Addio Giuseppe Ianni, artista e custode dello storico presepe dei netturbini romani

Giuseppe Ianni Giuseppe Ianni Foto M. Riccardi © AGR
Cinquanta anni fa, nel 1972,  l’allora spazzino Giuseppe Ianni realizzò in un ex deposito dell' AMA un presepe in muratura raffigurante una piccola Palestina.

Giuseppe Ianni ha continuato a curare il presepe tutti i giorni, anche dopo essere andato in pensione: custodiva, curava, restaurava e arricchiva la sua opera aggiungendo, pietre provenienti da tutto il mondo.
Il Presepe dei Netturbini è uno dei luoghi più visitati a Roma nel periodo di Natale. Negli anni oltre 2 milioni e mezzo di persone, tra turisti e pellegrini, hanno visitato il presepe creato dal netturbino-artista che negli anni ha instaurato un legame particolare e ricco di spiritualità con i Pontefici. Il presepe è stato inaugurato nel 1981 da Papa Giovanni Paolo II che per 24 volte si è recato al presepe. Hanno visitato l'opera anche Papa Paolo VI nel 1974, Papa Benedetto XVI nel 2006. Tra le innumerevoli personalità religiose e civili che hanno ammirato questa opera vanno citati anche Madre Teresa di Calcutta nel 1996, il Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2007  e i tutti i sindaci della Capitale. Realizzò anche un presepe per Carlo Azeglio Ciampi, e due presepi donati al Vaticano, un' altro presepe è stato donato al Comune di Roma.  

La camera ardente sarà allestita ed aperta dalle 9.30 alle 15.30 di lunedì 20 giugno in via dei Cavalleggeri 5 all’interno della storica sede del Presepe, che verrà poi intitolata proprio al suo creatore Giuseppe Ianni. Le esequie verranno celebrate alle 16 presso la Chiesa Parrocchiale di San Gregorio VII Papa in via Gregorio VII 6.

 

Pubblicato in Arte
Maurizio Riccardi

Sito web: www.maurizioriccardi.it

Fotografo, giornalista, direttore del Gruppo AGR, di cui fanno parte: l'agenzia fotografica AGR, il magazine online Agrpress.it, l'Archivio Riccardi, la sezione Audiovsivi / web e la sezione Comunicazione.
Nasce a Roma nel 1960, si può dire nella camera oscura del padre, anche lui noto fotografo della "Dolce Vita". 


 


 

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