Ana Rewakowicz in "Living in a bubble"

Conversare, camminare, dormire, scoprirsi: tutto in una bolla.  

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Conversare, camminare, dormire, scoprirsi: tutto in una bolla. Bolla come spazio nomadico di vita, rifugio della propria identità, scoperta di quella altrui. Luogo di affetto, architettura di protezione da portare ovunque si abbia bisogno di casa. Esperienza da indossare in pvc e da far sperimentare a terzi, nella consapevolezza che l’uno senza l’altro non possiamo essere. Ana Rewakovicz ha viaggiato da un paese, cultura, linguaggio all’altro: dalla Polonia d’origine al Canada dove risiede attualmente. Per portare la propria casa ovunque e condividerla con gli altri, ha scelto la bolla. Da oltre 10 anni infatti l’artista elabora oggetti gonfiabili mobili di vario genere, materiale e dimensione, indossabili ed abitabili, per i quali coinvolge persone e le mette al centro dell’esperienza. I suoi Dressware and Inflatebles sculpteres sono delle architetture trasportabili, degli ambienti mobili, spazi sociali di pensiero, riflessione condivisa. Una meditazione sulla nostra mobilità costante e il progressivo crescere di condizioni di flusso negli stili di vita contemporanei. Modi di conoscere, possibilità epistemologiche, delicate architetture d’affetto, realizzate con lattice di gomma, polivinile, poliuretano. La sfida sta nel trovare confort in questi vestiti gonfiabili, che possono divenire, un eco, uno specchio di comprensione e indagine verso l’estraneo che è in noi.

Nella serata del 21 giugno, alle 18.30 presso Label201 in via Portuense 201, il pubblico sarà coinvolto in una performance e avrà la possibilità di scoprire alcuni Dressware di Ana Rewakovicz.

A completare la serata sarà un live del pianista Sebastiano Brusco.

Pubblicato in Arte
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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