I ghiacciai si stanno davvero sciogliendo? È ancora presto per dirlo

I ghiacciai si stanno davvero sciogliendo? È ancora presto per dirlo
Uno studio, basato sui dati raccolti dal satellite CryoSat-2 dell’Agenzia Spaziale Europea, dimostra un incremento del 41% nel volume dei ghiacci del circolo polare artico, in seguito all’estate particolarmente fredda del 2013.

Il 20 luglio 2015 sono stati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience  i risultati di una ricerca condotta da un team di scienziati britannici, basati sulle misurazioni effettuate dal satellite CryoSat-2, lanciato nel 2010 dall’ Agenzia spaziale Europea (in inglese European Space Agency, ESA), gemello del primo CryoSat, mai entrato in orbita a causa di un incidente durante il suo lancio del 2005.

Il CryoSat-2 è fondamentale nel monitorare e stabilire come il volume dei ghiacci sia influenzato dal clima: esso è in grado di misurare l’altezza dei ghiacci situati sia negli oceani polari che al di sopra della Groenlandia e della regione Antartica, constatandone così lo spessore. Prima che avvenisse il suo lancio nel 2010, era molto difficile ottenere dati accurati sui ghiacci presenti nell’ oceano Artico.

I ricercatori britannici, dopo aver esaminato 88 milioni di misurazioni distribuite tra il 2010 e il 2014, hanno osservato che durante le estati del periodo 2010-2012 vi è stata una riduzione del 14% del volume dei ghiacci presenti nel mare glaciale Artico, ma nel 2013 sì è verificato un incremento di ben il 41% del volume complessivo, in seguito ad un’estate insolitamente fredda, almeno il 5% meno calda rispetto all’anno precedente.

“L’estate del 2013 è stata molto più fredda rispetto agli anni precedenti”, afferma Rachel Tilling, leader del team di ricerca, ed aggiunge: “ciò ha permesso allo strato ghiacciato di persistere nella regione nord-ovest della Groenlandia, in quanto ha avuto pochi giorni per dissolversi”. Secondo Tilling, nonostante gli attuali modelli matematici suggeriscano una tendenza  a lungo termine verso una riduzione del volume del ghiaccio Artico, ora, grazie ai dati del CryoSat, abbiamo osservato come esso possa anche ripristinarsi, almeno nel caso in cui il periodo dello scioglimento diventa più breve.

Ma prima di raggiungere conclusioni affrettate, gli stessi autori della ricerca ci avvisano che cinque anni di misurazioni sono ancora insufficienti per capire quale è il trend a lungo termine cui va incontro l’oceano Artico. Il professor Andrew Shepherd dichiara che, poiché ci si aspetta un incremento delle temperature in futuro, l’incremento dei ghiacci osservato nel 2013 potrebbe risultare solo un evento isolato, che ha rallentato di pochi anni una tendenza globale al declino e allo scioglimento.

Ad ogni modo il satellite CryoSat si sta rivelando uno strumento particolarmente utile per gli scienziati, e gli autori della ricerca di cui abbiamo parlato in questo articolo intendono continuare a usare i dati raccolti per migliorare le previsioni sul cambiamento climatico. Tommaso Parrinello, manager della missione CryoSat dell’ESA, esprime il suo entusiasmo riguardo il lavoro svolto dal satellite  “il CryoSat è stato in orbita per 5 anni e ancora si dimostra eccellente nel fornire quei dati accurati che gli scienziati hanno bisogno…siamo molto fieri del nostro satellite”

Fonte: ESA

 

 

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