L’Enciclica ambientalista di Papa Francesco

L’Enciclica ambientalista di Papa Francesco
Nella prossima enciclica promulgata da Papa Francesco, che verrà resa pubblica giovedì 18 giugno, vi sarà un appello a difendere la Terra, la nostra “casa comune”,  e a combattere il riscaldamento globale.

L’enciclica è uno dei più importanti documenti pontifici su materie dottrinali, morali o sociali, indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa e, di conseguenza a tutti i fedeli; “Laudato si’, sulla cura della casa comune”, è il titolo dell'attesa enciclica del pontefice Bergoglio, e verrà presentata ufficialmente  giovedì 18 giugno nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.

Il testo integrale della bozza del documento, diviso in sei capitoli composti da 246 paragrafi, è stata pubblicata lunedì da l’Espresso (disponibile a questo indirizzo), ma non si tratta della versione definitiva, come ha sottolineato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. “È stato pubblicato il testo italiano di una bozza… Si fa presente che non si tratta del testo finale e che la regola dell’embargo rimane in vigore” dichiara Lombardi, non smentendo però l’autenticità del testo.

Il titolo fa  riferimento al Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, definito da papa Francesco come un  esempio di «cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità” mentre la “casa comune “ altro non è che la nostra Madre Terra “una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”, ma anche una sorella con la quale condividiamo l’esistenza, e che “protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei.”

Nell’ introduzione Papa Francesco esplicita il suo obiettivo: “mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune”, perché in fondo uniti da una stesa preoccupazione: quella di “unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale“. Passa dunque ad elencare i contributi dei suoi predecessori che hanno arricchito il pensiero della Chiesa  su questo tema, facendo riferimento anche alla riflessione di innumerevoli scienziati, filosofi, teologi e organizzazioni sociali, nonché al patriarca Bartolomeo, perché la protezione della casa comune trascende anche le distinzioni di religione. L’appello espresso dal Pontefice è dunque “un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta” e un confronto che unisca tutti, per far fronte alle sfide ambientali, per superare la negazione da parte dei potenti, e l’indifferenza e la rassegnazione di molti, attraverso una presa di coscienza collettiva e una nuova solidarietà universale.

Ma quali sono i problemi ecologici del pianeta che l’essere umano dovrà affrontare attraverso il dialogo?

Il primo capitolo dell’enciclica, dal titolo “quello che sta accadendo alla nostra casa”  analizza i principali problemi che nel contesto attuale affliggono il nostro pianeta. Primo argomento affrontato è quello del riscaldamento globale. Il pontefice definisce il clima come “un bene comune, di tutti e per tutti” ed ammette la presenza di un “preoccupante riscaldamento del sistema climatico” legato alle attività umane, in particolare l’emissione di gas serra che impedisce la dispersione dei raggi solari, effetto a sua volta “potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale”. Il riscaldamento globale avrà effetti disastrosi, quali la riduzione risorse essenziali come l’acqua potabile, dell’energia e della produzione agricola delle zone più calde, l’estinzione di parte della biodiversità del pianeta e l’innalzamento del livello dei mari, a un punto tale che “se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi”.

Altro tema è quello della duplice “povertà dell’acqua potabile” sia in termini di scarsità che di qualità: sono soprattutto le popolazioni povere che ne pagano le conseguenze a causa di malattie dovute alla presenza sia di organismi che di sostanze chimiche legate all’inquinamento ambientale. Vi è  inoltre il problema dell’accessibilità dell’acqua, cioè la tendenza a privatizzarla trasformandola in merce soggetta alle leggi del mercato, quando invece “l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani”.

Per quanto riguarda la biodiversità,  “ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre” afferma l’Enciclica, e ciò è dovuto ancora una volta alle attività umane, in particolare  a causa di modi di intendere l’economia e l’attività commerciale e produttiva troppo legati al risultato immediato, al profitto economico facile e rapido. Qualsiasi specie, anche quelle che a noi ci appaiono insignificanti  possono essere importanti, perché “giocano un ruolo critico fondamentale per stabilizzare l’equilibrio di un luogo”, afferma Papa Francesco. Ci sono poi dei luoghi particolari la cui importanza si riflette sull’ecosistema globale: è il caso dell’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi  falde acquifere e i ghiacciai, sistemi così complessi da rendere “necessario investire molto di più nella ricerca, per comprendere meglio il comportamento degli ecosistemi e analizzare adeguatamente le diverse variabili di impatto di qualsiasi modifica importante dell’ambiente”.

I temi affrontati dal pontefice non si esauriscono solo alla crisi ambientale, ma ampio spazio viene anche dedicato alla crisi socio-economica e al tema della povertà. Per un approfondimento rimandiamo alla lettura della bozza integrale.

 

Pubblicato in Ambiente

Fotonews

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