Addio lampadine ad incandescenza, benvenute lampade a fluorescenza

La data stabilita dall'Unione Europea è il 2012, entro tale data dovremo dire addio alle vecchie lampadine ad incandescenza (GLS) per far posto nelle nostre case alle lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza (LFC). Sotto la pressione di Greenpeace già molte catene della grande distribuzione, stanno provvedendo alla loro sostituzione, mentre il Governo italiano ha anticipato al 1° gennaio 2011 la totale messa al bando.    

 

 

lampadineLe lampade tradizionali consumano sotto forma di calore circa il 90% dell'energia elettrica utilizzata, trasformando in luce solo il rimanente 10%, mentre le lampade fluorescenti compatte durano 8 volte di più diminuendo sia i costi in termini di bolletta per gli utenti, sia, e soprattutto, le emissioni di gas serra provenienti dalla produzione d'energia. Una ricerca dell'European Lamp Companies Federation (ELC) ha calcolato che, con questa mossa, che è in concreto a costo zero per lo Stato, l'Italia potrebbe diminuire le emissioni di CO2 nell'ambiente dai 3 ai 5 milioni di tonnellate e risparmiare 5,6 miliardi di chilowattora l'anno.

lampadineAttenzione però, perchè non tutto è oro quel che luccica, le LFC, infatti contengono al loro interno mercurio e polveri fluorescenti che, esauriti, diventano rifiuti tossici killers: "1 milligrammo di mercurio, il quantitativo presente in una singola lampadina, affermano i ricercatori dell'Università di Stanford sulla rivista 'Environmental Research', può contaminare 4 mila litri di acqua" e, infestando flora e fauna marittima, inserirsi nella catena alimentare umana producendo effetti devastanti all'apparato neurologico, al sistema cardiovascolare, a quello riproduttivo e all'immunitario. La legge ha previsto, dovutamente, un processo di riciclo eco-compatibile delle LFC. Processo che, in Italia, pericolosamente, stenta ancora a decollare.

Dal 2007, in Italia, una nuova legge impone al consumatore italiano una sorta di un eco-tassa di 22 centesimi più iva per ogni LFC acquistata; un piccolo contributo finalizzato alla creazione della filiera del riciclo di questi elementi che dovrebbe assicurarne il ritiro dagli stessi esercizi commerciali, il trasporto nelle piazzole comunali o inter-comunali e, soprattutto, il riciclaggio in appositi centri. Ma ovviamente di contenitori per la raccolta differenziata o di gestori illuminati che si faccian carico di tonnellate di lampadine fuori uso in attesa che la catena di recupero venga avviata, però, non v'è traccia. Nel nostro Paese, lo smaltimento delle lampadine ad alta efficienza è inquadrato all'interno della gestione dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) ed è Ecolamp il principale consorzio delle aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnico chiamato ad assicurare il ritiro dai Centri di Raccolta comunali delle apparechiature di illuminazione giunte a fine vita ed il loro riciclo eco-compatibile.

Affinchè ciò sia possibile, afferma Paolo Colombo, direttore generale dell'Ecolamp, "bisogna che i comuni iscrivono i propri centri di raccolta ad un apposito portale istituito in collaborazione con Anci, così facendo, i produttori distribuiscono presso questi centri raccolta gli strumenti logistici necessari a dar luogo agli adempimenti di legge".

Telefonando all'Ufficio Ecologia del vostro Municipio potrete sapere se il vostro è uno tra quei mille fortunati Comuni italiani che ad oggi dispongono di piazzole di raccolta Raee.

La data stabilita dall'Unione Europea è il 2012, entro tale data dovremo dire addio alle vecchie lampadine ad incandescenza (GLS) per far posto nelle nostre case alle lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza (LFC). Sotto la pressione di Greenpeace già molte catene della grande distribuzione, stanno provvedendo alla loro sostituzione, mentre il Governo italiano ha anticipato al 1° gennaio 2011 la totale messa al bando.

Le lampade tradizionali consumano sotto forma di calore circa il 90% dell'energia elettrica utilizzata, trasformando in luce solo il rimanente 10%, mentre le lampade fluorescenti compatte durano 8 volte di più diminuendo sia i costi in termini di bolletta per gli utenti, sia, e soprattutto, le emissioni di gas serra provenienti dalla produzione d'energia. Una ricerca dell'European Lamp Companies Federation (ELC) ha calcolato che, con questa mossa, che è in concreto a costo zero per lo Stato, l'Italia potrebbe diminuire le emissioni di CO2 nell'ambiente dai 3 ai 5 milioni di tonnellate e risparmiare 5,6 miliardi di chilowattora l'anno.

Attenzione però, perchè non tutto è oro quel che luccica, le LFC, infatti contengono al loro interno mercurio e polveri fluorescenti che, esauriti, diventano rifiuti tossici killers: "1 milligrammo di mercurio, il quantitativo presente in una singola lampadina, affermano i ricercatori dell'Università di Stanford sulla rivista 'Environmental Research', può contaminare 4 mila litri di acqua" e, infestando flora e fauna marittima, inserirsi nella catena alimentare umana producendo effetti devastanti all'apparato neurologico, al sistema cardiovascolare, a quello riproduttivo e all'immunitario. La legge ha previsto, dovutamente, un processo di riciclo eco-compatibile delle LFC. Processo che, in Italia, pericolosamente, stenta ancora a decollare.

Dal 2007, in Italia, una nuova legge impone al consumatore italiano una sorta di un eco-tassa di 22 centesimi più iva per ogni LFC acquistata; un piccolo contributo finalizzato alla creazione della filiera del riciclo di questi elementi che dovrebbe assicurarne il ritiro dagli stessi esercizi commerciali, il trasporto nelle piazzole comunali o inter-comunali e, soprattutto, il riciclaggio in appositi centri. Ma ovviamente di contenitori per la raccolta differenziata o di gestori illuminati che si faccian carico di tonnellate di lampadine fuori uso in attesa che la catena di recupero venga avviata, però, non v'è traccia. Nel nostro Paese, lo smaltimento delle lampadine ad alta efficienza è inquadrato all'interno della gestione dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) ed è Ecolamp il principale consorzio delle aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnico chiamato ad assicurare il ritiro dai Centri di Raccolta comunali delle apparechiature di illuminazione giunte a fine vita ed il loro riciclo eco-compatibile.

Affinchè ciò sia possibile, afferma Paolo Colombo, direttore generale dell'Ecolamp, "bisogna che i comuni iscrivono i propri centri di raccolta ad un apposito portale istituito in collaborazione con Anci, così facendo, i produttori distribuiscono presso questi centri raccolta gli strumenti logistici necessari a dar luogo agli adempimenti di legge".

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da: alternativasostenibile.it

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Pubblicato in Ambiente

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Ultimo saluto a Raffaella Carrà

 


 

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