Gli asinelli di Veio alla ricerca delle sorgenti del Cremera

Gli asinelli di Veio alla ricerca delle sorgenti del Cremera
Si svolgerà sabato 10 ottobre 2020 dalle ore 15.30 alle 19.30 l’escursione - organizzata dall’Associazione Asinelli di Veio e Patrocinata dal Comune di Sacrofano - “Alla ricerca delle sorgenti del Cremera”.

In compagnia dei “magnifici tre” - ovverosia gli Asinelli di Veio - si partirà da Sacrofano in esplorazione del territorio all’interno del Parco Regionale di Veio per andare a scoprire un posto meraviglioso. Si comincerà attraversando una distesa collinare su cui svettano antiche ventole utilizzate per estrarre l’acqua dai pozzi… cardi spinosi, vacche, cavalli, abbeveratoi…

Isidoro - detto “Easy”, il capobranco -, Priscilla e Ciuchino sono animali docili, dal carattere paziente, ognuno con la sua personalità. Il ritmo del loro lento incedere, il loro atteggiamento curioso e flemmatico, insegnerà ai partecipanti ad apprezzare meglio i mutamenti dello spazio naturale che verranno attraversati per raggiungere la meta.

Lungo la distesa verde iniziale, bordata dal magnifico bosco di Monte Musino, verranno costeggiati tre fontanili utilizzati dagli animali presenti allo stato brado (bovini ed equini), uno fra i quali in disuso; verrà attraversato velocemente un campo arato e ci si inoltrerà in un altro splendido bosco che in autunno comincia ad ospitare varie specie di funghi.

Dal sottobosco le macchie di colore indicheranno la presenza dei ciclamini, e finalmente si riuscirà ad affacciarci sui bordi di un canyon, qui, dove già si avverte in lontananza l’armonioso suono della sorgente, Isidoro, Priscilla e Ciuchino verranno lasciati riposare.

Gli asinelli di Veio aspetteranno, guardando i partecipanti interessati e tranquilli dall’alto, ma si penetrerà in un ambiente naturale del tutto differente e quasi tropicale; qui, dove l’acqua limpida e cristallina sgorga in più punti dalla roccia, vive la salamandrina dagli occhiali, una specie rarissima e tutelata che trova il suo habitat naturale fra felci e muschi lussureggianti.

La porta d’ingresso di tale luogo incantato è rappresentata da alcuni gradini scolpiti dagli antichi etruschi, ed ormai quasi completamente nascosti dalla ricca vegetazione; si scenderà fra le rocce per arrivare al Cremera e, dopo aver percorso una galleria di roccia e fogliame, si avrà una fantastica sorpresa.

“Asini in avventura, felicità sicura”, volendo utilizzare un piccolo slogan. Sì, perché sulla via del ritorno ci si sentirà più sereni insieme a quelli che ormai saranno diventati dei veri e propri amici: gli Asinelli di Veio.

Al termine di una simile avventura, prima del ritorno al mondo reale, il finale più appropriato, gustare un’ottima bistecca alla brace.

 

Il Cremera è un fiume del Lazio di circa trentasette km che scorre a Nord di Roma ed è uno fra gli affluenti minori di destra del Tevere (vi sfocia vicino a Labaro). Nel suo corso attraversa la zona protetta del Parco Regionale di Veio detta Valle del Sorbo. Detto anche Valchetta, il fiume è formato dalla confluenza di due torrenti: il Fosso della Mola dei Monti e il Fosso della Mola di Formello. Altri importanti affluenti sono il Fosso dei Pantanicci e il Fosso della Vaccareccia da sinistra, il Fosso Piordo da destra.

L'ambiente del Cremera è quello classico dei territori a Nord di Roma, contraddistinti da colline tufacee non molto alte nate in epoca quaternaria dall'attività del Vulcano Sabatino, ed intervallate da valloni scavati dai fossi. Le colline, quando non sfruttate per fini agricoli, sono ricoperte da boschi di querce. Lungo il corso del fiume si trovano alcune sorgenti di acque oligominerali.

La zona attraversata dal Cremera è caratterizzata da una differente vegetazione in relazione alla presenza umana. Troviamo zone destinate ad uso agrario o a pascolo o con presenza di centri urbani, in cui prevalgono le specie di arbusti come il prugnolo ed il biancospino, e vasti spazi naturali dove si ha prevalenza di macchia mediterranea e boschi misti di querce e lecci.

Nella zona più a Nord prevalgono querceti misti di lecci e querce da sughero ed in cui il sottobosco è caratterizzato dalla presenza di arbusti di cisto, corbezzolo, erica, fillirea, lentisco e mirto. Nella parte più a Sud della valle del Sorbo sono invece più diffuse la specie quali la roverella, il cerro e la farnia. In queste zone il sottobosco è formato soprattutto da prugnolo, biancospino e rovo.

Infine lungo le rive del fiume si incontra la vegetazione tipica di queste aree,  con olmi, ontani, pioppi, salici e sambuchi. Fra le specie floreali spicca la Digitale appenninica (Digitalis micrantha).

Il Cremera deve la sua notorietà al fatto di esser stato testimone, in epoca romana, di importanti eventi storici. Veio era una potente città etrusca, ed anche la più vicina a Roma. La città sorgeva su una collina alle cui pendici scorreva il fiume Cremera. Quando Roma fra il VI ed il V secolo a.C. cominciò ad espandere la sua influenza nell’Italia centrale sotto il governo dei re “etruschi” (Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo), inevitabilmente, venne in contatto con la città di Veio, che era la prima città etrusca sulla riva destra del Tevere.

Gli scontri proseguirono con alterne vicende fino alla fine del IV secolo quando Veio fu definitivamente conquistata dai Romani ad opera del dittatore Marco Furio Camillo nel 396 a.C. dopo una guerra durata un decennio.

All’interno di questo lungo periodo troviamo la battaglia del Cremera, avvenuta nel 477 a.C. ed in cui i romani subirono una dura sconfitta. Nella battaglia caddero quasi tutti gli appartenenti alla gens Fabia con l’esclusione di un giovane che, secondo Tito Livio, era Quinto Fabio Vibulano, il quale, un decennio dopo tali eventi, diventerà console della Repubblica romana.

 

L’escursione Gli asinelli di Veio alla ricerca delle sorgenti del Cremera, organizzata dall’Associazione Asinelli di Veio e Patrocinata dal Comune di Sacrofano (referenti tecnici: Diego Perucchini - istruttore di equitazione e accompagnatore di turismo equestre -, Laura Antonucci) si svolgerà sabato 10 ottobre 2020 nel rispetto di tutte le norme anti Covid in vigore.

Pubblicato in Ambiente

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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