Per la decima stagione di Casa Sponge: un libro, un secondo spazio e 25 artisti

Casa Sponge festeggia la sua decima stagione espositiva e per farlo raddoppia.

Questa "casa", che nasce come luogo di accoglienza, come rifugio per artisti, critici e curatori transfughi da un sistema in crisi, è diventata un laboratorio d’idee che da sempre cerca di dare il proprio contributo culturale alla comunità in cui agisce. Il senso di collettività, di condivisione e di appartenenza a un territorio, è ciò che ha portato Casa Sponge a ospitare decine di artisti di caratura nazionale e internazionale, e a partecipare a importanti kermesse in Italia e all'estero.

Per la rentrée 2017, Casa Sponge comincia un nuovo cammino cambiando “immagine”. Si tratta di un nuovo logo, un’opera disegnata ed eseguita da Jasmine Pignatelli, formata da una sequenza di punti e linee – codice Morse - in ceramica nera.

Il decimo anno rappresenta il punto di svolta, il momento in cui si fanno i conti con il passato e si progetta l'avvenire, sempre con lo stesso spirito. Spirito che anima il libro Sponge, un sogno che a,m,o. 10 anni di arte contemporanea nelle Marche, con prefazione di Cristiana Colli, due introduzioni di Giovanni Gaggia e Davide Quadrio, rispettivamente direttore artistico e presidente onorario di Casa Sponge, e testi di Milena Becci, Filippo Berta, Max Bottino, Francesco Castellani, Tiziana Cera Rosco, Paola Clerico, Antonio Mastrovincenzo (presidente del Consiglio regionale delle Marche), Massimo Mattioli, Cristina Nuñez, Maria Letizia Paiato, Sandro Pascucci, Jasmine Pignatelli, Roberto RattiSerena Ribaudo, Mona Lisa Tina, Saverio Verini e Stefano Verri. Il volume racconta dieci anni di stagioni espositive attraverso la penna di chi a Casa Sponge ha transitato, di chi ci è rimasto o di chi vi ha semplicemente vissuto una giornata “particolare”. All’interno anche il racconto di a,m,o arte Marche oltre, kermesse – la prima edizione, nel 2016, della biennale marchigiana – tra Pergola, Cagli, Pesaro, Fano e Senigallia, e una ricca galleria fotografica con le immagini più significative di dieci anni di attività di Casa Sponge.

Due lustri vuol dire acquistare in consapevolezza, significa espandersi sul territorio, aprire e far aprire altre porte. Così nasce Sponge 2, con la collaborazione di Roberto Coda Zabetta che ha messo a disposizione la propria casa-studio di Loretello di Arcevia (AN) presso l’ex sede del Consorzio.

La sua inaugurazione si è tenuta il 23 settembre, e il giorno seguente, presso la storica sede dell’associazione si è aperta Casa Sponge 10. Arte e sperimentazione nel segno della collettività a cura di Serena Ribaudo visitabile fino al 26 novembre 2017. Una mostra che celebra e ridiscutel’attività di Casa Sponge, le sue intense stagioni d’arte contraddistintesi nel tempo per sensibilità e vivacità d’intenti.

L’esposizione è suddivisa in tre sezioni. La prima annovera alcuni degli artisti già protagonisti delle passate stagioni che ritornano per quest’occasione in rinnovata veste: Antonio Bardino, Max Bottino, Tiziana Cera Rosco, Pierluca Cetera, Rocco Dubbini, Vincenzo Marsiglia, Roberto Paci Dalò, Francesca Romana Pinzari, Filippo Riniolo, Piero Roi, Cristina Treppo, Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi. A questi nomi si aggiungono quelli di Jasmine Pignatelli e Giorgia Severi.

La seconda parte presenta alcuni artisti che, pur non essendo mai stati fisicamente con la propria opera presenti a Casa Sponge, ne condividono le finalità intrinseche, i presupposti artistici, antropologici, sociali e politici. Questi sono: Angelo Bellobono, Filippo Berta, Bianco-Valente, Roberto Coda Zabetta, Stefania Galegati Shines, Andrea Nacciarriti, Isabella Pers, Tiziana Pers e Giuseppe Stampone.

Infine, l’ultima spazio è dedicato alla performance: quasi un omaggio al padrone di casa, Giovanni Gaggia, artista e performer egli stesso, che ha fatto di Casa Sponge un ampliamento della propria visione artistica. Mona Lisa Tina con Tu ed io è la protagonista di questa sezione, in dialogo con lo stesso Gaggia.

Per celebrare questo decennio, in edizione limitata, è stato pubblicato un taccuino con la rainbow flag, simbolo di pace, armonia e libertà, adottata per la lotta per la parità dei diritti civili della popolazione GBLTQ. La bandiera, creata da Gilbert Baker a San Francisco nel 1978, è stata acquistata nel 2015 dal MOMA di New York. 

Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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