Banca delle terre. Al bando 16 mila ettari di terreni per i giovani imprenditori agricoli

Banca delle terre. Al bando 16 mila ettari di terreni per i giovani imprenditori agricoli Foto di Giuseppe Russo
Oltre 16 mila ettari che costituiscono 624 aziende potenziali, per un valore complessivo minimo atteso di 255 milioni di euro, da reinvestire integralmente a favore dei giovani agricoltori. Va in questa direzione il quarto bando della Banca Nazionale delle Terre agricole aperto il 9 giugno, fino al 7 settembre, e con l’obiettivo di incentivare le imprese agricole composte in prevalenza da giovani.

Tutti possono accedere alla Banca, in quanto l’accesso è gratuito. È solamente necessario registrarsi al sito istituzionale – www.ismea.it – e fornire un indirizzo di posta elettronica e una password. Se si è già registrati al sito, invece, è possibile utilizzare le stesse credenziali. Ai candidati basterà inviare una manifestazione d’interesse seguendo le istruzioni di una procedura guidata, per accedere poi alla procedura di vendita, presentando la propria offerta economica attraverso uno sportello telematico, che garantisce trasparenza e semplicità del procedimento.
 
Nell’edizione 2021 i terreni disponibili sono in prevalenza al Sud –  Sicilia, Basilicata e Puglia – che da solo copre oltre la metà delle superfici disponibili. Segue il Centro Italia, rappresentato in particolare dalla Toscana, con una quota del 17%, mentre il restante è distribuito tra Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
 
Agli imprenditori agricoli giovani under 41 è permesso pagare il prezzo del terreno (fino al 100% del valore a base d’asta) con rate semestrali o annuali, per un periodo massimo di 30 anni.
 
Il bando 2021, però, introduce ulteriori accorgimenti per snellire ed ottimizzare le operazioni: l’aumento del numero complessivo dei tentativi di vendita da tre a quattro; la possibilità di presentare offerte libere – a ribasso o rialzo – per i terreni al quarto incanto ed, infine, l’estensione dei termini per la presentazione della manifestazione di interesse da 60 a 90 giorni.
 
Garantire l’accesso agevolato alla terra è un’operazione che, nelle intenzioni dello Stato, punta ad abbattere l’ostacolo più grande alla giovane imprenditoria agricola, spesso scoraggiata a intraprendere l’attività per gli elevati costi di acquisto di un fondo. Infatti, mentre in Europa ogni 100 capi azienda over 65 anni ci sono 32 giovani, in Italia sono appena 19. Nonostante il crescente interesse dei giovani verso un ritorno all’agricoltura, in Italia oltre 300mila aziende agricole sarebbero guidate da una proprietà in età pensionabile, senza aspettative di successione familiare.
 
E dunque ora è il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, a prendere in carico il testimone lasciato dai suoi predecessori: "la Banca nazionale delle terre agricole è uno strumento fondamentale perché, offrendo terreni, rende operative le misure per realizzare un'agricoltura 5.0, un modo anche per coinvolgere i giovani in questo bellissimo mondo che ci lega alla cultura e alla tradizione. "E' un progetto – dichiara Patuanelli durante il suo intervento in occasione della presentazione della quarta edizione della Banca - che permette di riscoprire il valore della terra con elementi nuovi, come l'innovazione, la sensoristica, la riduzione dell'impronta ambientale sulle produzioni e delle emissioni.
 
Si tratta di ripartire con nuove consapevolezze. Banca delle Terre è un'opportunità che ha tante gambe per svilupparsi. Sicuramente non mancheranno risorse e nemmeno le idee da parte degli imprenditori agricoli italiani. Abbiamo bisogno delle nuove generazioni per continuare su paradigmi diversi".
 
Istituita nel 2016, la Banca Nazionale delle Terre agricole riunisce tutte le aree coltivabili del patrimonio fondiario pubblico, con l’obiettivo di mapparle e redistribuirle attraverso un bando con accesso privilegiato per i giovani imprenditori agricoli.
 
E’ gestita da ISMEA – un ente pubblico economico istituito con l’accorpamento dell’Istituto per Studi, Ricerche e Informazioni sul Mercato Agricolo (già ISMEA) e della Cassa per la Formazione della Proprietà Contadina) –, opera a livello nazionale e le modalità di vendita sono regolate dai criteri pubblicati e vigenti al momento dell’avvio della procedura competitiva.
 
Dalla sua istituzione ad oggi la Banca nazionale delle Terre agricole ha messo in vendita 530 terreni per un totale di 15.478 ettari; di questi 8.345 ettari sono stati aggiudicati, permettendo il recupero di 84 milioni di euro destinati a sostenere, per legge, nuovi interventi in favore dei giovani.
 
Attualmente alimentata da terreni agricoli derivanti dalle operazioni fondiarie di Ismea, la Banca nazionale delle terre agricole può raccogliere anche le superfici fondiarie appartenenti a Regioni e Province autonome e altri soggetti pubblici.

Pubblicato in Ambiente

 


 

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