Contro il fondamentalismo, il Bardo va ad Aquileia

Debora Serracchiani Debora Serracchiani ©Gabriele Guida - AGR
Si è tenuta oggi, 2 Dicembre, la conferenza stampa di presentazione della mostra “il Bardo ad Aquileia”.

Manifestazione culturale che si colloca all’interno del programma “Archeologia Ferita”, iniziativa della Fondazione Aquileia, patrocinata dal Ministero del Mibact e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che vorrebbe portare nelle stanze del MAN di Aquileia, città simbolo e ricca di significati per una gran parte dell’Europa, testimonianze provenienti da musei e siti devastati dalla violenza e dal fanatismo, per proporre così una riflessione sulla convivenza e sulla tolleranza.

La mostra “Il Bardo ad Aquileia” inizierà il prossimo 6 dicembre e terminerà il 31 gennaio 2016 grazie alla Fondazione Aquileia e alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e l'Istituto Nazionale per il Patrimonio tunisino, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia ospiterà importanti reperti in arrivo dal Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, colpito lo scorso 18 marzo dall’efferatezza del terrorismo fondamentalista, che vide la morte di 22 persone tra cui quattro cittadini italiani.

“Questa esposizione è un segno di amicizia e l’affermazione, convinta e forte, che solo attraverso la riproposizione dei valori della cultura e della storia sarà possibile sconfiggere la cieca violenza e le barbarie di chi vorrebbe proporre infondati scontri di civiltà” ha commentato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella nota introduttiva dell’accurato catalogo della mostra.

E’ stato infatti questo il fulcro della presentazione e dell’intero progetto, tutti i relatori della conferenza stampa, Dario Franceschini, Ministro del Mibact; Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia; Antonio Zanardi Landi, Presidente Fondazione Aquileia; Louis Godart, archeologo e filologo e Naceur Mestiri, ambasciatore della Tunisia in Italia, si son trovati d’accordo nell’affermare che sono proprio il dialogo, il confronto e la tolleranza interculturale ed interreligiosa l’essenza della cultura Mediterranea; elementi preziosi ed indispensabili per crescere ed evolversi, da difendere e valorizzare, a maggior ragione, in questo momento storico.

I reperti esposti saranno: la testa dell’imperatore Lucio Vero da Dougga, la statua del dio Giove da Oued R’mel, la stele funeraria di Marcus Licinius Fidelis, un soldato originario di Lione, in Gallia, che fu sepolto ad Ammaedara, due ceramiche ritrovate nelle necropoli di El Aouja, una brocca decorata a rilievo e un contenitore cilindrico con rappresentazioni di dei e satiri, il mosaico della dea Cerere ritrovato a Uthina, due mosaici di “lottatori nudi in presa” provenienti dal tepidarium delle terme di Gigthis.

L’esposizione è costata 140000€ ed ha un numero ridotto di opere per due ragioni: la prima perchè da parte del Bardo c’è stato un grande impegno nel privarsi già di opere così importanti; in secondo luogo è molto complicato trasportare reperti archeologici. Ma, come è stato confidato ai giornalisti, si è arrivati ad un numero di reperti superiore rispetto all’idea iniziale che era quella di portare due, tre opere. La previsione di affluenza non è altissima, si stimano al massimo 10000 persone, in quanto Aquileia è un punto di passaggio turistico, ma ciò su cui si punta è proprio il fatto di attirare un turismo interessato, e non solo transitante. Come contropartita, il Bardo, non ha desiderato nulla, nonostante la Fondazione Aquileia fosse già pronta per la pulizia ed il restauro delle opere.

“E’ un programma in crescita” conclude Antonio Zanardi Landi “e la nostra fantasia è galoppante. Questo non sarà sicuramente un evento singolo, fine a sé stesso, prevediamo, con il tempo, di aumentare il numero di visitatori, e di portare reperti da altri siti colpiti dal fondamentalismo. Ci stiamo già lavorando”

 

Che si stia forse pensando a qualche reperto direttamente da Palmira?

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