Claudio, un imperatore dal destino particolare

Claudio, un imperatore dal destino particolare
Un’esposizione su Claudio a Lione ? Bien sûr, perché l’imperatore romano è nato nella città francese e perché è qui che è stata ritrovata, nel 1528, la Tabula Claudiana, un’importate iscrizione latina su bronzo.

Quest’ultima, detta anche Tavola di Lione o Oratio Claudii, fa parte delle opere esposte alla mostra Claudio, un imperatore dal destino particolare, in corso al Museo delle Belle Arti di Lione, fino 4 marzo 2019.

La Tabula Claudiana contiene un ampio stralcio del discorso tenuto dall’imperatore Claudio al Senato romano, nel 48 d.C., in cui si pronunciava a favore della concessione della cittadinanza alla Gallia.

Figlio di Druso il Vecchio e Antonia la Giovane, nonostante la sua appartenenza all’illustre famiglia imperiale giulio-claudia, Claudio non avrebbe mai dovuto regnare sul vasto impero romano. Il destino avrebbe scelse per lui, perché fu proclamato imperatore dalla guardia pretoriana, dopo l’assassinio di Caligola, nel 41 d.C.

Claudio non è nato a Lione per caso. La colonia – Colonia Copia Felix Munatia Lugdunum - capitale della provincia di Gaule Lionese, serviva come base ad Augusto durante le guerre germaniche. Il padre di Claudio, probabilmente, vi soggiorna in diverse occasioni per recarsi in Gallia durante le operazioni militari. Alla morte di quest’ultimo, all’età di due anni, Claudio lascia Lione, per ritornarci sporadicamente. Ma la sua origine “gallica” -è il il primo imperatore nato fuori dall'Italia - ha segnato tutta la sua vita. Sotto il suo regno, la città si chiama Colonia Copia Claudia Augusta Lugdunum.

La mostra si propone di evidenziare la vita e il regno di questo uomo dal destino singolare. Di Claudio è stato dipinto un ritratto poco lusinghiero, trasmesso dalla letteratura antica e ripreso nell’immaginario popolare moderno. Descritto come un essere debole, ininfluente, fisicamente e intellettualmente diminuito, la sua immagine soffre anche della fama "sulfurea" della sua terza e quarta moglie, Messalina e Agrippina, e del tragico destino di suo figlio Britannico.

Recentemente, tuttavia, ricercatori e storici lo hanno riabilitato, tracciandone una figura di un uomo colto, un buon leader, promotore di riforme amministrative efficaci per l’impero e preoccupato per il suo popolo. In continuità con i suoi predecessori, Claudio estese l’impero con l’annessione e la conquista di cinque nuove province, di cui la più importante, la Britannia (sud dell’Inghilterra). La sua legge più famosa è senza dubbio quella già citata relativa all’ammissione dei Galli al Senato romano. Inoltre, ha anche avviato una politica di grandi opere, come la creazione del porto di Roma a Ostia.

Dalle alleanze nelle strategie politiche alle grandi conquiste del suo regno, è questo nuovo volto dell’imperatore Claudio che la mostra presenta attraverso più di 150 opere: statue, bassorilievi, cammei e monete, oggetti della vita quotidiana e quadri storici. L’esposizione è arricchita da estratti di film, rendering 3D e fotografie dell’artista Ferrante Ferranti che completano questo viaggio, per invitare il visitatore alla riscoperta di un uomo il cui destino, inaspettatamente, ha deciso che sarebbe diventato un grande imperatore romano.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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