A Amiens, riapre il Museo della Piccardia con tutti i suoi colori

A Amiens, riapre il Museo della Piccardia con tutti i suoi colori
Modernizzare senza snaturare il “primo” museo di Francia per offrire al visitatore del XXI° secolo un’esperienza unica, è stata la sfida intrapresa da Laure Dalon, direttrice del museo della Piccardia ad Amiens e dalla sua équipe scientifica.

Il 1°marzo ha riaperto le porte al pubblico quest’istituzione voluta nel 1855 dalla Società degli antiquari della Piccardia (SAP), un’associazione di filantropi della regione. Considerato dalla sua inaugurazione nel 1867 come uno dei musei più belli di provincia, è stato progettato sul modello del Louvre di Napoleone III. Un vero palazzo, questo edificio fu il primo in Francia a diventare un museo e servì da modello per altre città.

Costruito anche con il sostegno di Napoleone III, la SAP gli rese omaggio chiamandolo all’inizio “Museo Napoleone”, ma in seguito, durante la terza Repubblica, diventó il “Museo della Piccardia”. Sin dalla sua creazione, l’instituzione volle celebrare la regione e i suoi uomini famosi: poeti, artisti, soldati, uomini di scienza. Nel corso degli anni le sue collezioni si sono arricchite, grazie alle donazioni di personaggi illustri della Piccardia e successive importanti acquisizioni.

Classificato come monumento storico, nel 2012, il museo di Amiens ospita delle collezioni eclettiche: archeologiche con reperti egizi, romani e greci; medioevali e del XVI° al XIX° secolo fino ad arrivare ai giorni nostri con opere moderne e contemporanee.

Dare un nuovo volto al museo

Per presentare nel migliore dei modi la ricchezza e preziosità degli oggetti esposti, togliendo un po’ di polvere al vecchio museo, nel pieno rispetto delle norme, la rinnovazione ha visto anche un ampliamento degli spazi e il recupero del sottosuolo come luogo espositivo.

Dal 2016, gli architetti Catherine Frenak e Béatrice Jullien hanno guidato i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Museo della Piccardia. Amiens Métropole, amministrazione aggiudicatrice, ha dato loro carta bianca per la rinnovazione dell'immagine di questo museo storico per rispondere alle esigenze del visitatore d’oggi.

Grazie a quest’importante lavoro (26 milioni di euro), il museo riacquista il suo pieno potenziale e ritrova il suo posto tra i grandi musei francesi. Questo edificio unico, aperto alla città, il cui giardino diventerà pubblico durante le sue ore d’apertura, aperto a tutti, per ridare uno spazio da vivere. Un palazzo, un luogo dinamico e di conoscenza per gli abitanti di Amiens e non solo, per tutti gli appassionati di arte e storia di Francia, ma anche per visitatori internazionali.

Nuove sfide museografiche

«Il museo della Piccardia conserva un’incredibile collezione che offre al visitatore un viaggio nella storia del mondo occidentale dalla preistoria all’arte contemporanea, attraverso le sue ricche collezioni di archeologia, sculture, dipinti, fotografie e installazioni artistiche, su un'area ampliata a 5.000 m2, per soddisfare ogni tipo di curiosità», dichiara Laure Dalon.

La ristrutturazione del museo è stata accompagnata da una riflessione sulle collezioni. Un'occasione per presentare ai visitatori alcuni nuovi oggetti: tra 150 e 200 dipinti e altro. In totale sono esposte oltre 3.000 opere. Alcuni oggetti sono stati conservati per decenni ma mai esposti, «altri sono stati acquisiti o donati da istituzioni come i Musei di Cluny e d’Orsay di Parigi», aggiunge Laure Dalon. «Tra queste pepite una copia della Zattera della Medusa di Géricault eseguita da Guillemet e Ronjat; Dante incontra Matilda di Albert Maignan e la tela I parigini al mare di Mauritius Denis».

