Contain[era] : il viaggio europeo di 8 gallerie d’arte mobili

Contain[era] : il viaggio europeo di 8 gallerie d’arte mobili
Dal 20 al 25 agosto a Roma ci sarà il primo appuntamento per Contain[era], mostra itinerante in cui 8 container diventeranno 8 gallerie mobili, per affrontare il tema della condivisione dell’informazione nell’era post-Internet.

Condividere e ottenere informazioni, oltrepassando il divario di informazione a livello locale e globale, scoprire le nostre radici nell'era post-Internet, questi sono i temi del progetto espositivo internazionale Contain[era], materialized Information Transfer in the Post-Internet Era.

Otto container saranno trasformati in gallerie mobili da 8 artisti di 8 città europee: Praga, Bratislava, Varsavia, Budapest, Roma, Zurigo, Berlino e Vienna. L'opening è previsto il 20 Agosto nel giardino del Tram Depot, in via Marmorata (Roma). Successivamente le gallerie mobili viaggeranno per due mesi lungo un circuito che collega tutte le città partecipanti, fino ad arrivare il 23 ottobre a Praga, destinazione finale, che rappresenterà un momento unico di incontro, visione e discussione dei risultati del progetto, al fine di sviluppare un ulteriore container collettivo. Gli artisti invitati sono: Adéla Součková (CZ), Dionýz Troskó (SK), Janos Bruckner (HU), Karol Komorowski (PL), Angela Kaisers (DE), Lukas Troberg (AT), Till Koenneker (CH), Carlo Zanni (IT).

Sono state scelte su Roma tre locations che a rotazione ospiteranno i container in arrivo dalle città partecipanti: il giardino del Tram Depot in via Marmorata, Eutropia Festival alla Città dell’altra economia e la Biblioteca nazionale centrale di Roma a Castro Pretorio.

Primo appuntamento il 20 Agosto nel giardino del Tram Depot con Carlo Zanni, artista invitato da Label201 con un progetto a cura del duo curatoriale Abbiatici_Levy. Carlo Zanni, uno dei pionieri della NET art in Italia, si interessa fin dal fine anni ’90 alle diverse possibilità di creazione, diffusione e ricezione dell’arte nata dalla rete e/o ad essa destinata. Sulle facciate esterne il container presenterà una nuova versione del lavoro Localhost, il cui concetto è stato elaborato per la prima volta dall’artista nel 2013 nell’ambito di una committenza da parte della Zurich Art University (ZHdK). L’artista riproduce il messaggio di errore che il computer lancia quando non riconosce o non riesce a trovare un file associato ad un determinato nome. Il pubblico è invitato ad intervenire sulle pareti bianche del container scrivendo con un pennarello le idee, i valori o in generale tutte quelle cose di cui non trova più traccia nella società attuale. L’interno del container ospiterà invece la video installazione Koh-iN∞r nella quale l’artista crea una scenografia di luce con diversi dispositivi elettronici che illuminano l’oscurità. Nel buio, appaiono le figure di un vecchio e di un bambino che dormono abbracciati. L’immagine richiama subito alla mente quel gap generazionale, linguistico e culturale, che si manifesta spesso all’interno dei nuclei familiari (tra un nonno e un nipote ad esempio). Le nuove tecnologie hanno sicuramente contribuito ad accrescere questa distanza. Per l’anziano, l’essere online è possibile ma non assoluto, mentre per il nativo digitale, la navigazione quotidiana in rete è la norma, tanto che perde senso distinguere fra uno stato online e uno offline.

Il 26 Agosto arriva, sempre al Tram Depot, il container austriaco con il progetto 17:38 (Speed Run) di Lukas Troberg, un’installazione video che mostra un intervento chirurgico attraverso un endoscopio, forse un corpo umano (?), mentre il suono intorno evoca il mondo immaginario dei computer games.

A Settembre gli appuntamenti si spostano a Eutropia, alla Città dell’altra economia di Testaccio: il 2 Settembre con il container ungherese e il 9 Settembre con il container slovacco. Welcome, di János Brückner (HU), è un’installazione multimediale che vuole mettere in scena una visione post-umana. Abbiamo rinunciato alla nostra intimità per i vantaggi della tecnologia. Circondati da dispositivi, viviamo nella condizione di un eterno cerchio di identificazione obbligatoria. Dionýz Troskó (SK) presenta “Use in case of emergency”, un progetto site-specific che riflette sul problema di grande attualità, spesso discusso, e malinterpretato dell’esodo di molte persone dalle propria terra, affrontato dal punto di vista di un individuo comune, disilluso e allarmato dalla situazione attuale dell’Europa centrale e orientale.

Da Eutropia si passa alla Biblioteca nazionale di Roma per gli ultimi quattro appuntamenti di Contain[era].

Dal 23 Settembre, L’installazione da Adela Součková (CZ) per il progetto di Contain[era] è Chiasm. Lo spettatore è guidato attraverso il suo lavoro tramite indizi frammentari, storie senza fine o che iniziano allo stesso modo. Disegni e simboli, la storia si intreccia continuamente con il nuovo, assomigliando alla visualizzazione di Internet, una visualizzazione di caratteri lampeggianti. 

Karol Komorowski riflette su quello che succedeva prima che lo schermo del computer riempisse le stanze con la sua fredda luce sintetica. Il costante flusso di informazioni fa lavorare la nostra società moderna, ma qual’è la sua struttura attuale, come viene elaborato e come rappresentarlo? La mostra consiste in grandi opere fotografiche, in arrivo il 30 Settembre.

Il 7 Ottobre prosegue il progetto con il container di Angela Kaisers (DE) con l’installazione BALD: questa si basa su sei fiabe popolari raccolte dai fratelli Grimm e discute il trasferimento di storie, conoscenze e morali. Inoltre prende una posizione critica nei confronti del modo in cui le donne sono ritratte in queste narrazioni.

Ultimo appuntamento del circuito di Contain[era], alla Biblioteca Nazionale di Roma, il 14 Ottobre con Golden Land, installazione dell’artista Till Koenneker (CH). Nascosto nel ventre del container, uno degli elementi costitutivi della nostra cultura consumistica globalizzata, si trova una barca di rifugiati che ha viaggiato verso le città d’Europa. Da esso esce solo la prua, placcata d’oro, che simboleggia l’ingannevole speranza che i rifugiati seguono come una luce e che permette loro di accettare ogni possibile rischio.

Dal 24 Ottobre tutti e otto i container si riuniranno a Praga, in mostra per tre settimane, per un momento di riflessione e discussione sui risultati del progetto.L’ultima fase di Contain[era], il prossimo inverno, prevede otto mostre nelle otto gallerie partner del progetto, a favorire lo scambio fra contenuti e paesi: Label201 ospiterà uno degli artisti all’interno del suo spazio con una mostra ancora in fase di definizione.

Maggiori informazioni su:

www.containera.eu 

www.facebook.containera

www.label201.com

Pubblicato in Arte

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