Sciopero per il clima: primo appuntamento il 24 settembre

Sciopero per il clima: primo appuntamento il 24 settembre
Non smettere mai di protestare per portare avanti le proprie istanze e farlo soprattutto quando i grandi eventi possono fungere da cassa di risonanza per portare l’attenzione su tutto quello che deve ancora essere fatto per l’ambiente. E’ questa l’idea che guiderà i giovani di “Fridays for future” Italia il 24 settembre, quando scenderanno in piazza per un global strike, ossia uno sciopero globale per il clima.

La data non è scelta a caso. Infatti, dopo soli quattro giorni, la città di Milano sarà al centro della scena mondiale per la Pre-Cop, l’incontro preparatorio al 26esimo summit sul climate change, che si terrà a Glasgow il 30 e 31 ottobre prossimi.

Quest’ultimo evento sarà però preceduto dallo Youth4Climate, dal 28 al 30 settembre, che prevede tre giorni di dibattiti e negoziati che coinvolgeranno 400 ragazzi e ragazze da tutto il mondo per presentare proposte concrete ai grandi della terra. Per gli attivisti di Fridays for future questo non è sufficiente, anche se Greta Thunberg, la fondatrice del movimento e la prima a lanciare lo sciopero per il clima, parteciperà alla PreCop assieme a 51 ministri dell’Ambiente, capi di stato e leader internazionali.

Appuntamenti in oltre 70 piazze di tutta Italia per gli attivisti e simpatizzanti dei “Fridays for Future”. Gli scioperi – fanno sapere gli organizzatori – si svolgeranno “nel mezzo delle crisi sanitaria, socio-politica ed economica in cui ci troviamo, ma continueremo sempre a parlare dell'importanza di lottare per ogni frazione di grado e di affrontare l'ingiustizia climatica in cui viviamo”.

L’obiettivo dello sciopero è quello di chiedere di rispettare gli Accordi di Parigi al fine di restare entro un rialzo massimo di 1.5 gradi, evitando i rischi e gli effetti più gravi della crisi climatica. Dai calcoli dell'Ipcc, all'attuale tasso di emissioni, la quantità di CO2 (il nostro carbon budget) che possiamo ancora emettere per avere 2 possibilità su 3 di non superare quella soglia si esaurirà tra circa sette anni. È questa, quindi, l'ultima chiamata per azzerare le nostre emissioni entro questo lasso di tempo. Il movimento, poi, "sta mettendo un'enfasi speciale sulle diseguaglianze e le ingiustizie tra i Paesi e anche all’interno degli Stati stessi. Le vittorie storiche dell'azione collettiva hanno dimostrato la necessità per i giovani di restare uniti nella lotta per la giustizia sociale e tra le generazioni".

Loro la chiamano la “Festa per la fine del mondo”, un nome assegnato anche alla pagina Instagram e al gruppo Telegram creati per coordinarsi in vista dello sciopero globale del 24 settembre. Per l’occasione, gli attivisti hanno chiamato artisti e artiste a collaborare per diffondere la notizia dello sciopero, che è stata data anche dai palchi dei concerti di Piero Pelù e dei Subsonica a Brescia. Sull’account @festafinedelmondo, i giovani attivisti parlano della Cop come di una “festa per chi ha contribuito a causare la crisi climatica”, mentre chi la sta subendo e la subirà non è stato invitato. “Ma noi ci saremo comunque. Dobbiamo esserci – scrivono – perché nell’ultimo rapporto dell’Ipcc gli scienziati hanno parlato chiaramente: questa potrebbe essere l’ultima chance per salvare il nostro futuro”.

Nel mese di settembre l’assemblea pubblica ha portato associazioni e gruppi di volontari a discutere e ad accordarsi sulle azioni da portare avanti per farsi sentire quando verranno decise le sorti del pianeta. Oltre allo sciopero generale del 24, dal 28 al 30 settembre, in concomitanza con lo Youth4Climate, è anche in programma l’Eco social forum. Una sorta di summit indipendente, che si svolgerà in spazi diffusi per tutta la città di Milano, per parlare di crisi (climatica e sociale) e discutere una transizione ecologica alternativa a quella disegnata dai governi. E altri due appuntamenti, lo Student strike e la Global march for climate justice sono in programma rispettivamente per l’1 e il 2 ottobre a Milano.

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