I giardini delle sensazioni

“Il sentimento blu”, “Dietro l’armadio”, “Un paesaggio da gustare”, “Correre per vedere il colore del vento”, “Vedere i suoni, ascoltare i colori” (nella foto), sono alcuni dei nomi evocativi delle splendide “opere vegetali” realizzate in occasione della 22a edizione del Festival internazionale dei giardini di Chaumont-sur-Loire, che si conclude il 20 ottobre.

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“Il sentimento blu”, “Dietro l’armadio”, “Un paesaggio da gustare”, “Correre per vedere il colore del vento”, “Vedere i suoni, ascoltare i colori” (nella foto), sono alcuni dei nomi evocativi delle splendide “opere vegetali” realizzate in occasione della 22a edizione del Festival internazionale dei giardini di Chaumont-sur-Loire, che si conclude il 20 ottobre. Come ogni anno progettisti e paesaggisti di tutto il mondo sono stati invitati a magnificare gli innumerevoli e sottili aspetti del mondo vegetale, avendo per tema le sensazioni. Da qui parte un viaggio in un mondo incantato di profumi, suoni, silenzi, colori, per risvegliare tutti i cinque sensi, immersi nella bellezza della natura esaltata dalla poesia dell’arte. Creato nel 1992, il Festival è diventato, in 20 anni, un appuntamento immancabile per i creatori contemporanei di paesaggi e di giardini. La giuria, presieduta dal giornalista letterario Bernard Pivot, ha avuto l’arduo compito di selezionare una trentina di progetti tra i 300 arrivati da tutto il mondo. Quest’anno, inoltre, hanno avuto “carta verde” il grande paesaggista cinese Yu e il designer francese Patrick Jouin. Gli artisti hanno utilizzato diverse tecniche per creare queste opere vegetali utilizzando la tavolozza della natura, fiori, piante, oggetti, strumenti musicali, per evocare esperienze vissute e trasportare in universi da esplorare, spesso onirici. Come i caschi-olfattivi disposti seguendo il tracciato cosmico della Piccola Orsa che, nonostante la sua modesta dimensione e la scarsa luce, ospita la stella polare, riferimento per tutti i navigatori ed esploratori nei secoli. Seguendo questa linea poetica, 7 caschi erogano aromi e profumi selvatici: basta introdurre la proria testa nel casco e respirare profondamente. Un giardino magico come quello di Alice nel paese delle meraviglie, dove ci si aspeterebbe di incontrare il Bianconiglio, porta il nome di “Tic Tac”. Vi è rappresentato un quadrante solare vegetale, dove tra l’erba spuntano vecchie sveglie a ricordarci l’inesorabile scorrere del tempo e il desiderio dell’uomo di arrestarlo: un invito a fermarsi un momento e lasciare libero sfogo alla propria immaginazione, alla propria memoria. Una sorpresa non solo per i più piccoli si trova in “Come un fruscio d’ali”, dove due altalene risvegliano l’anima da bambino del visitatore. L’immaginario fantastico, adulto e infantile vengono evocati e reinterpretati, la natura ridotta in scala o ingigantita, i panorami appaiono e scompaiono in giochi di prospettive, per meravigliare e sedurre il pubblico. Gli artisti presentano “parcelle” di mondi possibili, a ciascuno scegliere dove meglio far risuonare le proprie emozioni. Non una semplice passeggiata nel parco, ma un vero viaggio sensorariale che il dominio di Chaumont-sur-Loire regala, attraverso un’accurata selezione di opere d’arte contemporanea, non solo quelle del esposte in occasione del Festival internazionale dei giardini, ma anche quelle sparse nell’immenso dominio e presenti all’interno del castello - esempio di architettura difensiva dell’età gotica e d’architettura residenziale del Rinascimento che domina la Valle della Loira - dove sono esposte, in perfetta armonia con il paesaggio, le opere di David Nash, Armin Schubert, Klaus Pinter, Eva Jospin, Andrea Branzi, Fujiko Nakaya, Giuseppe Penone e molti altri. Al calar del sole, quando i colori lentamente si attenuano, la kermesse propone durante tutta l’estate i “Giardini di luce” per ammirarli in un’atmosfera fatata, dove inaspettati riflessi rivelano aspetti inediti e atmosfere insolite e misteriose. Mentre le “Notti magiche” del castello propongono un’illuminazione della residenza di Caterina de’ Medici con la “sola” luce di più di 2.500 candele, come quando si svolgevano le più sontuose feste notturne. L’arte interpreta la natura, la natura diventa arte a Chaumont-sur-Loire, dove la nozione del tempo si perde per lasciare il passo alla bellezza e alla storia.

Cristina Biordi

Pubblicato in Ambiente
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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