Crisi Grecia: è ora di sfruttare il Sole e liberarsi dai combustibili fossili

Crisi Grecia: è ora di sfruttare il Sole e liberarsi dai combustibili fossili
Secondo Greenpeace, la famosa organizzazione ambientalista e pacifista, la recessione economica che sta vivendo la Grecia può essere superata sfruttando l’energia solare.

La Grecia sta affrontando una grave crisi economica comparabile alla Grande Depressione degli USA alla fine degli anni’20. Uno dei sintomi della depressione economica della Grecia è la carenza di energia, e di conseguenza le enormi somme che la nazione è costretta a pagare per l’importazione di combustibili fossili. Si tratterebbe di circa 800 milioni di euro all’anno che i consumatori spendono in bollette, una somma corrispondente ai tagli, di recente proposti, alle pensioni dal budget nazionale del 2015.

La sezione greca della nota organizzazione non-governativa internazionale Greenpeace ha lanciato la nuova campagna “Solarize Greece”, con l’obiettivo di  sensibilizzare la Grecia a sviluppare un programma energetico sostenibile basato sull’energia fotovoltaica, in modo tale che possa liberarsi dalla schiavitù dei combustibili fossili che continua a impoverire il paese, e uscire così dalla crisi. Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International, ha analizzato in un articolo l’attuale stato delle cose e le prospettive future.

Rivolgersi al Sole come fonte di energia non sarebbe una novità per la Grecia: negli anni ’70 il governo ha offerto incentivi per l’installazione dei pannelli solari, con il risultato che migliaia di famiglie greche li hanno adottati e hanno visto ridursi le proprie bollette. Inoltre ciò ha dato il via ad un nuovo settore dell’industria: i pannelli solari sono diventati uno dei piu raffinati prodotti di esportazione.

Oggi, secondo Kumi Naidoo, i cambiamenti climatici che coinvolgono l’intero pianeta, ai quali si aggiungono le difficili condizioni economiche che stanno impoverendo la Grecia, costituiscono ragioni valide ed urgenti affinché venga rivisto il programma di sviluppo dell’energia solare, e venga esteso portandolo ad una scala di massa. Durante la breve “primavera del fotovoltaico” greca del  2009-2013 è stato dimostrato il reale potenziale solare del Paese: nel giro di cinque anni la capacità solare installata è passata  da 47 a oltre 2.500 megawatt. Un totale di 4,5 miliardi di euro è stato investito nella modernizzazione del settore energetico e sono stati creati circa 50.000 posti di lavoro. In tutto, circa 100.000 famiglie greche  hanno beneficiato della crescita dell’industria del fotovoltaico.

Ma oggi, la Grecia è in grado di fare di meglio ed ha una marcia in più  rispetto agli Stati del Nord Europa: nonostante tutte le sue difficoltà economiche può sfruttare l’enorme vantaggio derivante dal fotovoltaico grazie ad una nuova legislazione che consente ai cittadini greci di produrre energia solare a basso costo per il loro  consumo, piuttosto che distribuirla e venderla alla rete elettrica. In altre parole centinaia di migliaia di famiglie e piccole e medie imprese potrebbero produrre la loro energia ad una frazione del costo con il quale la comprano dalla rete.  È possibile inoltre creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Attualmente i consumatori greci, a causa delle bollette dell’elettricità, pagano circa 800 milioni di euro all’anno per sovvenzionare le importazioni di petrolio che alimentano molte isole del Paese, prezzo destinato a salire a causa degli investimenti energetici legati al petrolio in programmazione per le isole. Tali progetti, inquinanti e costosi rispetto alle energie rinnovabili, porteranno non solo a sottrarre risorse economiche nei prossimi decenni, ma comprometteranno anche le possibilità di ripresa. Investendo invece nel fotovoltaico, nel prossimo futuro si ridurrebbero i costi dell’energia solare e del suo stoccaggio, risparmiando così miliardi di euro sulle importazioni di combustibile fossile, denaro che potrebbe essere reindirizzato negli investimenti sostenibili, nelle politiche di assistenza sociale, per salvare le pensioni.

Rimane però un problema: dove trovare i fondi da investire nel fotovoltaico. Qui entra in campo Greenpeace con la sua campagna “solarizzare la Grecia”, che ha l’obiettivo primario di raccogliere gli investimenti economici necessari per solarizzare le isole del paese. Eliminando la dipendenza delle isole greche dal petrolio, le famiglie a basso reddito ne gioveranno, l’inquinamento si ridurrà, risparmieranno anche i consumatori sulla terraferma. E si avrà un effetto domino che investirà l’intera economia nazionale, non solo le isole.

La solarizzazione della Grecia aiuterebbe il Paese a camminare di nuovo con le proprie gambe, alle proprie condizioni, e dimostrerebbe all’intera Europa il vero potenziale dell’energia solare. 

Fonte: Greenpeace

 

 

 

Pubblicato in Ambiente

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