Una migliore accessibilità

Costruito tra il 1910 e il 1927 per ospitare le collezioni del pittore Albert Maignan, l'omonimo padiglione è ora la porta d'ingresso al museo, accessibile attraverso il piazzale in rue Puvis-de-Chavannes. «Le decorazioni dipinte dei soffitti e dei mosaici del pavimento sono state restaurate per preservare la sua identità», spiega Laure Dalon. «Questa spaziosa reception avrà una boutique che si affaccia su un giardino interno. Serve da crocevia tra l'estensione moderna, che ospita gli uffici, un anfiteatro e una sala di attività dedicata agli atelier per i bambini, e la parte originaria del XIX° secolo. Chi dice nuovi spazi dice nuova circolazione e un'armoniosa segnaletica per collegare i tre livelli del museo», continua la direttrice.

Antichi e nuovi colori

La rotonda da cui parte la prospettiva sul grande salone del pian terreno è opera dell’artista statunitense Sol Lewitt. In questa sezione del museo si possono ammirare le collezioni medioevali e le sculture nonché una serie di dipinti di grande formato.

La cappella, sempre al pian terreno, ritrova anch’essa i colori originari. Diventerà uno spazio “cosy” dove rilassarsi, leggere e bere un caffè o un thè “Museo della Piccardia” creato appositamente dalla storica torrefazione dei fratelli Dasi, i cui profumi si inspirano ai dipinti di Puvis-de-Chavannes.

Infine, anche i locali della Società degli antiquari della Piccardia sono stati rinnovati. Ora è possibile ammirare l'impressionante biblioteca e la sala riunioni.

Memorie del sottosuolo

Spazio guadagnato grazie al rinnovamento, la “cantina” oggi ospita una interessante collezione archeologica che testimonia la presenza romana nel territorio. Diviso in due sezioni, una dedicata al bacino del mediterraneo e l’altra alle collezioni regionali, dove saranno presentate le scoperte più recenti. Da segnalare la magnifica, seppure minuscola, Venere di Renancourt del paleolitico, scoperta durante gli scavi recenti nel quartiere di Renancourt ad Amiens. Una signora di oltre 23.000 anni.

La riscoperta del primo piano

L’accesso è maestoso, grazie alla scala d’onore a doppia rampa arricchita dagli imponenti dipinti di Puvis-de-Chavannes. Dopo dodici anni d’attesa, i lavori di restauro hanno permesso di rendere nuovamente accessibile al pubblico il primo piano, riportandone i colori dell’epoca, nascosti da diversi strati di pittura. Dedicato all’Imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, le cui iniziali adorano le sale, il piano ritrova il suo splendore originale: ogni piccolo particolare del decoro è stato minuziosamente recuperato per restituire al visitatore il fasto di un’epoca.

Qui è esposta la collezione dedicata alla pittura. Tra cui una splendida Santa Conversazione di Alvise Vivarini del 1500. Una sala è quasi interamente dedicata a una decina di tele dalle imponenti cornici di legno, del XVI° secolo, commissionate dalla Confraternita della cattedrale Notre-Dame d’Amiens, che nel 2020 celebra i suoi 800 anni, e appese ogni anno nella chiesa il giorno di Natale.

Storia semiseria del museo

I fumetti come strumento per avvicinare il maggior numero di persone al museo. Infatti, la sua prima mostra temporanea, allestita sempre al primo piano, presenta la storia di quest’istituzione, dalla sua creazione ad oggi, attraverso grandi sagome e personaggi divertenti, che raffigurano le maggiori personalità storiche legate al museo fino ad arrivare all’attuale direttrice. Intitolata La storia divertita del museo, questa mostra è stata creata dall'artista Fraco. Alcune pagine di questa storia sono affisse sulle griglie del cancello del palazzo, per incuriosire e per far conoscere. In attesa di diventare una pubblicazione.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 


 


 

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