino, 2014), scritto insieme a Gianfranco Viesti.

Lea Ricciardi

Lea si occupa di tutto quello che ruota attorno al mondo della comunicazione da diversi anni.
Appassionata di vini e affini, e' diplomata sommelier AIS.

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