Alle radici dell’ultimo quadro di Van Gogh

Alle radici dell’ultimo quadro di Van Gogh
«Le hasard fait bien les choses. Quand il les fait», ovvero «Il caso fa bene le cose: quando le fa», dicono i francesi. E questa volta è il caso di dirlo. Grazie al ritrovamento fortuito di una cartolina, Wouter van der Veen, direttore scientifico del Van Gogh Institute, ha scoperto il luogo che ha ispirato l’ultimo quadro del grande pittore olandese.

Il 28 luglio scorso, ad Auvers-sur-Oise, in Francia, si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione del posto in cui, 130 anni fa, Van Gogh realizzó il suo ultimo capolavoro, Racines (Radici). L’evento si è svolto alla presenza di Emilie Gordenker, direttore generale del Museo Van Gogh di Amsterdam, e di Willem van Gogh, pronipote di Theo, fratello di Vincent.

La cartolina, risalente al 1900-1910, mostra uno squarcio di rue Daubigny, una collina coperta di tronchi e radici. Van der Veen ha presentato la sua scoperta ai ricercatori Louis van Tilborgh e Teio Meedendorp del Van Gogh Museum. I dati sono stati quindi trasferiti a Bert Maes, specialista in foreste storiche. Sulla base della pratica artistica di Van Gogh e del confronto tra il dipinto, la cartolina e lo stato attuale della collina, gli esperti hanno dedotto che questo è molto probabilmente il posto esatto dove si recava l’artista.

«Tutto ciò che vediamo in questo dipinto enigmatico può essere spiegato da ciò che è sulla cartolina e nel luogo stesso: la forma della collina, le radici, la loro configurazione, la composizione del terreno e la presenza di un improvviso affioramento di roccia calcarea. Il luogo è anche coerente con l’abitudine di Van Gogh di immortalare i terreni situati nelle immediate vicinanze a dove abitava», dichiara Van der Veen che aggiunge: «La luce del Sole, dipinta da Van Gogh, mostra che ha applicato le sue ultime pennellate verso la fine del pomeriggio, il che ci racconta il suo programma durante questa drammatica giornata, che si è conclusa con il gesto suicida fatale.»

Sul suo ritrovamento, il direttore scientifico del Van Gogh Institute di Auvers-sur-Oise, ha scritto anche un libro, Attacked the the Root.

«È una grande scoperta», sostiene Teio Meedendorp, ricercatore al Van Gogh Museum. «La vegetazione sulla cartolina mostra, dopo l’esame, somiglianze notevoli con le forme delle radici nella pittura di Van Gogh. Ciò che è tanto più eccezionale, in un certo senso drammatico, è che questa è la sua ultima opera.»

Nel maggio 2020, immediatamente dopo il termine del confinamento legato alla crisi sanitaria dovuta al Covid-19, Wouter van der Veen è stato in grado di recarsi sul posto per verificare la sua ipotesi, formulata qualche mese prima. Il sito si trova a 150 metri dall’Auberge Ravoux, dove Van Gogh ha trascorso gli ultimi 70 giorni della sua vita. Una caratteristica spettacolare è il fatto che il tronco d’albero più alto dell’ultimo motivo del pittore è ancora presente e riconoscibile.

In accordo con le autorità locali, il Van Gogh Institute ha realizzato una struttura in legno temporanea per proteggere i resti dell’albero, in modo che il pubblico possa osservare le radici originali nelle migliori condizioni.

I turisti di Auvers-sur-Oise, località a quasi un’ora di treno da Parigi, che vengono ogni anno a visitare dove Vincent van Gogh morí, potranno aggiungere un’ulteriore esperienza emotiva al loro viaggio ammirando il luogo esatto in cui i pennelli del grande pittore hanno toccato per l’ultima volta una tela.

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI