Attilio Taverna. Forma, luce, quanti

Con il titolo “Attilio Taverna. Forma, luce, quanti”, la Galleria Cavour di Padova, in Piazza Cavour 25, ospita fino al 9 marzo (orario, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19) l’esposizione di quaranta grandi dipinti e venticinque disegni che consentono di indagare esaustivamente gli esiti della ricerca speculativa che ha impegnato l’artista bassanese 

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Con il titolo “Attilio Taverna. Forma, luce, quanti”, la Galleria Cavour di Padova, in Piazza Cavour 25, ospita fino al 9 marzo (orario, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19) l’esposizione di quaranta grandi dipinti e venticinque disegni che consentono di indagare esaustivamente gli esiti della ricerca speculativa che ha impegnato l’artista bassanese (classe 1945) negli ultimi trent’anni intorno al concetto di forma, in particolare intorno alla natura formale della luce e alla sua possibile visualizzazione.

Attraverso una ricostruzione della forma, basata sui percorsi vettoriali della luce nello spazio-tempo, Attilio Taverna approda, dopo le esperienze nell’ambito dell’astrazione dei primi anni ’70 e alcuni passaggi di impronta costruttivista, percettivista e minimalista, negli ultimi anni ’80, alla raffigurazione di fenomeni fisici essenziali, come quelli indagati dalla meccanica, dalla fisica quantistica e dalla teoria del caos.

La “luce”, protagonista assoluto della sua visione dell’arte, è interpretata attraverso movimenti lineari, circolari o spiraliformi inglobanti figure geometrizzanti che pongono in particolare risalto la concettualizzazione dello spazio definito da modulazioni proporzionali di forme elementari.

La ripetizione “regolare” del segno sulla superficie della tela, è da Taverna integrata da una varia scelta cromatica attenta ai rapporti tonali che, grazie alla riduzione del colore alla sua forma espressiva più incisiva, gli consente di evocare una visione di una possibile “realtà”, svincolata dalla rappresentazione di forme “note”, rigorosa, coerente, capace di definire ritmi plastici e spazi profondi che sottolineano la relazione fra spazio e energia.

Le sue opere, di straordinario impatto visivo, è scritto nella presentazione della mostra, “insistono, di volta in volta, sulla rottura di simmetria, sulle germinazioni in termini coloristici e luministici delle figure geometriche semplici, sulla trasparenza percettiva, e ancora sulla complessità e sul caos, inteso come creazione infinitamente mutevole di forme, sulla visualizzazione di algoritmi, sulla luminosità aperiodica… Sono immagini dei processi che avvengono nel mondo dell’infinitamente piccolo e che l’occhio naturalmente non vede, ma che trovano definizione nelle leggi scientifiche e che mostrano come si produca l’insorgenza di una forma, di un fenomeno, a cominciare dall’evento per eccellenza della luce. Gli effetti sono sorprendenti, spiazzanti, mettono in discussione i nostri canoni visivi, sollecitano nuove categorie estetico-interpretative”.

Con la pittura - ha affermato l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio -  “Attilio Taverna arriva a visualizzare la struttura originaria della materia qual è definita dalla fisica dei quanti e alcuni degli infiniti modi in cui si produce la realtà fenomenica”.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova nell’ambito del Format “Universi Diversi” a cura di Gian Paolo Prandstraller e Maria Luisa Biancotto con la direzione di Mirella Cisotto Nalon.

Alberto Esposito

Pubblicato in Arte

Fotonews

Premio Socrate 2021

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