Incontro d’autore e esposizione collettiva di arti visive opere su carta, disegni di architettura, scultura, pittura, grafica, moda a cura di Stefania Brugnaletti


Incontro d’autore e esposizione collettiva di arti visive opere su carta, disegni di architettura, scultura, pittura, grafica, moda a cura di Stefania Brugnaletti

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Attualmente, nel lessico espressivo dell’architetto trovano più facile collocazione l’insieme delle parole afferenti al mondo dei numeri e delle geometrie, mentre sono quasi totalmente scomparse quelle di rimando al disegno artistico. Con l’avvento del mezzo informatico, fin già negli ultimi decenni del secondo millennio, molti architetti hanno sostituito il disegno artistico con il CAD. Sebbene, un tempo non troppo lontano, fosse nella padronanza della mano dell’architetto l’espressione artistica del disegno a mano libera, oggi, codesto linguaggio rappresenta una rarità. Sequenze di rendering dalle resa fotorealistica sempre più precisa, rappresentano, ora, nell’immediato ciò che in altri periodi avrebbe richiesto tempi più lunghi. Si narrano, in tal modo, nelle pagine della storia, le architetture del terzo millennio. E si accavallano immagini standardizzate, grazie a tecniche sempre più avanzate e veloci, che consentono di simulare la resa di ogni futura costruzione, prima ancor che ne venga posta la prima pietra. Difficilmente, dunque, il disegno artistico trova, oggi, spazio nel mondo della rappresentazione grafica dell’architetto. Eppure con la parola arte sono, da sempre, catalogate le discipline artistiche dell’architettura, scultura e pittura.

E allora, per quale motivo nel lessico dell’arte contemporanea odierno si definiscono con fatica gli architetti come degli artisti? Basti pensare a Michelangelo Buonarroti, in assoluto l’artista più completo sotto questo punto di vista, scultore, pittore, e architetto. La stessa sorte non si è abbattuta sulla scultura e sulla pittura, laddove, invece, sempre più spesso l’architettura viene concepita come disciplina tecnica scientifica, privandola in tal modo della massima espressione artistica che invece le compete. Architettura è arte, quindi, se attuale, è arte contemporanea.
E allora, per quale motivo se esponiamo scultori e pittori in collettive, non esponiamo mai il segno impresso dall’architetto, o ancor meglio le sue sculture ovvero quei modelli plastici che anticipano quel che sarà la sua massima espressione artistica concepita nello spazio? Nate da vicende vissute, e da una serie d’idee sviluppate dall’architetto Stefania Brugnaletti, curatrice dell’evento, le riflessioni sul tema sono altresì influenzate dall’ampio dibattito che, oggi, si svolge nel mondo. Coinvolgendo a livello internazionale intellettuali e artisti, sempre più autori sono chiamati ad interrogarsi su quanto ci sia da rivedere nel troppo abusato uso del mezzo informatico. Mezzo meccanico che per quanto si renda estremamente utile, scandendo celeri tempi di lavorazione, è sì in grado di sopperire alle istanze delle risorse economiche (apparentemente), condizionando però drasticamente le risorse del capitale umano. Omogeneizzando usi e consumi, nei singoli luoghi, abbatte singole specificità, e nel quotidiano è complice di una produzione architettonica scontata. Con il moltiplicarsi di mostruose e identiche ambientazioni standardizzate, distribuite in ogni angolo del nostro pianeta Terra. E scorrono, ogni giorno, sotto agli occhi di tutti pagine piene di rendering con l’inarrestabile proliferarsi di architetture identiche, ormai scontate, eseguite grazie all’ausilio di sofisticati mezzi, che simulano architetture vere, e non vere. Dibattito che coinvolge e che sensibilizza, da alcuni anni, in tutto il mondo esponenti operativi nelle diverse realtà dell’arte e della cultura, ma che, purtuttavia, ne vede stranamente estranea e non coinvolta proprio Roma, la capitale mondiale dell’architettura.
Cosa ne pensano i colleghi architetti? E gli altri artisti ovvero i creativi in generale? E cosa ne pensa la comunità dell’arte che opera a Roma? Iniziativa, germe di una serie d’incontri che vedranno la partecipazione degli addetti ai lavori, in più interessanti iniziative volte, in primis, ad attirare l’attenzione sull’argomento, con il diretto coinvolgimento degli artisti. Artisti partecipanti Invitati all’incontro che avrà luogo presso l’Atelier dell’artista Croce Taravella, architetti, scultori, pittori, grafici, editori, critici d’arte, giornalisti, collezionisti e amici.

In esposizione schizzi e disegni a mano libera eseguiti da molteplici autori, esponenti di fama e emergenti del panorama artistico romano, alcuni tra i quali in ordine alfabetico: Francesco Andreani (architetto), Olga Donati (fotografa e scultrice), Valeria Panci (stilista), Paolo Portoghesi (architetto), Giancarlo Priori (architetto), Giusto Puri Purini (architetto), Luca Ribichini (architetto), Carlo Riccardi (fotografo e pittore), Croce Taravella (pittore e scultore), Francesco Villella (grafico e pittore), e tanti altri che hanno aderito all’iniziativa.

Lunedì, 25 marzo 2013 ore 18.00 - 23.00
ATELIER CROCE TARAVELLA Largo Cristina di Svezia, 17 a Roma

Pubblicato in Arte

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