L’umanità ha esaurito le risorse naturali annuali da giovedì 13 agosto

L’umanità ha esaurito le risorse naturali annuali da giovedì 13 agosto
In meno di otto mesi, l’umanità ha esaurito le sue risorse naturali per l’intero anno, secondo i dati dall’organizzazione Global Footprint Network. Giovedí 13 agosto scorso è stato l’ Earth Overshoot Day che segna la data in cui l’umanità ha esaurito il suo budget ecologico per un anno. 

Annulmente, l’organizzazione non governativa Global Footprint Network stabilisce infatti il giorno del quale l’umanità ha esaurito l’integrità delle risorse naturali che il pianeta può produrre in un anno. Nel 2015, il nostro consumo “a credito” è cominciato il 13 agosto. L’anno scorso la data era leggermente più tardi, il 19 agosto, mentre nel 1992, era il 21 ottobre.

Proprio come per tutti i sistemi di contabilità vengono tracciate le uscite e le entrate; il Global Footprint Network misura la domanda e l’offerta di risorse naturali e di servizi ecologici. E i dati fanno riflettere. Il Global Footprint Network stima che in circa 8 mesi abbiamo consumato più risorse rinnovabili e capacità di sequestro della CO2 di quanto il pianeta possa mettere a disposizione per un intero anno.

Il fatto che noi stiamo usando o “spendendo” il nostro capitale naturale più velocemente della sua capacità rigenerativa equivale a dire che i nostri costi sono superiori ai ricavi. In termini planetari, il costo dell’eccesso di spesa ecologica sta diventando più evidente di giorno in giorno. Il cambiamento climatico - il risultato dell’emissione di gas climalteranti sempre più veloce della capacità di assorbire di foreste ed oceani - ne è il risultato più evidente e probabilmente il più preoccupante. Ma ne esistono altri - la riduzione delle foreste, la perdita delle specie viventi (flora e fauna), il collasso della pesca, i prezzi sempre più alti delle materie prime, i disordini civili, solo per citarne alcuni. Secondo tutti gli ecologisti, la crisi ambientale ed economica che stiamo vivendo è il sintomo di una imminente catastrofe. L’umanità sta utilizzando risorse più di quanto il pianeta sia in grado di produrne.

Il Global Footprint Network sostiene che se le emissioni mondiali di carbonio fossero ridotte - da ora al 2030 di almeno il 30% al di sotto dei livelli attuali con un’impronta ecologica che continua a svilupparsi al ritmo attuale - il giorno del superamento potrebbe arretrare fino al 16 settembre nel 2030 (contro il 28 giugno 2030 previsto se nulla cambierà). 

“L’impronta di carbonio dell’umanità (l'emissione di gas clima-alteranti prodotti ndr) è più che raddoppiata dall’inizio degli anni Settanta, quando il mondo è entrato in overshoot ecologico. Del crescente divario tra l’impronta ecologica e la biocapacità del pianeta, l’impronta di carbonio resta la componente che aumenta maggiormente”, spiega Mathis Wackernagel, presidente dell’ONG e CO-creatore dell’indicatore. “Ci occorrerebbe due volte la biocapacità globale delle foreste per assorbire le emissioni mondiali di anidride carbonica”. E le emissioni di CO2 in eccesso, non assorbite dalle terre, si accumulano nell’atmosfera e negli oceani. “L’accordo globale di eliminare i combustibili fossili che si discuterà alla 21esima Conferenza delle Parti (COP 21) a Parigi, (dal 30 novembre al 11 dicembre ndr) contribuirebbe significativamente a porre un freno alla crescita costante dell’impronta ecologica e finalmente a ridurne l’impatto”.

Pubblicato in Ambiente
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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