Arte Programmata e cinetica italiana al MACBA di Buenos Aires

Nel “Museo de Arte Contemporáneo de Buenos Aires” (MACBA) è stata allestita, a cura di Giovanni Granzotto e Micol Di Veroli, la mostra “Percezione e Illusione: Arte Programmata e cinetica italiana” (aperta fino all’8 dicembre), una delle più importanti mostre d'Arte Programmata e cinetica italiana realizzate in America Latina.

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Nel “Museo de Arte Contemporáneo de Buenos Aires” (MACBA) è stata allestita, a cura di Giovanni Granzotto e Micol Di Veroli, la mostra “Percezione e Illusione: Arte Programmata e cinetica italiana” (aperta fino all’8 dicembre), una delle più importanti mostre d'Arte Programmata e cinetica italiana realizzate in America Latina. Negli ultimi anni il panorama artistico internazionale ha iniziato a prendere atto che l'ultima grande avanguardia, ilmovimento che ha cambiato alcune delle coordinate del mondo dell'arte e non proposto solamente strade particolari, è identificabile con il fenomeno dell'Arte Programmata e cinetica proposta in Italia, alla fine degli anni ’50 e all’inizio dei ’60 del Novecento, da artisti, spesso costituiti in “gruppo”, che intendevano rinnovare l’arte in funzione di rappresentazione del tempo nel quale veniva realizzata con un linguaggio espressione di piena e libera creatività.“Pop Art, Arte Povera ed altri importanti movimenti hanno quindi fatto spazio alla nascita di una nuova concezione dell'arte, non più sottostante alla estemporanea creatività del singolo ma generata da anime diverse con l'aspirazione comune di costituire un nuovo modello di realtà. Mediante metodologie e concetti mutuati dalla fisica e dalla psicologia, il movimento dell'Arte Programmata e cinetica è giunto alla concezione di un'opera capace di andare oltre il solo dinamismo, generando fenomeni sensoriali che rivalutano il ruolo del fruitore e della sua percezione, in relazione anche alla teoria psicologica della forma”. La mostra “Percezione e Illusione: Arte Programmata e cinetica italiana” analizza le “conseguenze” sull’arte contemporanea generate da questo movimento, “nel quale convivono un’anima razionalista con il sentimento e la religione del dinamismo”, attraverso l'esposizione di oltre quaranta opere create dalle figure chiave del periodo, partendo dalle sperimentazioni di Gianni Colombo e degli altri membri del “Gruppo T” (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco), di Alberto Biasi e degli altri componenti del “Gruppo N” (Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi), di Lucia Di Luciano, Lia Drei, Francesco Guerrieri e Giovanni Pizzo (componenti del “Gruppo 63” che, per divergenze metodologiche, si è scisso in “Binomio Sperimentale p.”, Drei e Guerrieri, e “Operativo R.”, Di Luciano e Pizzo).

Sono inoltre esposte un nutrito gruppo di opere di Bruno Munari, artista che ha influenzato intere generazioni creative, di Getulio Alviani, Marina Apollonio, Enzo Mari, Dadamaino, Elio Marchegiani, Paolo Scirpa ed altri. Contemporaneamente alla mostra è stato realizzato, in collaborazione con Altaroma, un evento legato alla moda italiana con abiti vicini alle sperimentazioni di quegli anni. E’ in esposizione una selezione di abiti della Maison Sarli che mostrano le connessioni tra arte e moda ed il reciproco scambio di idee ed estetiche. La mostra, organizzata da Glocal Project Consulting in collaborazione con Altaroma, ha il patrocinio del Ministero Affari Esteri, dell'Ambasciata Italiana a Buenos Aires, dell'Istituto di Cultura Italiano di Buenos Aires e della Camera di Commercio Italo Argentina. (Nella foto Francesco Guerrieri: “Ritmo-struttura B.N.R.I.”, 1964, acrilico su tela cm. 150x100).

Alberto Esposito

Pubblicato in Arte

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