Marevivo: fuori le grandi navi da crociera dalla foce del Tevere, sì al Monumento Naturale Regionale

Marevivo: fuori le grandi navi da crociera dalla foce del Tevere, sì al Monumento Naturale Regionale
La foce del Tevere a Fiumicino potrebbe diventare un porto per le navi da crociera.

Il progetto presentato da Royal Caribbean in Regione permetterebbe, infatti, la realizzazione di un porto per le più grandi navi del mondo (per le quali occorrono fondali di almeno dieci metri) nell’area del vecchio faro, proprio alla foce del Tevere, zona a rischio idrogeologico, soggetta a mareggiate e a forte erosione costiera.

«L’investimento regionale per gli approdi commerciali e le darsene dei pescherecci per creare indotto economico non ha nulla a che fare con gli attracchi delle navi da crociera nella zona del vecchio faro a Fiumicino», tuona la consigliera regionale Michela Califano: per questa ragione Marevivo Lazio si schiera al suo fianco chiedendo alla Regione di istituire il Monumento Naturale Foce del Tevere.

Marevivo ha la propria sede nazionale sul Tevere, una posizione privilegiata per il monitoraggio della vita del fiume.

«L’istituzione della Zona logistica Semplificata per connettere ventinove Comuni del Lazio permetterà di rilanciare il settore dei trasporti e delle infrastrutture», sottolinea il consigliere di Città Metropolitana di Roma Capitale Federico Ascani, presidente della 5a Commissione Trasporti, Mobilità e Infrastrutture. «Servirà per collegare molti Comuni della Città Metropolitana con le aree portuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, ma le enormi navi da crociera alla foce del Tevere potrebbero portare più danni che benefici».

Difficile, inoltre, calcolare i danni ai cetacei stanziali della zona. Non dimentichiamo la vicinanza con l’area marina protetta delle Secche di Tor Paterno: uno snodo di traffico per grandi navi in quel punto porterebbe a collisioni fatali per i delfini.

Dichiara Rita Paone, Delegato Marevivo Lazio: «È davvero singolare che, proprio nel momento in cui l'ambiente assume dignità costituzionale, si consentano ancora interventi incompatibili con la salvaguardia dell'ambiente. È possibile che Venezia non abbia insegnato nulla e che gli interessi economici continuino a prevalere a discapito del mare e dei suoi abitanti?».

 

 

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