Concorso "Le Ali Ritrovate dell'Hôtel de Galliffet", la Biennale di Venezia premia il migliore

Concorso "Le Ali Ritrovate dell'Hôtel de Galliffet", la Biennale di Venezia premia il migliore
L'Istituto di Cultura Italiano di Parigi, il 13 giugno scorso, ha inaugurato una mostra di architettura sperimentale presentando una serie di progetti elaborati da nove studi di progettazione, fondati da giovani architetti italiani (visitabile fino al 30 dicembre 2016).

 

In esposizione sono disegni e modelli dei progetti elaborati dagli studi di architettura partecipanti che, previo un concorso lanciato nel 2015, sono stati selezionati da un comitato scientifico (per la lunga lista dei nomi si rimanda al link dell'Istituto). I progettisti sono stati invitati a sperimentare la possibile ricostruzione delle due ali mancanti dell'Hôtel de Galliffet, attuale sede dell'Istituto di Cultura Italiano a Parigi. Lo storico edificio neoclassico, fin dal 1909, è proprietà dello Stato Italiano. Inserito nella maglia urbana parigina del settimo arrondissement, esso si erge all'interno di un isolato sulla cui superficie insistono diverse aree di sosta e un giardino. L'area ha doppio ingresso, accessibile dalla rue de Grenelle e dalla rue de Varenne. La costruzione - antica dimora politica - ha un trascorso storico ad uso del corpo diplomatico, le cui diverse destinazioni d'utilizzo si sono intervallate negli anni, fin quando, nel 1962, il governo italiano decise di farne la sede del proprio istituto di cultura. La cubatura totale di edificazione prevista, purtuttavia, non è mai stata completata, anzi, una parte è stata addirittura demolita, causa pericolo di crollo.  L'intento del piano di ricostruzione (non utopico bensì regolato da norme urbanistiche vigenti) è riportare in vita le due ali mancanti del palazzo: l'ala est (rimasta incompleta fin dal 1950) dovrà ospitare uffici e nuove aule per i corsi di lingua, mentre l'ala sud (demolita nel 1960) è destinata a diventare un luogo d'incontro e residenza tra gli artisti e il pubblico.

Le proposte progettuali in mostra mirano a promuovere il notevole pregio dell'architettura esistente, parimenti, presentano al pubblico l'espressione dell'attuale design della giovane architettura italiana. I giovani progettisti, protagonisti di una sfida audace, hanno dovuto confrontarsi con il linguaggio stilistico di tipo neoclassico, seguendo le indicazioni di un bando che rimanda ai dettami architettonici storici della disciplina italiana e che, al contempo, invita all'esplorazione della creatività contemporanea, in una delle più importanti capitali della cultura europea. Parigi, metropoli multietnica, è terra di creazione sul cui suolo, spesso oltrepassando il 'tradizionale', le sfide architettoniche irrompono aprendo nuove frontiere che portano innovazione. Questi giovani progetti, d'intensa espressione poetica, calati nel cuore della metropoli parigina, lasciano intravedere respiri e stimoli che possono spianare la strada ad una maggiore creazione artistica.

Le ali della costruzione hanno funzione di ospitare ambienti destinati alla produzione e divulgazione della sapienza Italiana, come anche di disporre sale per il dibattito e, non di meno, di garantire vani adibiti alla residenza degli attori e promotori dell'eccellenza italiana in visita, in Francia. Attraverso questa esperienza alcuni progetti librano nell'aria l'effervescenza della giovane architettura italiana, anche se avanzata molto cautamente. La sfida è ricostruire in chiave contemporanea spazi per circa 6500 mq, adottando soluzioni stilistiche che in dialogo con il prestigio del neoclassico siano in grado di azzardare idee contemporanee 'italiane', il cui estro famoso nel mondo, oggi assopito, deve tornare a risorgere. Un modo per dare il via a idee innovative coadiuvate da nuove tecnologie, pur sempre nel rispetto dello stile esistente. In particolar modo, appaiono vincenti alcune scelte presentate da quattro proposte, le cui ricerche affini portano a composizioni che dimostrano di aver prestato ascolto al luogo. Sono operazioni progettuali che hanno esteso interesse al paesaggio vegetale, dimostrando di aver conoscenza di una tematica cardine del piano urbanistico 'Le Grand Paris' che, da anni, invita i progettisti a sviluppare interventi 'vegetali', o altrimenti detti di 'agritettura'. Uno dei tre progetti, in particolare, plasma nell'ambiente con leggerezza un'architettura che sembra sollevarsi in aria, grazie a una texture architettonica costruita da riflessi e trasparenze che rendono non-materiche le facciate. Spesso delineate da esili linee verticali, queste composizioni architettoniche, dalle facciate ritmate da abbondanti vetrate, riflettono la natura circostante, ospitata altresì generosamente anche all'interno. Come foglie mosse dal vento, la natura appare e scompare. in un gioco di luci e riflessi, dove la presenza del verde gioca un ruolo primario e che sembra rimandare ai piccoli boschi di betulle di cui sono puntellate le sponde della Senna, sulll'isola della Gran-Jatte, i cui paesaggi ispirarono capolavori dell'impressionismo. Geniali le textures metalliche di un altro notevole progetto che come un sipario di facciata filtra la luce e ricama luminosi spazi interni, tra ombre e dissolvenze di luce, ambienti in cui la natura penetra attraverso il muro vegetale che si propaga dall'esterno,

Quale il progetto vincitore? Coinvolta anche la 15.esima Biennale di Architettura di Venezia, che vedrà Il prossimo 14 luglio il Direttore generale della DGSP del Ministero degli Affari Esteri, Vincenzo De Luca, e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Parigi, Marina Valensise, presentare, nell’ambito della biennale, la mostra di progettazione architettonica sperimentale attualmente in programma a Parigi. Una giuria nominerà il vincitore che beneficerà di un soggiorno, dall’1 al 30 novembre 2016, a Parigi, presso ’Istituto italiano di cultura, nella residenza d'arte parte del programma “Le Promesse dell’arte”.

Info: http://www.iicparigi.esteri.it/iic_parigi/it/).

 

Video: https://www.youtube.com/watch?v=n1PB6Vehc5Y

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

Fotonews

Terza dose di vaccino per Giorgio Parisi

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI