Arte, città & paesaggio: la magia da appuntamento ad Amiens

Banlieue - collettivo Uncommon Banlieue - collettivo Uncommon © Labicom
Sospesi nel tempo, immersi nei suoni della natura e nei suoi profumi, con gli occhi che si riempiono di bellezza ammirando un paesaggio unico.

È la sensazione che ogni visitatore potrà provare contemplando i magnifici giardini realizzati da giovani paesaggisti o le oniriche intallazioni di artisti plastici venuti dal mondo intero, al festival internazionale di giardini Arte, Città & Paesaggio di Amiens coprodotto dalla Casa delle Cultura della città, diretta da Gilbert Fillinger.

Un appuntamento culturale-artistico da non perdere e da vivere tranquillamente anche in famiglia, che si tiene nella regione francese della Picardia, fino al 16 ottobre. Nei hortillonnages (terreni paludosi, intersecati da piccoli canali, utilizzati sin dal Medioevo per l’agricoltura), il pubblico potrà vivere - gratuitamente a piedi e in bicicletta o affittando una barca -, nel mondo incantato questo eden naturale inserito nella città, magnificato dai giardini e dalle opere plastiche, che lo hanno trasformato in nuovo spazo d'espressione artistica.

Amiens, a poco più di un’ora di treno da Parigi e da Lilla, oltre a possedere questo straordinario patrimonio naturale posto su 300 ettari di verde (dove alcune parcelle appartengono a dei privati - spesso pescatori o cacciatori - che vi hanno delle capanne), è una città d'arte e di storia, famosa per la sua magnifica e monumentale cattedrale Notre-Dame, iscritta sulla lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, per essere la città del celebre romanziere francese Giulio Verne, e possedere un magnifico borgo storico a filo d’acqua.

È in questo quadro d'eccezione che la Casa della Cultura di Amiens organizza ogni estate, con il sostegno della regione, la kermesse Arte, città & paesaggi. Gli hortillonnages diventano, il tempo di una stagione, veri luoghi d'esposizione a cielo aperto e la fonte d'ispirazione per numerosi creatori contemporanei internazionali.

Per questa 7a edizione, il festival dei giardini presenta una quarantina di opere di cui 10 inedite – 28 giardini paesaggistici e 12 installazioni plastiche realizzate da giovani artisti, architetti, paesaggisti under 36 anni – diseminate ai quattro angoli del polmone verde della città, nonché diverse novità.

Tra queste l’estensione dei suoi confini: la manifestazione supera le frontiere naturali dei hortillonnages. Oltre a una presenza classica sull'isola alle fascine, l'isola Robinson e lo stagno di Camon, le opere trovano spazio anche al centro della città sul terrazzo dell'Ufficio di turismo, ai piedi della cattedrale, e in altri spazi.

Sembra di assistere a una gara di bellezza e d’genialità navigando lungo i 35Km di canali che compongono il labirito acquatico degli hortillonnages. Da segnalare, tra le opere realizzate per questa 7° edizione, Berges sonores (Rive sonore) di Flavia Bonino e Stéphane Querio del gruppo Creative Landscape Process che rievoca, attraverso il suono che produce il movimento dell’acqua su alcune campane, lo stretto e indissolubile legame della città con quest’elemento, ovvero con il fiume Somme e gli hotillonnages che la caratterizzano. Nascosto sotto un pontile, una specie di carillon che incanta i visitatori con la sua musica al passaggio della barca e che può trasformarsi in allarme quando il livello dell’acqua sale troppo.

Il gruppo di Landscriptum, composto da Alexandre Libersart, Nicolas Orgelet e Maryline Tagliabue, ha progettato Le Jardin des Cimes (Il Giardino delle cime) per rendere omaggio all'albero diventato simbolo di questa zona. Una vasta rete di 500 m² sospesa raccoglie le foglie dei salici e dei pioppi. Questi strati di fogliame saranno il “terreno” per altre coltivazioni, che potranno essere ammirate da alcune postazioni. Un’opera poetica che illustra il processo di trasformazione della materia vegetale accumulata dalla rete. Su questo paesaggio sospeso nascerà una nuova vita spontanea.

E ancora, Sphère nourriciere (Sfera alimentatrice), una collaborazione tra Manon Bordet-Chavanes, ingegnere agronomo e i due paesaggisti, Marie Brégeon e Johann Laskowski, ideata attorno a una riflessione sull'alimentazione. Questo giardino porta il visitatore a intraprendere un percorso pedagogico in cui crescono piante commestibili, profumate e particolarmente colorate. Da un ambiente incolto all'agricoltura d'abbondanza e di fertilità, in cui i sistemi di coltivazione “antichi” mostrano tutta la loro ingegnosità per adattarsi a situazioni climatiche e territoriali estreme. Una progressione realizzata sotto un tetto di “gocce fertili” simbolizzate da borracce e da una cupola di salice intrecciato.

Importante sottolienare che tutti i legumi coltivati su queste parcelle di terra vengono dati a delle associazioni locali che le distribuiscono a chi ne ha bisogno o che organizzano dei laboratori di gusto, per insegnare nelle scuole i veri sapori del territorio.

Sono molte ancora le opere che nel corso delle passate edizioni abitano ancora gli hortillonnages. Alcune di queste sono state “traslocate”, altre smontate per lasciare voce ad altre espressioni, che si unicono e integrano perfettamente con le voci delle natura. Come l’umoristica opera Hydrophone (2015) del collettivo PIP composto da Julian Arthur, George Richardson e Alex Stenzhorn: una classica cabina telefonica inglese dorata posta alla fine di una passerella sull’acqua in cui si possono ascoltare i versi di alcuni animali autoctoni componendo semplicemente il loro numero telefonico. Un approccio ludicopedagogico a questo luogo paradisiaco. L’occasione per meravigliarsi e scoprire dei suoni sconoscuiti.   

Senza dimenticare Miroir aux alouettes (Specchio per le allodole) di Boris Chouvellon, Axis Mundi di Nicolas Fenouillat, Fragments (Frammenti) del colletivo Gama – Mélanie Gasté, Aurélien Albert, Interference (interferenza) di Jo Lathwood e Banlieue (Periferia) del collettivo Uncommon – Kate Jackson-Hulme, Deborah Nagan. 

L’obiettivo di Arte, Città & Paesaggio non è solo quello di costruire scenari immaginifici ma di preservare l'identità e la memoria dei hortillonnages. I progetti selezionati sottolineano i pericoli della cultura intensiva, dell'inquinamento delle acque, della scomparsa delle specie floreali: è stata ritrovata una specie particolare di orchidea che “dormiva” sotto alcuni trati di torba. La manifestazione quindi non è importante solo per il suo aspetto artistico-culturale e turistico, ma perché offre la possibilità di salvare i lotti dall’erosione dell’acqua, di preservare questo patrimio naturale unico, oltre che dare l’opportunità a dei giovani creatori di esprimere il proprio talento accettando al contempo una sfida ecologica.

Maison de la Culture d'Amiens

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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