"Certe idee", Gianfranco Baruchello a Roma

Dopo un breve periodo di chiusura dedicato al riallestimento e alla riorganizzazione delle sale espositive, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma ha riaperto in occasione dei festeggiamenti per  il  150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la retrospettiva dedicata a Gianfranco Baruchello.

Baruchello

Dopo un breve periodo di chiusura dedicato al riallestimento e alla riorganizzazione delle sale espositive, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma ha riaperto in occasione dei festeggiamenti per  il  150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la retrospettiva dedicata a Gianfranco Baruchello.
La retrospettiva, curata da Achille Bonito Oliva con Angelandreina Rorro come commissario interno alla Galleria, si presenta al pubblico come una grande mostra dedicata ad un grande artista sperimentatore Gianfranco Baruchello. Passando in rassegna le varie fasi del suo lavoro, la Galleria nazionale ci presenta più di cento opere provenienti da varie collezioni italiane ed europee, compresa la Fondazione Baruchello di via Cornelia.
Artista poliedrico, di fama internazionale Baruchello inizia la sua attività artistica verso la fine degli anni Cinquanta, realizzando tele bianche segnate da un intrico di linee nere ed oggetti realizzati con cose ritrovate (Cimiteri d’Opinione). Durante i primi anni Sessanta crea i primi plexiglas, dei quadri ottenuti attraverso la sovrapposizione di vari strati di plexiglas e cartone o metallo.  Questo periodo coincide con il suo approccio al mondo del cinema, durante il quale, nel 1964, sviluppa insieme ad Alberto Grifi il grande capolavoro “La Verifica Incerta”, una pellicola realizzata usando gli scarti del cinema hollywoodiano degli anni Cinquanta, un recupero e un riciclo di qualcosa che sarebbe inesorabilmente andato perduto.
Grande amico di Duchamp, Guattari, Cage ed Eco, Baruchello pubblica libri come “Mi viene in mente”, frutto della collaborazione con la Galleria Schwarz di Milano e “Avventure nell’ armadio di plexiglas” edito da Feltrinelli nel 1968. Negli anni Settanta realizza delle opere ottenute con delle scatole vetrina in cui accosta oggetti differenti a volte minutissimi.
Proprio dagli anni Settanta decide di andare a vivere in campagna e fonda la Società Agricola Cornelia, con l’obiettivo di coltivare la terra in senso sociale come bene comune, un obiettivo che insegue ancora oggi passando dal tema del giardino a quello più ampio del bosco inseriti in un progetto dedicato all’arte e alla cultura contemporanea.

Maila Marasco

 

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma
20 Dicembre 2011 – 4 Marzo 2012

Pubblicato in Arte

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