Art Elysée 2019, un’annata di successi

Art Elysée 2019, un’annata di successi
Si è chiusa a Parigi la 13esima edizione di Art Elysée che, dal 16 al 21 ottobre, si è installata sugli Champs Elysées, tra Place Clemenceau e Place de la Concorde, per riunire in quattro padiglioni effimeri le proposte artistiche di oltre 100 gallerie. Un’ampia panoramica sull’arte moderna e contemporanea, sull’arte urbana e quella “attuale”, senza dimenticare il design del XX° secolo.

Art Élysées è ormai uno degli eventi di maggior frequentazione durante la settimana di ottobre dedicata all’arte a Parigi. Questa fiera partecipa attivamente all’effervescenza artistica della capitale francese, differenziandosi dagli altri eventi grazie a un forte posizionamento nell’arte moderna, con una chiara identità.

Le quattro sezioni distinte hanno offerto una selezione eccezionale di gallerie francesi e straniere che hanno esposto artisti di grande talento, soddisfacendo le aspettative del mercato. Dalla sua creazione nel 2007, Art Élysées si è arricchita grazie anche una direzione artistica più esigente e allo stesso tempo più aperta alle novità, così come al design e all’arte contemporanea urbana: Baudoin Lebon e Ayann Goses, alla testa rispettivamente della sezione arte e di quella design

Nel padiglione A, i lavori magnifici dell’artista tessile, Simone Pheulpin, presso lo stand della Maison Parisienne. Appassionata sin da piccola dei tessuti dei Vosgi, Simone Pheulpin usa i calicò bianchi impiegati per la fabbricazione di pneumatici per le automobili, piegandoli, ripiegandoli, avvolgendoli, assemblandoli e fissandoli con degli spilli che divendano invisibili. Kilometri di strische di cotone da cui nascono delle opere magnifiche ispirate al mondo della natura, minerale e vegetale, di un’eleganza marmorea, vibranti in un gioco di luce e di ombre.

Uno sguardo verso il Sol Levante, nello stand della galleria Nichido che presenta alcuni artisti nipponici, tra cui Shogo Mima che con ironia immortala la società moderna, attraverso dei quadri a incastro in mousse espansa rivestita di stoffa da reciclo.

Quest’edizione vede il ritorno della Boesso Art Gallery di Bolzano, diretta da Anna Boesso, con il progetto “Perception and Space” che evidenzia il lavoro di due artisti: il francese Maxime Lutun e l’italiano Vincenzo Marsiglia. Entrambi sono ispirati all’arte geometrica astratta prestando un’attenzione particolare alla relazione spazio e luce, ognuno sviluppando un discorso molto personale. Marsiglia utilizza nuove tecnologie come iPad, mirror polarizzato con webcam integrata e applicazioni di intelligenza artificiale per far interagire l’utente con l’opera, non tralasciando la manualità grazie a una serie di lavori in carta e in marmo. Ad Art Élysées, l’artista di Songino ha presentato, insieme all’installazione interattiva, Vanity Star op. M#1, un’opera di notevole bellezza in marmo nero del Belgio, Fold Star Black, e tre dittici in marmo e onice, Star Stone, ispirati agli origami e realizzati intorno al motivo della stella a quattro punte, il suo “logo”: l’Unità Marsiglia.

La LKFF Art Projects ha esposto alcune delle bellissime statue della scultrice Hanneke Beaumont. Opere che parlano della condizione umana, di ciò che è immutabile nell’essere, del suo confronto con il tempo che lo raggiunge costantemente, del suo rinnovato interrogarsi sul destino, della sua fragilità, attraverso dei corpi immobili, in posizioni ferme e dai volti levigati, senza una vera connotazione sessuale.

Altro artista da segnalare, presente al padiglione dedicato alla giovane scena contemporanea, il cubano Javier Balmaseda, la cuiinstallazione "La rotta migratoria" affronta il tema della migrazione. Basandosi sulla propria esperienza e sui ricordi d’infanzia, Javier Balmaseda, rappresenta una strada di cui l’asfalto è composto da oltre 2000 granchi di ceramica, gli animali sono la strada che attraversano per raggiungere l’oceano, per sopravvivere. Javier Balmaseda traccia un parallelismo con i migranti di oggi che cercano rifugio combattento contro l’ignoranza e l’indifferenza delle amministrazioni e delle politiche mondiali. Per ogni granchio venduto, 20% dell’incasso è riversato all’associazione umanitaria SOS Méditerranée

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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