Arte e Sacro: incontri con il Divino nell'arte di Yves Klein, Sidival Fila e Tito Amodei.

Arte e Sacro: incontri con il Divino nell'arte di Yves Klein, Sidival Fila e Tito Amodei.
Al Museo Bilotti di Roma, tre singole mostre sono riunite in un'esposizione che mette in risalto la spiritualità come influenza divina nei dissimili percorsi creativi del francese Yves Klein, del brasiliano Sidival Fila e dell'italiano Tito Amodei.

Quando l'anima di un artista nelle sue più intime e profonde introspezioni incontra la luce del Divino, il miracolo della fede trasforma l'arte in assoluta Bellezza. Accade nella vita di questi tre differenti artisti accomunati da devozioni affini che, in tempi e luoghi diversi, vedono ricerca artistica e spiritualità fondersi nelle proprie opere. Colore, Luce e Materia: tre elementi fondamentali al centro di sperimentazioni, nei processi creativi per il conseguimento di rappresentazioni di sublimi raffinatezze.

Al Museo Bilotti di Roma, tre singole mostre sono riunite in un'esposizione a tema che sviluppa un percorso sull'influenza religiosa, e approfondisce il coinvolgimento emotivo della devozione al Sacro. L'esposizione mette in risalto la spiritualità come influenza divina nei dissimili percorsi creativi del francese Yves Klein (Nizza, 1928 - Parigi 1962), del brasiliano Sidival Fila (Stato di Paranà Brasile, 1962) e dell'italiano Tito Amodei (Colli a Volturno 1926). Inaugurate il 7 luglio scorso le mostre sono, ancora, visitabili fino al 4 (YK) e 11 ottobre, e sono suddivise in tre distinte sezioni dedicate alle opere dei singoli artisti differenti per nazionalità, generazione e stile, in confronto con altre culture e filosofie.

Spazi dell’Anima: Yves Klein e la devozione a Santa Rita da Cascia, a cura di Edvige Bilotti.

L'arte nel profondo del silenzio dell'anima incontra la luce del Divino, e lo spazio che la circonda s'irradia d'inaudita magnificenza: questa la forza delle straordinarie opere di Yves Klein, dedicate alla Santa Rita da Cascia, e da lui stesso donate, in anonimato, al Monastero di S. Rita durante i suoi pellegrinaggi a Cascia, nel 1958 e nel 1961. Riunite per la prima volta, le opere offerte dall'artista francese sono allestite nello spazio museale come fossero in una cappella, accompagnate dalle preghiere di profonda dedizione con le quali egli sottomise alla volontà divina il proprio operato artistico. Consegnate al santuario dedicato alla Santa dei casi impossibili e disperati, le opere consistono in alcune superfici pittoriche di diverse dimensioni, e dall'ex voto composto da un piccolo cofanetto in plexiglas al cui interno, in più scomparti suddivisi giacciono materie diverse, i doni monocromi: preziose foglie d'oro, pigmenti blu e rosa, tre lingottini d'oro fino adagiati su un letto di pigmento blu oltremare, (International Klein Blue - IKB), e un cartiglio contenente la preghiera.

La magia dell'opera di Klein con potenza straordinaria riesce a elevare la figura umana trasmigrando pensieri terreni verso emisferi cerebrali paradisiaci, intangibili, e raggiungibili solo seguendo l'influsso ascendente del pensiero celestiale.

 "... Santa Rita da Cascia, io ti chiedo di intercedere presso Dio Padre Onnipotente perché mi accordi sempre in nome del Figlio Gesù Cristo è in nome dello Spirito Santo e in nome della Santa Vergine Maria, di abitare le mie opere perché esse divengano sempre più belle e inoltre la grazia che io scopra sempre continuamente e regolarmente nuove cose nell'arte ogni volta più belle, anche se purtroppo non sempre sono degno di essere uno strumento per costruire e creare della Grande Bellezza. Che tutto ciò che viene da me sia bello... Che i miei nemici diventino i miei amici e, se ciò è impossibile tutto ciò che essi potrebbero tentare di fare contro di me non vada mai a compimento e che io non ne sia mai colpito. Rendi me e ogni mia opera completamente invulnerabili. È così sia..."

L'emozione contempla il pieno nel vuoto: un dipinto grondante d'intenso blu rappresenta il cielo nel cui immateriale spazio celeste corrono lame d'oro, come fossero raggi di sole che tessono trame di luce a irradiare l'architettura intangibile dell'aria, per un ritorno alla vita umana nello stato paradisiaco. L'aria cristallina di un cielo gremito di fede, impregnato di blu, al quale nel segreto della devozione noi credenti ci inchiniamo. E il rosa, a rappresentare i petali di rosa che ogni 22 maggio vengono offerti ai credenti che si recano in pellegrinaggio al Santuario, perché con quelle rose la Santa Rita invita i propri fedeli a combattere la paura, a resistere, perché abbiamo chi ci protegge nel silenzio della devozione e la soluzione e l'aiuto divino arrivano, sempre. C'è un esercito di anime buone che si muove silenzioso nel mondo: sono angeli e arrivano a noi proprio quando tutto ci sembra impossibile e si stanno perdendo le speranze, la vita rinasce. E' nella forza del Credo.

Sito ufficiale del Museo Carlo Bilotti

 

 

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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