Dai cannoni alle ancore, ritrovati antichi reperti nel porto di Genova

Dai cannoni alle ancore, ritrovati antichi reperti nel porto di Genova
Altro che pirati dei Caraibi, nei fondali Italiani si possono trovare vere e proprie reliquie. Resti d'arma da fuoco impiegati nelle dure battaglie via mare. Esattamente nel porto di Genova sono stati ritrovati ben cinque cannoni inglesi del '600.

Oggetti rari, quasi tutti differenti tra di loro: una palla di cannone sparata forse durante l’assedio della flotta francese del 1684, due cannoni leggeri a retrocarica, un preziosissimo 'Falconetto' in bronzo, il cannoncino medievale amato dai Lanzichenecchi di fabbricazione veneziana, e poi ancore, una delle quali molto rara sempre del seicento e un'altra decisamente possente, 5 metri per 4 tonnellate di peso. I materiali di grandissimo valore storico e documentale, saranno restaurati in attesa di una destinazione: probabilmente, come ha spiegato il presidente dell'Autorità Portuale Luigi Merlo, sarà quella del Galata Museo del Mare.

"Questi reperti - dice il presidente - sono la prova di come l'attività dei dragaggi sia stata compiuta in modo attento. Ora abbiamo già avviato una collaborazione con il Galata Museo del Mare che dopo il restauro ospiterà alcuni oggetti, altri probabilmente saranno collocati a palazzo San Giorgio". Una collocazione che arriverà dopo un'attenta opera di restauro a cura della Soprintendenza di belle Arti. "Sono reperti da valorizzare - ha detto Alessandra Cabella, della sovrintendenza ligure - che, grazie alla collaborazione tra enti, a restauro ultimato permetterà l'esposizione con una collocazione open air, fruibile da tutti e con un adeguato supporto didattico". 

Pubblicato in Ambiente
Davide Garritano

Speaker radiofonico e redattore sportivo. Conduce un programma musicale nella web radio, “Radio FinestrAperta”. Ha scritto per il blog d’informazione “Tribuna Italia” e per la testata giornalistica “Roma che verrà”. Il suo motto è : “Perde solamente colui che nella vittoria non hai mai creduto”.

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