Cina, il surreale lago colmo di fanghi tossici

Fango tossico riversato nel lago - uno degli innumerevoli tubi di scarico Fango tossico riversato nel lago - uno degli innumerevoli tubi di scarico Liam Young/Unknown Fields
Un lago artificiale, un vero e proprio mostro ecologico si trova nei pressi di Baotou, la più grande città industriale della Mongolia. Tim Maughan, inviato per la BBC, racconta in modo crudo ma oggettivo quello che viene definito "l'inferno sulla Terra".

"Da dove mi trovo, il complesso Baogang Steel and Rare Earth domina l'orizzonte, le sue infinite torri di raffreddamento e ciminiere si estendono per il grigio cielo slavato. Tra me e le fabbriche, si estende un lago artificiale colmo di un nero e melmoso fango tossico. Decine di tubi partono dalle raffinerie che circondano il lago e arrivano lungo il litorale, sfornando rifiuti chimici. L'odore altamente sgradevole di zolfo e il rombo dei tubi invade i miei sensi." Nonostante la poca fama della città mongola, sono le miniere e le fabbriche presenti li a rendere possibile l'esistenza frenetica della nostra vita "tecnologica". Siamo infatti di fronte al maggior fornitore al mondo delle cosidette "terre rare" ovvero i minerali indispensabili per la costruzione dei gadget elettronici come gli smartphones, i televisori a schermo piatto ma anche i motori per le auto elettriche e cosi via. Nel 2009 la Cina ha prodotto il 95% della fornitura mondiale delle terre rare considerando che oltre il 70% delle riserve mondiali di questi elementi si trova proprio a Baotou. Non è un caso che questi minerali abbiano giocato un ruolo chiave nella crescita economica cinese, la stessa Baotou ha subito una trasformazione radicale dal 1950 con un aumento della popolazione da circa 100.000 persone a oltre due milioni e mezzo. Come ci dice Maughan nel reportage pubblicato sul sito della BBC, anche prima di raggiungere il tristemente noto lago tossico, l'impatto ambientale delle terre rare sulla città stessa è terribilmente evidente. "A volte è impossibile dire dove inizia il complesso industriale e dove finisce la città. Enormi tubi spuntano dal terreno e seguono strade e marciapiedi arrivando addirittura ad inarcarsi e attraversare le strade come ponti. Dopo le piogge le strade rimangono allagate di acqua acida a volte nera a causa della polvere del carbone. Ovunque si guardi, tra i grattacieli completati per metà, si vede una foresta di torri fiammeggianti e tralicci elettrici." Le acque sporche del bacino di decantazione contengono ogni sorta di sostanze chimiche tossiche, ma anche elementi radioattivi come il torio che, se ingerito, può provocare leucemie e tumori al pancreas e polmoni. Secondo alcune testimonianze del luogo, verso la fine degli anni '80, le coltivazioni nei villaggi vicini hanno cominciato ad accusare problemi: "Le piante crescevano male. I fiori crescevano in modo naturale, ma erano accompagnati da frutta piccola e maleodorante." Dieci anni più tardi, gli abitanti delle zone limitrofe capirono che le coltivazioni erano perse per sempre e non sarebbe mai più cresciuto nulla.

Agostino Cecere

Pubblicato in Ambiente

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